|
|
inviato il 22 Luglio 2022 ore 19:11
LOS AN FALADOS A FOGUSOS MONTES DE IDDA MIA A CRABONE ALLUTU EBBIA AN REDUIDU SU LOGU. In s'ierru s'astraòretotu cantu at ruinadu sa pastura nd'at sicadu at distrutu su laòre,cussu nordicu rigore at batidu annada mala, e arrivan da ogn'ala lamentos de carestìa. In s'istìu est arrivadasa desertica sicagna, mancu s'aria de muntagna podet esser respirada, e sa zente est ispantada de ider cussu sicore, cun totu custu calore parimus in Algerìa. Epuru b'at zente indignachi a su male azunghet male, cun d'un'ira criminale at brusiadu sa Sardigna, razza perfida, maligna, sa chisina at semenadu, in Barbagia, in Barigadu, Nurra, Sulcis, Baronìa. Impunidos sos balentessa natura sun bochinde, a desertu reduinde, suni tancas e padentes, cussos crobos puzzolentes, cheren totu avvelenare, los devimus isolare che canes peri sa ia. Los devian cundennarea brusiare lentamente, subra su crabone ardente, finas a si ch'istudare, in manera chi proàrepotan cussu bellu giogu, in manera chi in su fogu lassen sa piromania. Como azis totu brusiadue tantas vidas distrutu, como chi azis allutu su irde chi fit restadu, ite azis balanzadu ischifosos assassinos ? Miserabiles cainos, morzedas in agonìa ! Poberitos innozentes,miserina cussa sorte ohi, ite cudrele morte sos cudreles bos han dadu, in piantu hana lassadu isposas, mamas e fizos, a pagare sos fastizos de cussa zega manìa. De su rimorsu in su lettunon potana reposare, e in cella a frazigare, los lassene a abba e pane, arrabbiados chei su cane chi sian de su dolore, infines unu puntore chi nd'isperdat sa zenìa. Sardigna, terra brusiada,terra 'e fogu e de afannos, non permitas custos dannos, lassa istare su sufrire, impresse faghe fuìredisonestos e foghistas, chi t'an semper, egoistas, ispulpadu sende bìa. Tonino Cau -luglio 83 La danza del fuoco I monti del mio paese li hanno bruciati, lasciando soltanto carboni ardenti. Il gelo dell'inverno aveva rovinato tutto, inaridito i pascoli e distrutto le seminagioni, quel rigore nordico aveva causato la cattiva annata e da ogni dove arrivavano lamenti di carestia. D'estate poi era arrivata la desertica siccità al punto che anche in montagna l'aria era irrespirabile, e la gente era giustamente meravigliata di vedere tanta arsura, con quel caldo sembrava d'essere in Algeria. Eppure della gente indegna aggiunge male al male: con una criminale rabbia sta bruciando la Sardegna, razza perfida e maligna, hanno seminato la cenere in Barbagia, Barigadu, Nurra, Sulcis e Baronia. Impuniti, i balentes stanno uccidendo la natura, desertificando tanche e boschi, quei corvi puzzolenti vogliono avvelenare tutto, dovremmo isolarli come se fossero cani randagi. Li dovrebbero condannare a bruciare lentamente sopra i carboni ardenti, fino a spegnerli, in modo che possano provare quel bel gioco ed in modo che nel fuoco abbandonino la piromania. I monti del mio paese li hanno bruciati, lasciando soltanto carboni ardenti. Ora avete bruciato tutto, e distrutto tante vite, ora che avete incenerito il verde superstite, cosa avete guadagnato? Caini miserabili, che possiate morire agonizzanti. Poveri innocenti, misera la vostra sorte, che morte crudele i crudeli vi hanno dato, avete lasciato nel pianto spose, madri e figli, a pagare gli affanni provocati da quella cieca follia. Che non possano riposare a causa del rimorso, e che siano lasciati a marcire in una cella, ad acqua e pane, che siano arrabbiati come i cani, doloranti, ed infine un male inguaribile ne disperda la razza. Sardegna, terra bruciata e addolorata, non permettere più questi danni e smetti di soffrire, fai fuggire in fretta i disonesti e i piromani che egoisticamente ti hanno scarnificata essendo viva |
|
|
inviato il 22 Luglio 2022 ore 19:34
Un messaggio carico di rabbia e di dolore , molto forte , forse persino troppo in certi suoi accenti ma come si fa a non comprendere la rabbia di chi vede bruciare la propria terra , centinaia , forse migliaia di ettari di vegetazione andata letteralmente in fumo , senza contare tutti gli esseri viventi che quella macchia trovavano sostentamento e rifugio . E quel che più duole è sapere ed esser certi che non di accidenti o eventi naturali si tratta ma di mano criminale che per inconoscibili (o forse no?) ragioni agiscono e distruggono . Ho visto , molti anni fa , in Liguria , sulla strada che portava alle Cinque Terre , i resti arsi di macchia mediterranea sulle pendici delle colline circostanti ... un paesaggio lunare , un disastro , uno spettacolo che prende al cuore , l'odore acre di legno bruciato e il sapere che ci vorranno decenni perché tutto torni come prima ... come si fa a non comprendere queste parole cariche di dolore e di rabbia ? |
|
|
inviato il 22 Luglio 2022 ore 19:43
Grazie 1000 Wolfschanz per la visita ed il commento Di fronte a tanta barbarie nessun essere umano può provare pietà per questi maledetti criminali , non meritano neanche il carcere a vita . Nel 1983 in Costa Verde (Arbus) mi son trovato circondato da un inferno di fuoco , per fortuna grazie al vento che ha cambiato direzione ora posso raccontare tale esperienza Un caro saluto Ignazio |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |