|
|
inviato il 22 Luglio 2022 ore 9:40
@Luca.categoria: “ io mi sono arrapato di più a comprare una FM di 40anni fa, che la X-T3 nuova „ Un oggetto "antico" contiene in sé una storia, tante passioni. Un oggetto moderno contiene tanta tecnologia, ricerche di mercato per capire cosa produrre e cosa no, ma passione nessuna. Storia nemmeno. Per questo motivo il vecchio materiale fotografico ci può attirare più di quello nuovo, come un vecchio strumento musicale, o un vecchio mobile. Chi lo trova e lo acquista può cercare di immaginare la storia che ci sta dietro, ovviamente senza sapere esattamente quale sia. Questo è il fascino e questi sono i sogni generati dai vecchi reperti. |
|
|
inviato il 22 Luglio 2022 ore 11:40
Quello che succede (anche a me naturalmente) è che in qualche modo il fatto di POSSEDERE un certo oggetto ci fa credere che avremo la possibilità di fare una determinata cosa. Quante volte ho comprato un oggetto pensando: imparo ad usarlo e questo mi darà soddisfazione. Mi costruisco un'illusione e questo mi rende felice... finché la realtà dei fatti dimostra che il sogno non si avvera. Non imparo nulla e l'oggetto rimane nell'armadio o su uno scaffale. Per gli oggetti nuovi il meccanismo è lo stesso, la differenza è che si innescano dinamiche perverse il cui scopo è solo quello di prosciugare il nostro conto in banca. Funziona anche con le biciclette, gli sci e mille altre cose. |
|
|
inviato il 22 Luglio 2022 ore 12:11
“ Se fosse vero (?? è vero ??) diventa lampante notare come la maggior parte (leggendo le discussioni qui su Juza) degli utenti siano entrati in questo loop senza fine o soluzione (perdendo di vista lo scopo primario ??? La Fotografia). „ L'importante secondo me è essere consapevoli che nella grande maggioranza delle volte l'acquisto è superfluo, non pensare che ci possa migliorare la qualità delle nostre foto; se c'è consapevolezza e non induzione ad opera della pubblicità, dei test e dei forum, l'acquisto è solo uno degli sfizi che ogni tanto è piacevole soddisfare, non particolarmente a buon mercato ma nemmeno troppo costoso rispetto ad altri. Sempre evitando gli "eccessi", ma a che numero si varca il confine? D'altra parte: "Niente è più necessario del superfluo" O.W. |
|
|
inviato il 22 Luglio 2022 ore 12:21
Per una teoria scientifica della felicità Primo principio della felicità assoluta “La felicità assoluta non può essere né creata né distrutta ma solo trasformata: cambiando le nostre sofferenze in vittoria, lo stato di buddità si manifesta spontaneamente. La felicità assoluta è intrinseca alla nostra vita, non ha nascita e morte, è illimitata e permea l'intero universo in tutti i suoi fenomeni, l'esistente e il non esistente, senza tempo e senza spazio. La differenza sta nel fatto di manifestare la felicità o di tenerla nello stato latente”. Secondo principio della felicità assoluta “Dal momento che ogni individuo intraprende il percorso di trasformazione del proprio spirito, chiamato anche Rivoluzione Umana, la felicità assoluta manifesta dell'intero universo può solo aumentare, o al più rimanere costante. La felicità assoluta aumenta all'aumentare degli individui che intraprendono la via del bodhisattva. L'universo perciò tende naturalmente verso la felicità assoluta.”. Attenzione a non fare confusione tra felicità assoluta e relativa, infatti i precedenti principi valgono solo nel caso di felicità assoluta. Per chiarimenti suggeriamo la lettura del seguente estratto. La differenza tra felicità assoluta e felicità relativa «In breve, la Buddità è una condizione di felicità assoluta e indistruttibile. La "normale" felicità, al contrario, è in effetti una felicità relativa: la ricchezza, la salute, la pace, sono tutti esempi di felicità relativa, non assoluta. In altre parole, la felicità relativa è quella che dipende dalle condizioni esterne. Nel momento in cui una di queste condizioni scompare, la felicità relativa viene distrutta e, se la perdita è grave, cadiamo nella disperazione. In definitiva, la felicità che deriva dalla sicurezza economica, da una famiglia felice o da un buon lavoro, non può in alcun modo essere considerata eterna. Inoltre, il fatto stesso di godere di una felicità relativa può essere oggetto di invidia e gelosia da parte di chi non ha la stessa fortuna, e diventare perciò causa di infelicità. Questi limiti e questa instabilità sono connaturati con la felicità terrena e caratterizzano la vita in questo mondo. Al contrario della felicità relativa e transitoria, la felicità assoluta della Buddità non è turbata dai mutamenti di circostanze o dalle difficoltà. In altre parole, sebbene la felicità assoluta non implichi la libertà dalle sofferenze e dai problemi, essa comporta il possesso di una forza vitale vibrante e vigorosa e della stessa saggezza necessaria per sfidare e superare tutte le sofferenze e le difficoltà che possiamo incontrare. Facendo nostra una simile condizione, possiamo vivere la nostra esistenza terrena con fiducia incrollabile. La Buddità è inoltre dotata di una profonda compassione per gli altri ed è una fonte inesauribile di valore, colmando così di dignità la nostra vita. In ultima analisi, tutti gli elementi che ci mettono in grado di condurre vite veramente umane sono contenuti nello stato di Buddità. Manifestare e concretizzare questo supremo stato di vita è chiamato "conseguire" la Buddità, ed è la meta ultima della pratica buddista. La Buddità esiste eternamente nella vita di tutte le persone; raggiungere la Buddità non significa diventare esseri straordinari, ma solamente sforzarsi di manifestare la natura di Budda latente nella propria vita». Estratto da “I misteri di nascita e morte”, Daisaku Ikeda |
|
|
inviato il 22 Luglio 2022 ore 17:50
Sbaglio o budda aveva la pancia?... |
user12181
|
inviato il 23 Luglio 2022 ore 8:31
Non so se la citazione di Seneca sia corretta, è comunque coerente con le dottrine stoiche e di buona parte della filosofia occidentale, si pensi solo all' "Amor dei intellectualis" di Spinoza. La cosa divertente è che, controllando sul web una celebre citazione dall'Ecclesiaste ripresa da Schopenhauer, "Qui auget scientiam auget et dolorem.", che è praticamente l'esatto contrario della prima, ho trovato che ormai il web l'attribuisce proprio a Seneca, ha cominciato un somaro e tutti gli altri cacciatori de.menti di frasi celebri gli vanno dietro, il povero Qohelet dovrebbe chiedere i danni. Ucciso dalle capre. Ma poi a lui che je frega? "Vanitas vanitatum et omnia vanitas". Questa ancora non gliel'hanno tolta. |
user226515
|
inviato il 24 Luglio 2022 ore 12:28
“ io mi sono arrapato di più a comprare una FM di 40anni fa, che la X-T3 nuova „ Mi auguro che l'arrapamento non abbia trovato soddisfazione per via sessuale |
|
|
inviato il 24 Luglio 2022 ore 12:33
Mmm no si sarebbero rovinate le tendine dell'otturatore Mi sono accontentato di preliminari con la levetta di caricamento |
|
|
inviato il 27 Agosto 2022 ore 0:49
sono rientrato da pochi gg dalle vacanze ed ho sviluppato il primo rullino (dei tanti) che ho scattato tra i monti. sviluppando e pensando con cosa avevo scattato, mi è tornato in mente questo topic... e principalmente alla frase del pubblicitario >> "" Quando, a forza di risparmi, voi riuscirete a pagarvi la fotocamera dei vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia ultima campagna, io l'avrò già fatta passare di moda. Sarò già tre tendenze più avanti, riuscendo così a farvi sentire sempre insoddisfatti."" Pensavo, in realtà, che tutto questo non avrebbe funzionato nell'ex Unione Sovietica ... Infatti, dopo i fasti degli anni 50/60 (quando le attrezzature fotografiche erano di buon livello), negli anni 70/80/90, salvo sporadiche eccezioni, le fotocamere tecnicamente erano in perenne ritardo di almeno 10-15 anni rispetto alle produzioni occidentali. Le foto che seguono sono state realizzate con una Kiev 35A (indiscutibilmente la fotocamera sovietica più soggetta a rotture irreparabili della storia) ... copia della Minox 35EL ... La crucca entrò in produzione nel 1974 ... (era piena pure lei di problemi) ... la Kiev nel 1985; 11 anni dopo ... in più i sovietici amplificarono notevolmente le magagne, rendendola la peggior fotocamera della storia delle apparecchiature fotografiche falce e martello. E' comunque (relativamente) un peccato perchè lo MC Korsar 2.8/35 (5 lenti in 3 gruppi) di cui è dotata, da ampiamente dei punti al blasonato Color Minotar della teutonica (4 lenti in 3 gruppi). Possimo concludere che la "filosofia" del buon pubblicitario Frédéric Beigbeder, non avrebbe attecchito presso i proletari e sempre in bolletta fotoamatori sovietici.












 |
|
|
inviato il 27 Agosto 2022 ore 0:59
le foto sono state realizzate come dicevo con una Kiev 35A / MC Korsar 2.8-35. La pellicola è una Rollei RPX 400 esposta a 400 utilizzando l'esposimetro interno della fotocamera (automatica a priorità diaframmi). Sviluppata con il solito Thornton due bagni (27 °C ... ) 5+5 minuti. Sono indeciso se recensire questa piccola fotocamera tascabile o meno ... Magari lo faccio sottolineando, in grassetto ed a caratteri cubitali, che è una macchina assolutamente sconsigliata data la altissima % di reperirla guasta !!! |
|
|
inviato il 27 Agosto 2022 ore 9:11
Schyter, questa volta non le vedo ottime come di solito ti vengono... Buono il dettaglio, però, soprattutto nella seconda e nella terza, le montagne non si possono guardare... Magari è un problema di scansione (che di solito fatta da te è ok) o magari è questione che hai usato una pellicola a 400 iso su una macchina che mi sembra non avere tempi velocissimi (a quanto arriva? 1/500?) O magari è solo colpa dell'acqua, troppo calda di questi tempi (27° mi sembrano tanti per qualsiasi tipo di sviluppo) Insomma, scusa ma non mi convincono tanto... anche se il giudizio andrebbe fatto guardando il negativo ed eventualmente una stampa... e non una scansione con tutte le problematiche/incertezze che comporta... |
|
|
inviato il 27 Agosto 2022 ore 9:26
Erano condizioni da filtro giallo o addirittura arancione... Che ovviamente ho lasciato a casa. Si il tempo più veloce arriva ad 1/500... Il più lento 2 secondi |
|
|
inviato il 27 Agosto 2022 ore 9:39
L'anno scorso ho usato con soddisfazione il filtro arancione
 |
|
|
inviato il 28 Agosto 2022 ore 11:52
Ottima questa ... Davvero. |
|
|
inviato il 28 Agosto 2022 ore 15:25
Voi siete giovani e non vi ricordate.Altro che 1990. Io parlo del remotissimo 1967,e mi ricordo una trasmissione in cui il mitico Gino Bramieri prendeva bonariamente in giro certi atteggiamenti di allora. In una di queste interpretava un agente pubblicitario, che faceva una campagna per un immaginario prodotto alimentare (Garufa,lo stufato che non stufa) ,e che alla richiesta del pubblico di sapere dove trovarlo,rispondeva candidamente,che non era piu in circolazione perchè ritirato per sofisticazione alimentare. Però continuava con il suo slogan..... Chi se lo ricorda??? |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |