user250123
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inviato il 04 Agosto 2023 ore 9:14
Appunti di lettura. REALTÀ Roland Barthes descriveva la fotografia come una “emanazione del referente” intendendo dire che la sua essenza è la rappresentazione. Barthes si riferiva alla fotografia analogica: da un oggetto reale, che c'era in un determinato tempo, sono partiti dei raggi che hanno impressionato una pellicola e quindi quella fotografia conservava le tracce quasi materiali del referente reale. Ergo: la fotografia ed il referente erano contrassegnati dalla medesima “sostanza”. VERITÀ Sempre secondo il medesimo autore, la verità della fotografia consiste nel fatto di essere fatalmente inseparabile dal suo referente: non è lo spazio della finzione o della manipolazione, se non in minima e comunque secondaria parte. Barthes arriva a parlare di “caparbietà del referente” in seno alla fotografia analogica come spazio di verità rispetto alla pittura. TAUTOLOGIA Il pittore René Magritte con il suo motto “Ceci n'est pas une pipe” spinge Barthes ad affermare: “Per sua natura, la fotografia ha qualcosa di tautologico: nella foto, la pipa è sempre una pipa, inesorabilmente”. INTUIZIONE Molti anni dopo, il filosofo coreano-tedesco Han Byung-Chul, in un breve saggio accademico dedicato alla “crisi della rappresentazione” si chiederà se, Roland Barthes, non avesse in qualche modo intuito i rischi dell' era digitale. Probabilmente si, si risponde il filosofo, da cui l'insistenza in difesa della verità in fotografia (come “rappresentazione del referente”) rispetto alla pittura. DIGITALE Sempre secondo Han Byung-Chul, la fotografia digitale mette radicalmente in dubbio la verità della fotografia e porta a conclusione l'epoca-era della “rappresentazione” ovvero segna la fine del reale. Così, con l'avvento del digitale, la fotografia si avvicina nuovamente alla pittura ma lo fa in maniera singolare e cioè superando “in avanti” la realtà stessa mentre la pittura continua a scorrergli accanto. IPER-REALTÀ Per “rappresentare” l'iper-realtà è necessaria l'iper-fotografia: più reale della realtà stessa. Il vecchio dato reale è ancora presente, si, ma soltanto come citazione e frammento; il vecchio dato reale è, più che altro, una “citazione” mescolata all'immaginario del fotografo digitale. L'iper-fotografia dischiude uno spazio completamente sganciato dal referente e quasi totalmente autoreferenziale. Essa non “rappresenta” più nulla, essa “presenta” se stessa. VIRTUALITÀ La logica conclusione, unica possibile per Han Byung-Chul, superata anche l'iper-fotografia digitale fatta di megapixel e nitidezze che modificano il modo stesso di osservare dell'occhio umano è l'immagine fotografica totalmente virtuale creata tramite l'ausilio dell'intelligenza artificiale, e quindi senza più alcun bisogno di un dispositivo d'acquisizione e di un soggetto suo referente. CRISI DELLA RAPPRESENTAZIONE Han Byung-Chul si spinge oltre e, nell'analizzare la “crisi della rappresentazione” in fotografia, trova un corrispettivo nella sfera politica globale. In fondo, egli sostiene, fotografia digitale e politica odierna si trovano ad affrontare il medesimo problema nel medesimo tempo: il rapporto di rappresentazione risulta gravemente disturbato. Il sistema economico-politico è diventato autoreferenziale in maniera patologica ed i rappresentanti politici non sono più percepiti come esecutori del popolo (=referente) ma come esecutori del sistema. Con una fotografia indirizzata verso la virtualità dei big-data (AI) ed una politica orientata alla mera amministrazione del sistema (ancora grazie ai big-data), senza più alcuna ideologia dialettica a sostenerla, vengono a mancare - in entrambi i casi - il “racconto” ed il “discorso” e quindi, per logica conseguenza, anche l'analisi e soprattutto il sentimento, che determina, a vari livelli, la diffusa sensazione di "crisi della rappresentazione". - Se fa piacere, sono graditi i vostri commenti. |
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inviato il 04 Agosto 2023 ore 13:21
Notevole come "ouverture " (vedo che ti sei appena iscritto) anche se una semplice presentazione sarebbe stata più che sufficiente . Ti do quindi il benvenuto , in attesa di tue eventuali immagini. Leonardo |
user250123
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inviato il 04 Agosto 2023 ore 14:02
Ti ringrazio del benvenuto Wolfschanz, ma nel mio caso è un ritorno su Juza dopo molti anni. Giustamente non lo puoi sapere. Più che altro mi faceva piacere lasciare traccia di questo percorso di lettura, squisitamente speculativo, stimolato anche da altre discussioni, più tecniche, che ho letto qui nel forum recentemente. Personalmente la mia "crisi di rappresentazione" l'ho superata (se l'ho superata) con l'approdo alla stampa, seppur fatta con i modesti mezzi che mi posso permettere. In questo sono stato molto aiutato dal fotografo Keith Cooper e dal suo spendersi, anche gratuitamente, verso l'insoddisfazione del prossimo, appunto in epoca digitale. Comunque, per farla breve, ora come ora passo dal RAW-negativo alla carta-positivo conservando il TIFF per eventuali successive ristampe o modifiche, ma non converto più alcun file in JPG per portfolio on-line da pronta condivisione. Ho una camera vuota in più, a casa, dove con un molletta appendo ad un filo di juta le stampe e poi le osservo, le sposto, le ordino, spesso le critico, e talvolta le strappo andando così a liberare anche utile spazio dai dischi fissi. |
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inviato il 04 Agosto 2023 ore 14:33
“ “Per sua natura, la fotografia ha qualcosa di tautologico: nella foto, la pipa è sempre una pipa, inesorabilmente”. „ Si potrebbe anche dire che nella fotografia una pipa è sempre una foto, altrettanto inesorabilmente. Le parole sono come il gioco delle tre carte: basta essere svelti, non lasciare tempo all'interlocutore per riflettere, e si vince sempre. Giochino che mi ha un po' stufato ... |
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