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inviato il 04 Ottobre 2023 ore 17:04
Forse succede che la cultura diventando a tutti gli effetti un prodotto monetizzato e monetizzabile segua inesorabilmente il destino assegnatoli dall'attuale "modernità liquida". |
user250123
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inviato il 04 Ottobre 2023 ore 17:11
Esatto Ettore. Ma ciò accade anche quando il prodotto culturale è apparentemente gratuito, come spesso illude la vita on-line. Aggiungo un piccolo paragrafo: "Ne consegue un altro attributo che un 'oggetto di consumo' deve avere: una postilla al suo certificato di nascita – stampata in caratteri piccoli ma leggibili, chiara e rassicurante – che dichiara 'destinazione finale: pattumiera'. Lo scarto è il prodotto finale di qualsiasi azione di consumo. La percezione dell'ordine delle cose nell'attuale società dei consumi è un diretto capovolgimento di quello che caratterizzava la società dei produttori, ormai superata. Ciò che in quest'ultima era solido e duraturo era la parte utile, estratta da materie prime correttamente rielaborate, mentre a venir destinati allo smaltimento immediato e all'oblio erano i residui superflui e i rifiuti. Ora è invece la parte utile ad avere vita breve, volatile ed effimera, lasciando campo libero, di volta in volta alla nuova generazione di prodotti utili. Solo lo scarto tende a essere (ahimè) solido e durevole. 'Solidità' è ormai sinonimo di scarto". A me viene istintivo, qui, pensare all'evoluzione [in chiave consumistica, non tecnologica] della fotografia [come prodotto culturale] nel passaggio dall'analogico al digitale per poi approdare all'AI. |
user198779
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inviato il 04 Ottobre 2023 ore 17:28
Cultura vs mercato e speculazione non c'è partita è questo che vogliamo |
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inviato il 04 Ottobre 2023 ore 18:00
Non è la prima volta che la cultura si estingue, ma almeno, quando cadde l'Impero Romano tutti sapevano bene o male usare una zappa. |
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inviato il 05 Ottobre 2023 ore 8:50
Nel nostro dna avremmo anche le capacita' x ricominciare a zappare (Italia paese prevalentemente agricolo fino a meta' del secolo scorso), il problema che non c'e' piu' il terreno, avendo asfaltato e cementificato tutto. La gente si affanna per raggiungere la panetteria a bordo di astronavi da 50k +, per poi lamentarsi che il pane costa caro. Il caos consumistico ha tolto di mezzo ogni scala di valori ed ogni distinzione tra necessita' indotte e reali. Si puo' intuire che anche nella cultura e nell'arte l'essenza delle cose debba lssciar spazio all'apparenza e che questa sia, per sua natura, passeggera |
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inviato il 05 Ottobre 2023 ore 9:12
Ebbi a scrivere nel lontano 2014 in occasione di una mia esposizione. L'essenza delle cose. "Spesso accade che eventi ordinari, assumendo carattere dominante, siano capaci di offuscare la parte migliore dell'umano vivere. Le immagini a seguire vorrebbero essere la percezione visiva di quanto soprascritto , là dove il soggetto principale ( frammenti di spazio paesano ) è in parte nascosto e/o sminuito da elementi di secondaria importanza che, volutamente messi in risalto, divengono essi stessi protagonisti. Tale visione induce ad una sorta di miopia verso tutto quello che, non apparendo di immediata fruibilità, viene erroneamente ritenuto inessenziale." Due centesimi me li sono guadagnati? |
user198779
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inviato il 05 Ottobre 2023 ore 9:15
La Romagna dove abito è il secondo produttore mondiale di kiwi nei supermercati qui in Romagna vendono kiwi che arrivano dal Cile e dalla Nuova Zelanda basta questo per vedere che c'è qualcosa che non va |
user250123
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inviato il 05 Ottobre 2023 ore 12:52
Certo Ettore. Tra l'altro il tuo scritto mi ha fatto ricordare lo scontro epistolare tra Anton Čechov ed il suo maestro, il solito monumentale Lev Tolstoj, che tanto gossip letterario suscitò a livello mondiale. Mentre Tolstoj continuò fino alla fine dei suoi giorni a batterla sulla "purezza" della vita rurale ad un certo punto Čechov, molto più giovane, pur continuando a consigliare d'avere sul comodino "Guerra e pace" al posto della Bibbia, non potè trattenersi dal dire: "per far contento Tolstoj dovremmo tornare tutti a dormire sopra le stufe, come facevano i nostri nonni". Questo solo per dire che, anche il passaggio di testimone tra generazioni differenti rimescola le carte e rimette in gioco il concetto stesso di essenzialità. Personalmente mi preoccupa di più l'atteggiamento a-critico e totalmente accondiscendente verso i rimescolamenti della modernità di chi è già in età matura o avanzata. Se posso dirlo: non ci sono più i nonni di una volta... |
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inviato il 05 Ottobre 2023 ore 13:52
“ @Nocram Personalmente mi preoccupa di più l'atteggiamento a-critico e totalmente accondiscendente verso i rimescolamenti della modernità di chi è già in età matura o avanzata. Se posso dirlo: non ci sono più i nonni di una volta... „ Infatti c'è chi confonde modernità con gioventù. Una modernità che sarà e una gioventù che non è più, portano solo ad uno stato "liquido" e senza punti di ancoraggio. |
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inviato il 06 Ottobre 2023 ore 20:55
@ Giordanobruno "La Romagna dove abito è il secondo produttore mondiale di kiwi nei supermercati qui in Romagna vendono kiwi che arrivano dal Cile e dalla Nuova Zelanda basta questo per vedere che c'è qualcosa che non va Triste " E' un esempio di come il consumatore possa avere almeno parzialmente un ruolo attivo, al supermercato c'e' scritta la provenienza.... Altro esempio le nostre acque minerali sappiamo da dove provengono ed essendoci fonti distribuite su gran parte del territorio nazionale si potrebbero risparmiare carburante ed evitare inquinamento se ciascuno bevesse acque minerali della propria regione o delle regioni limitrofe. Mi scuso con Nocram se per un attimo siamo scesi "in basso", ma credo che il concetto del ruolo attivo (scelte consapevoli) del consumatore-fruitore possa essere valido anche in senso piu' ampio rispetto a quello della quotidianita' |
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