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inviato il 14 Ottobre 2022 ore 23:23
Io ho solo Sony e pure vecchiotte A7R e A7 II, la loro resa con focali sotto i 35 m. Vintage non mi soddisfa affatto ai bordi del fotogramma. Tra le attuali ML, Leica M esclusa, quale di voi ha meno problemi con grandangolari progettati per la pellicola? Avevo sentito dire che per la Prime Sony il problema era dovuto al vetro davanti al sensore. |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 0:20
“ la loro resa con focali sotto i 35 m. Vintage non mi soddisfa affatto ai bordi del fotogramma „ Usi grandangolari vintage per reflex o per telemetro? C'è una certa differenza, quelli a tiraggio lungo (per reflex) soffrono molto meno il decadimento delle prestazioni rispetto alla pellicola. |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 0:38
Come già detto se il tiraggio è lungo il decadimento ai bordi a causa dello stack del filtro più spesso si nota meno rispetto alle ottiche a tiraggio corto. In ogni caso per sicurezza prenderei il marchio che monta uno stack dei filtri più sottile, mi pare che le Nikon Z siano quelle messe meglio ma non sono sicuro, spero risponda qualcuno più informato. |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 1:04
Io uso grandangolari per reflex (Nikon e M42) su Sony A7RIII, chiudendo ad f/8/11 i bordi/angoli sono generalmente buoni; a diaframmi aperti sono tutti piuttosto scarsi, ma non penso che su pellicola fossero molto meglio, anche i grandangolari moderni generalmente raggiungono il massimo non prima di f/5.6. |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 6:24
Il problema dei grandangolari dell'epoca della pellicola è che in genere, a differenza di quelli moderni, sono scarsamente, o non sono affatto, telecentrici e questo fa si che cadendo sul sensore con traiettorie molto angolate i raggi di luce che raggiungono i bordi del sensore non riescano a centrare alcun pixel. |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 8:34
Ho qualche grandangolare per telemetro Contax G, Voitglander 39x1 e parecchi per reflex. Quelli per telemetro hanno risultati peggiori. Chiaramente diaframmando sono meglio ma si deve arrivare a f11. Su pellicola erano altra cosa, mi chiedevo se il problema si fosse attenuato con le moderne ML. So che la Leica M ha modificato microlenti ma non è un sistema con cui mi trova a mio agio. Direi che allora il problema è tutt'ora presente e che probabilmente rimarrà tale, d'altronde è più facile e conveniente produrre nuove lenti telecentriche. |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 9:16
“ Il problema dei grandangolari dell'epoca della pellicola è che in genere, a differenza di quelli moderni, sono scarsamente, o non sono affatto, telecentrici e questo fa si che cadendo sul sensore con traiettorie molto angolate i raggi di luce che raggiungono i bordi del sensore non riescano a centrare alcun pixel. „ Assumendo con "telecentrico" un obiettivo nel quale i raggi delle zone periferiche cadono poco inclinati (perchè la perfetta perpendicolarità negli obiettivi fotografici non c'è mai), non c'è una grande differenza di inclinazione. Prendiamo un grandangolo del 1970, il Nikon 35mm f/1.4 N, ed un 35mm f/1.4 che appena uscito (2013) non aveva molti rivali è che ha iniziato una serie di successo, il Sigma Art. Questi sono gli schemi ottici con il tracciamento dei raggi del punto centrale e di quello all'angolo. Nikon
 www.photonstophotos.net/GeneralTopics/Lenses/OpticalBench/OpticalBench Sigma
 www.photonstophotos.net/GeneralTopics/Lenses/OpticalBench/OpticalBench Si vede che l'inclinazione è la stessa, anzi, il raggio principale del Sigma è un po' più inclinato; le immagini sono ad f/11 ma a diaframmi aperti le cose con cambiano; eppure il Nikon 35mm f/1.4 è piuttosto scarso ai bordi, anche un po' peggio del 35mm f/2. Quindi la differenza di resa non dipende tanto dall'inclinazione, ma dalla validità del progetto; il Nikon su pellicola non sarebbe molto meglio. Queste sono le MTF del Nikon 35mm f/1.4 AIS, sono molto vecchie e sicuramente ricavate da pellicola, si vede che anche ad f/8 agli angoli le linee sono parecchio basse.
 www.photodo.com/lens/Nikon-35mm-f14-210/images Però se fai vedere una [negozio 24] f/8 con gli angoli scarsi, ti dicono tutti che è colpa del digitale e non dell'obiettivo in sè. Anche il fatto che chiudendo il diaframma l'inclinazione media dei raggi del punto periferico non cambia molto, e che chiudendo il diaframma le prestazioni migliorano drasticamente nei vecchi grandangolari, vuol dire che il forte miglioramento non è dovuto alla variazione dell'inclinazione di raggi ma ad una migliore convergenza dei raggi che compongono il fascio. Se confronti i Nikon 24mm f/2 AIS ed 24mm f/1.4 AF-S le cose non cambiano molto. Le grosse differenze ci sono con i grandangolari per telemetro. |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 9:27
“ Direi che allora il problema è tutt'ora presente e che probabilmente rimarrà tale, d'altronde è più facile e conveniente produrre nuove lenti telecentriche. „ Il problema dei raggi inclinati (sicuramente presente ma meno importante secondo me di quanto viene generalmente sostenuto in rete, almeno per gli obiettivi per reflex) si è comunque ridotto con l'evoluzione dei sensori nel tempo, l'ottimizzazione delle microlenti (che non ha inventato Leica, le ha solo ottimizzate per i suoi obiettivi M) ed i sensori retroilluminati hanno migliorato le cose. Le nuove lenti per ML sono molto poco "telecentriche" (il sito dal quale ho tratto i link ha un grande archivio con molti obiettivi per ML), sono spesso ottime ai bordi anche a diaframmi aperti perchè lo spessore del vetro davanti al sensore è stato considerato nel progetto ottico. |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 11:59
Rolubich - in teoria un obiettivo telecentrico dovrebbe proiettare sul sensore un fascio di raggi luminosi tutti paralleli fra loro e che cadono perpendicolari sullo stesso; questo per consentire anche ai raggi periferici di centrare un "buco" in fondo al quale trovare un pixel... quindi almeno in teoria la cosa funziona così. Poi immagino tu conosca la barzelletta della teoria e della pratica no? In ogni caso quello che hai postato è solo un grafico semplificativo, la tracciatura dei raggi è tutt'altra cosa e va calcolata, in teoria, per ognuno dei raggi luminosi* che singolarmente raggiunge la pellicola. O il sensore. *) il numero dei raggi luminosi in teoria è infinito ma, in pratica, è FINITO visto che un "punto luce" non è un PUNTO bensì un CIRCOLO, di diametro ben conosciuto, che poi non è altro che il "circolo di confusione". |
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inviato il 15 Ottobre 2022 ore 12:42
“ Rolubich - in teoria un obiettivo telecentrico dovrebbe proiettare sul sensore un fascio di raggi luminosi tutti paralleli fra loro e che cadono perpendicolari sullo stesso; questo per consentire anche ai raggi periferici di centrare un "buco" in fondo al quale trovare un pixel... quindi almeno in teoria la cosa funziona così. „ Infatti ho messo tra virgolette il termine, proprio perchè è usato in maniera non rigorosa per gli obiettivi fotografici. “ In ogni caso quello che hai postato è solo un grafico semplificativo, la tracciatura dei raggi è tutt'altra cosa e va calcolata, in teoria, per ognuno dei raggi luminosi* che singolarmente raggiunge la pellicola. O il sensore. „ I fascio dei raggi verdi è quello proveniente da un punto all'infinito nell'angolo dell'inquadratura che va a finire nell'angolo estremo del sensore, è quindi il più inclinato. Il raggio verde più scuro è quello al quale tende tutto il cono al chiudere del diaframma; è quindi un buon riferimento per la valutazione sull'inclinazione media dei raggi, quello del Sigma è leggermente più inclinato. I grandangolari di nuova concezione vanno sicuramente meglio, ma non perchè sono sempre più "telecentrici". |
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