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inviato il 20 Novembre 2022 ore 13:11
“ Se ami la fotografia, fa' che resti un hobby perché nel momento in cui diventa un lavoro, sarà, appunto, un lavoro, con tutti i suoi aspetti negativi e non sarà più un piacere. Poi dovrai trovarti un altro hobby per "staccare" dal lavoro. „ Non è detto: io mi sono occupato di musica professionalmente (il che vuol dire che non sempre ho suonato solo le cose che mi piacciono) e insegnamento della musica con tutte le menate accessorie che la cosa comporta e che ho detto, ma nel tempo libero mi studio e mi suono le cose che piacciono a me anche se non mi fanno guadagnare una cippa: la musica è il mio lavoro ma anche un mio hobby. In realtà è il mio giocattolo preferito fin da quando ero piccolo... E la fotografia è un altro bel gioco che mi piace... Tutto sommato sono stato fortunato (soldi a parte) |
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inviato il 20 Novembre 2022 ore 14:26
Carmina non dant panem |
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inviato il 21 Novembre 2022 ore 22:25
Grazie a tutti per le parole spese su questo mio pensiero… Il mio era più una sorta di incoraggiamento personale che forse è stato frainteso un poco (come io stessa ho frainteso la sezione dove l'ho scritto d'altronde ahahah ) Però farò lo stesso tesoro di ciò che ho letto |
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inviato il 23 Novembre 2022 ore 12:45
Buone foto e buona luce. |
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inviato il 23 Novembre 2022 ore 13:05
Good luck to you Francesca Cosci |
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inviato il 26 Novembre 2022 ore 8:26
Quando lavori con le immagini per professione nella maggior parte dei casi non sei mai contenta per un motivo o per un'altro. Come lato positivo puoi realizzare immagini che da fotoamatore non è possibile. Negli anni che ho lavorato con le immagini (illustrazioni è p.p. fotografiche) in base al budget dei committenti potevo sperimentare è realizzare progetti utilizzando anche procedimenti di stampa costosi. Spesso il lavoro finale era frutto di collaborazioni con altri professionisti del settore. Oggi mi diletto con la fotografia, sono consapevole dei miei limiti, essendo solo una passione non ho la possibilità economica di poter realizzare quello che vorrei a differenza di anni fa che in base al budget del cliente potevo sbizzarrirmi come essere molto limitato ma in ogni caso un lavoro doveva essere ben fatto. Miopiaartistica credo che con la musica sia la stessa cosa. |
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inviato il 26 Novembre 2022 ore 12:20
Più o meno lo stesso succede con la musica: se fai qualcosa professionalmente (suonare dal vivo, registrare...) il livello deve essere professionale, su quello non ci piove. Però a volte ti tocca scendere a compromessi, e non fai proprio quel che ti piacerebbe nel modo che ti piacerebbe fosse fatto, per molte ragioni facilmente intuibili, mentre un amatore se ne frega di tempi e costi e fa quel che gli pare come gli pare. Se per esempio fa una registrazione e prima di essere soddisfatto del risultato sta appiccicato al reglistratore per un centinaio di ore può anche farlo, mentre un professionista va in studio, che è prenotato per X ore, e in quel lasso di tempo la registrazione ci deve essere. Un dilettante se decide di comprarsi dell'attrezzatura compra quel che gli pare nell'ambito di quel che può permettersi, e non si preoccupa dell'ammortamento. Eccetera eccetera... Poi c'è un altro aspetto interessante del professionismo: siccome non sono un padreterno delle sette note ma piuttosto uno che ha dovuto lavorarci per vivere (oggi molto meno, più che altro insegno) mi è capitato di accettare lavori che se fossi stato un semplice amatore avrei rifiutato, perchè non mi interessavano molto e/o per la fatica che comportavano. Beh, alcuni di questi sono stati un puro e semplice sfrangimento di cotiledoni, ma altri invece si sono rivelati più interessanti e formativi del previsto: tutto sommato contento di averli fatti e se non fossi stato più o meno obbligato a farli credo che mi sarei perso qualcosa. |
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inviato il 27 Novembre 2022 ore 7:44
"non fai proprio quel che ti piacerebbe nel modo che ti piacerebbe fosse fatto, per molte ragioni facilmente intuibili, mentre un amatore se ne frega"...esatto. Questa è stata la causa principale che mi ha portato a cambiare lavoro in modo da poter essere libero di realizzare i miei progetti senza dar conto a nessuno...poi pian piano mi sono reso conto dei limiti che si hanno da non professionista. Spesso quando nelle varie discussioni su juza faccio distinzione tra fotoamatore è professionista vengo frainteso. Purtroppo chi non ha mai lavorato da professionista difficilmente può comprendere le differenze, non è questione di essere più bravi o meno. |
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inviato il 27 Novembre 2022 ore 13:38
“ Purtroppo chi non ha mai lavorato da professionista difficilmente può comprendere le differenze, non è questione di essere più bravi o meno. „ Concordo: per esempio le solite polemiche jpg sì, jpg no, viva il RAW, viva il jpg... sono assurde: io sono un fotoamatore, scatto in RAW e poi perdo il tempo che ci vuole per sistemare quegli scatti che mi pare meritino. Quindi se compro una fotocamera me ne frego di come fa i jpg, così come me frego del tempo passato a fare post, perchè mi diverte. Viceversa per un professionista che deve fare i conti col tempo che ci impiega a sistemare uno scatto e spesso con tempi di consegna molto stretti avere dei jpg pronti subito o comunque utilizzabili con una post minima è spesso molto importante. E non lo dico io ma lo scrive Sara Lando, che non può certo essere accusata di superficialità nel suo approccio alla fotografia... |
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inviato il 29 Novembre 2022 ore 13:40
Credo le pippe mentali appartengono al fotografo dilettante amatoriale. Quando si lavora con le immagini conta il risultato finale. Le fotocamere oggi giorno son tutte valide comprese quelle di uno smartphone ma se si parla di lavoro la scelta dell'attrezzatura ha un ruolo da non sottovalutare. Riguardo il fattore tempo è vero non esiste un committente che non và di fretta, la difficoltà non è tanto il lavoro in sé ma l'idea, se manca quella si parte già con il piede sbagliato. La foto di un fotoamatore non è che sia peggio di un professionista il lavoro si. È lì la differenza. |
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