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Quale filtro ND?







avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 14:17    

ah... e perché dovrebbero unirsi? Confuso

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 16:01    

Perché hai due scatti, uno esposto per il soggetto l'altro sottoesposto dove la vegetazione si è mossa , le foglie si trovano in posizioni diverse.
Se usi la foto sottoesposta per ricavarne il cielo dall'esposizione giusta finisce che ti trovi degli artefatti, dei contorni chiari attorno alle foglie ad esempio, inguardabili.
Non sto parlando di giornate ventose in cui potrebbe anche essere sfruttabile l'effetto mosso, ma paradossalmente è peggio quando non c'è vento, sembra che non si muovano.

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 16:02    

Un esempio è provare una doppia esposizione in un bosco.

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 17:10    

Ah ok Andrea, non avevo compreso che si parlava di sovrapporre due immagini... se l'avessi capito almeno mi sarei risparmiato la figura del frescone sprovveduto.

Comunque mi rendo sempre più conto del fatto che ci sono cose che sono proprio al di fuori, anzi completamente al di fuori del mio modo di intendere la fotografia Sorry devo cominciare a comprendere di essere alquanto limitato Triste insomma non basta più dire che sono l'ultimo giapponese...

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 18:42    

Mah, Paolo, confesso che anche a me non piace unire più scatti. Preferisco trovare le condizioni ottimali di luce e, ogni tanto, ma nemmeno tanto spesso, utilizzare i filtri digradanti GND a lastra per cercare il risultato direttamente durante lo scatto. Forse anche perché non è una tecnica che domino e quello che non si padroneggia genera diffidenza mentre si tende a ripercorrere strade più note e almeno , per me, sicure.Ma è pur vero che, come in tutte le cose di questo mondo, sia in fondo giusto utilizzare quanto la tecnologia mette a nostra disposizione; poi, ognuno di noi troverà l'ambito, i limiti, le giustificazioni, il piacere e il recinto entro cui muoversi. A volte anche solo per mettersi alla prova. Nessuno andrebbe in auto senza cinture, airbag, servofreno, climatizzatore e servosterzo: di alcune di queste cose si potrebbe anche fare a meno, ma non ci pensiamo nemmeno per un istante. Col B/N sotto l'ingranditore si facevano schermature e bruciature e in ripresa si utilizzavano filtri, doppie esposizioni. Quello c'era e quello si utilizzava. Oggi ci sono altre possibilità. Se vuoi, le usi: sta sempre al fotografo crearsi un codice personale del " gioco".

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 18:47    

Se vuoi, le usi: sta sempre al fotografo crearsi un codice personale nel " gioco".
********************************************

Infatti Claudio, e come sai il mio codice personale è quello di fare NULLA MrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 19:02    

E va benissimo. Però pensa per un attimo se io e te dovessimo fare fotografia pubblicitaria di oggetti, auto etc. In quel caso utilizzeremmo molte tecniche o...le affideremmo agli specialisti del digitaleMrGreen
Forse per fortuna non abbiamo questa necessità

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 20:56    

Che vuoi che ti dica Claudio: la fotografia pubblicitaria mio zio Antonio la faceva con le lastre di Ektachrome 50T... e come si faceva allora, ben oltre mezzo secolo fa, si farebbe anche adesso.

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 23:12    

Ricordo che il primo ad usare la doppia esposizione fu Gustave LeGray con le sua marine nel 1856, dunque nel 1856. con pellicola che era sensibile solo alla radiazione nella zona del blu, fece quello che si fa ancora oggi in postproduzione con photoshop quando la gamma dinamica della scena supera quella raccoglibile dal sensore: due scatti, uno esposto per il cielo ed uno esposto per il mare onde evitare cieli bianco latte o mari affogati nel nero.

avatarjunior
inviato il 18 Maggio 2026 ore 18:59    

Anch'io se possibile evito la sovrapposizione di più scatti, ma non nego di essere aperto a tutto, mi piace in ogni caso sperimentare

avatarjunior
inviato il 26 Maggio 2026 ore 1:48    

Arrivo con parecchio ritardo su questa discussione, ma ne approfitto per riesumarla perché il dubbio di Snaporaz è un grande classico che torna utile a chiunque prepari la borsa per un viaggio simile.
Spesso si associa il filtro ND solo all'effetto seta dell'acqua, ma nel deserto i protagonisti diventano il cielo e la sabbia stessa. Il contrasto tra la staticità delle dune e il movimento delle nuvole stirate dal vento giustifica ampiamente questa tecnica, ovviamente se saranno presenti le nuvole! :-P

Anche in assenza di nuvole, c'è un altro elemento dinamico straordinario che si registra con i tempi lunghi, ovvero il vento che solleva la sabbia sulle creste delle dune (il cosiddetto sand drift). Una lunga esposizione fonde quel flusso continuo di granelli radenti al suolo, trasformandolo in una sorta di nebbia o fumo dorato sottilissimo che accarezza i profili delle dune. Questo elimina il caos visivo della sabbia in movimento e restituisce una pulizia geometrica e un'atmosfera minimalista pazzesca.

Dovendo sceglierne uno solo per l'alba o il tramonto, il 6 stop (ND64) è molto più versatile del 10 stop (ND1000).
Al tramonto la luce cala in modo rapido ed esponenziale. Con un 10 stop si passa subito a tempi di svariati minuti, col rischio concreto che la luce svanisca del tutto durante la sessione di scatto, portando a sottoesposizioni e a continui ricalcoli. Il 6 stop allunga i tempi quanto basta per muovere le nuvole o "setare" il flusso della sabbia senza incastrarsi in esposizioni bibliche.

Sconsiglio invece i filtri ND variabili, specialmente a 12mm sul Panasonic 12-60, che equivale a un 24mm su pieno formato. Su angoli di campo così ampi, l'incrocio dei due strati polarizzati dei variabili genera quasi sempre l'effetto croce a X o dominanti cromatiche a macchie, difficilissime da correggere poi in post-produzione.

Infine, per il forte contrasto del cielo, la gamma dinamica dei sensori odierni o un semplice bracketing risolvono il problema digitalmente ( io preferisco sempre usare un GND). Gli effetti dinamici del vento sono invece eventi fisici non simulabili a computer. Un filtro fisso da 6 stop e un buon treppiede restano la scelta più equilibrata per il viaggio, molto meglio ottenere un RAW già pulito e ottimizzato in camera piuttosto che dover fondere più scatti su Photoshop. In questo modo si risparmiano tempo e spazio su hard disk, a tutto vantaggio della qualità del file e della velocità in post-produzione.

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