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Il fascino discreto delle socialiste


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user249402
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inviato il 23 Agosto 2023 ore 17:29    

Ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia all'età di dieci anni, circa, tramite mamma, che, una volta sistemato lo stomaco ai maschi di famiglia, io e papà, li mollava ed usciva a fotografare.
All'inizio non fu molto contenta che io mettessi le mani sulla Retina II a, con l'Heligon, poi, come tutte le mamme, non solo chiuse tutti e due gli occhi, ma mi spronò pure a perseverare nell'uso. A 14 anni “decisi” che la Retina era troppo amatoriale, ottica fissa niente esposimetro, insomma roba da ragazzini, non vi dico come, ( rubai parte dei soldi dalla cassaforte di casaSorry) riusci a procurami una super professionale Fed 4, con esposimetro al selenio ed obbiettivo, un industar 2,8/53, intercambiabile, con una pletora di altre ottiche, che, come è naturale che fosse, non furono mai avvitate sulla fotocamera. All'atto pratico, il passaggio dalla tedesca alla russa, non produsse cambiamenti tangibili, anzi, in compenso dopo pochi mesi, la Fed si guastò, papà riusci a rimetterla in marcia, ma mi consigliò di non farci troppo affidamento, seguii il suo consiglio, dopo poco cambiai, con conguaglio, la Fed con una ...Zorki 4, del 61, mia coetanea, l'ottica era uno Jupiter 8, perdevo l'esposimetro ma guadagnavo il 1/1000”, roba che non puoi vivere senza. Anche la Zorki non era un paradigma d'affidabilità, papà intervenne diverse volte, ma l'ottica mi piaceva molto. A 17 anni decisi che i tempi erano maturi per qualcosa di veramente professionale, una Zenit E, una reflex, col mirino chiaro come un tunnel ferroviario, ottica luminosissima, Industar 3,5/50, e pesante come un'incudine. Roba da duri, ed io lo ero, infatti, tutti giravano in Vespa, io avevo un Califfone 4 marce, che per metterlo in moto, dovevi, almeno, romperti un menisco. La Zenit arrivò sino all'università, prima con l' Industar poi con l'Helios 58mm, poi defunse, nonostante tutti i tentativi di rianimazione di papà, decisi di smetterla con le “russe” e passai alle germaniche, Praktica B 200, fotocamera tanto bella quanto gracile, la versione fotografica de La Traviata, ogni tanto decideva di riposare e non c'era verso di svegliarla. Se non altro, oltre al 50 riuscii ad abbinarle anche un 29, veramente notevole, ed un 1,8/80, pure questo notevole, come soprammobile sopratutto.
Quando la B200 mi mollò, sul più bello di una sessione di glamour, con la modella, ancora oggi mia compagna, che non riusciva a non ridere, vaffanculizzai tutte le fotocamere dell'est europa e presi un'umilissima Cosina, che, a dispetto del nome, andò sempre benissimo. Dopo ho usato un'infinità di altre fotocamere. Giorni fa, in un mercatino di cianfrusaglie, vedo una Fed 5 b, la prendo in mano, già sapendo che è un cesso, e che non mi fregherà come le sorelle e cugine, chiedo il prezzo, nemmeno basso, faccio per posarla poi… le sirene socialiste tornano a farsi sentire : “Lucaaa, Lucaaa... “, maledico Omero, Ulisse e pure Didone,( che è di Virgilio) e la compro, con Ethel che mi guarda sorniona, ma non pronuncia verbo.
Adesso l'ho caricata con una Foma 400, per una sorta di continuità filologica, è anch'essa dell'est Europa, se non si sgarrupa al 12° fotogramma, vuol dire che la qualità è decisamente migliorata e prendo pure … la Kiev 4 che ho visto su subito!

avatarsenior
inviato il 23 Agosto 2023 ore 17:46    

Tutte le macchine dell' est erano inaffidabili. Ad eccezione della Kiev 4, che in realtà era la Contax anteguerra, e la Zorki Negli anni 70 usai un paio di Zorki senza problemi. Circa la kiev 4 c' è da osservare che nemmeno la gemella Contax godeva di gran fama per via dei tiranti in seta della tendina verticale. Quelle veramente affidabili erano le coeve Leica, praticamente indistruttibili. Oggi le IIIc ancora circolano, usatissime, e ancora funzionano
Per gli obbiettivi la storia era abbastanza simile: erano fragili, ma otticamente erano ottimi. Uno dei migliori obbiettivi che abbia mai avuto, e ne ho avuti tanti, era il Pancolar 80mm 1, 8. La Pentacon inventò la trasmissione del diaframma elettrico, vera genialata presto copiata da quasi tutti gli altri costruttori. Ma, al solito, le tolleranze di fabbricazione erano socialiste d i compagni disprezzavano tutte le fisime del mondo capitalistico. Così quando la trasmissione elettrica del mio 35mm smise di funzionare senza alcun avviso, bruciandomi un paio di rullini, passai a Pentax. Poi a Nikon e Leica. Non ho mai lamentato guasti. Il socialismo reale regala illusioni.

avatarsenior
inviato il 23 Agosto 2023 ore 18:00    

Tutte le macchine dell' est erano inaffidabili.

Oddio... non mi sembra proprio... almeno non "tutte"... ne ho avute parecchie e parecchie ne ho ancora (che uso)... qualcuna ha avuto problemi ma non in percentuale così alta...
Delle Praktica ho avuto (e ho) solo le serie L/TL/LTL "tradizionali" e l'unica ad avermi dato problemi è una LTL3 che spazia male i fotogrammi...
Al momento ho ancora Zenit C/E/EM/ET/TTL/122/12XP/21XS, Praktica L/L2/MTL3/LTL3, Fed3 e 5, Kiev 4 e 19... tutte funzionanti regolarmente (eccetto la menzionata LTL3)
Quel Socialismo a mio modo di vedere regala anche soddisfazioni (a poco prezzo)

Ah... dimenticavo l'ultima arrivata... una Moskva 5... che per ora sembra funzionare...

user249402
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inviato il 23 Agosto 2023 ore 18:25    

Il mio post, non è, ne ha la pretesa di essere, una disamina della produzione fotografica dell'ex cortina di ferro, è semplicemente una "presa in giro" della razionalità degli esseri umani, sia giovani che vecchi, che, al raziocinio, duro e puro, che sempre richiedono agli altri, antepongono mille diverse ragioni, pur di soddisfare lo sfizio .

avatarsenior
inviato il 23 Agosto 2023 ore 20:19    

Lorenzo1910

Le ho usate molto nel mio periodo di indigenza fotografica. Però bastava prendere in mano una Zenit E e una Nikon F o anche una Pentax Spotmatic per capire come stavano le cose. A parità di prezzo chi avrebbe scelto la Zenit. Hai mai visto fare un matrimonio con la Kiev o la Pentacon Six ( le ho usate entrambe). La produzione tedesco orientale era migliore di quella russa, almeno finche hanno mantenuto l' innesto a vite e la meccanica, escludendo la fragilissima Pentacon Six.
Quando hanno cominciato a produrre le elettroniche è stata la fine. Trovare una Praktica B200 funzionante era un terno al lotto

user249402
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inviato il 23 Agosto 2023 ore 20:45    

Hai mai visto fare un matrimonio con la Kiev o la Pentacon Six


Più di uno, con eccellenti risultati, la qualità è al 90% di chi fotografa, il 10% delle attrezzature.

Comunque, ripeto, il mio intento non era discutere delle fotocamere dell'est europa.

avatarsenior
inviato il 23 Agosto 2023 ore 20:55    

A parità di prezzo chi avrebbe scelto la Zenit

Boh... io le Zenit le compravo dai Polacchi per 50.000 lire...
E' ovvio che se fossero costate uguale anche io avrei preso una Nikon o una Pentax.
Poi per me non è questione di indigenza... sono curioso di poter vedere cosa esce fuori da quelle macchine bistrattate... e devo dire che usando l'Helios in dotazione (44-2, 44M, 44M6...) non sfiguarano poi tanto rispetto alle altre.
Sono fatto così... se tutti comparano le Nikon io mi compro le Zenit... i "perdenti" mi fanno simpatia...

Lapo scusa la coda OT... e comunque se non intendevi discutere delle macchine dell'est allora ho capito male il senso del thread.

user249402
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inviato il 23 Agosto 2023 ore 21:02    

Lorenzo non hai da scusarti di nulla, la mia era solo una "constatazione" definiamola così, di come moltissime scelte non sono dettate dal raziocinio, una Kodak Retina II con l'Heligon surclassa una Fed 4 con l'industar, una Zorki 4 non è migliore di una Fed4...
Dopo oltre 40 anni, nonostante sappia perfettamente quale sia l'affidabilità di una Fed 5, ne ho comunque comprato una, ed adesso sto ... appresso ad una KievMrGreen
In ogni caso, finché durano, le socialiste fanno foto , belle o brutte, buone o cattive, esattamente come le capitaliste.

avatarsenior
inviato il 23 Agosto 2023 ore 21:11    

E' quello il senso... fanno foto... ;-)

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