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“ Ma era la voce di Gillan che era impossibile da emulare. Non tanto per il falsetto in quella tonalità, ma per la potenza inarrivabile che era in grado di esibire. „
Ian Gillan, a mia opinione, è stata ad oggi la miglior voce che si sia mai presentata nel panorama musicale "rock" ed affini non solo di quegli anni. Anche gli altri membri, in particolare Blackmore e Lord, erano molto all'avanguardia di quegli anni, ma Gillan è stato unico e supremo. Ci sono sicuramente altri dei, altri performers ma il suo timbro, la sua estensione, la potenza erano davvero unici. Qualunque confronto di cover che ho visto non ha mai potuto reggere.. ad eccezione di una versione di Gethsemane, estratto da Jesus Christ Superstar di cui ha cantato in una versione dell'album. La sua versione è indubbiamente notevole, ed assai più performante della più nota del film (a cui se non ricordo male era stato anche proposto) ma quello che trovo ancora più intensa è questa di Ted Neeley, un grande, più teatrale, che ogni tanto vado riascoltare e tutte le volte ancora mi emoziona molto. A chi interessa ecco le due versioni:
Risposta a Pierino64... senza svenarsi e lasciando da parte i modelli blasonati sul mercato dell'usato si trovano diversi piatti in buone condizioni e funzionanti...
user207929
inviato il 03 Giugno 2022 ore 17:29
@Mirko Fambrini - ho la tua stessa opinione su Gillan e penso che sei uno dei pochi che si ricorda che ha partecipato all'album originale della Decca, Jesus Christ Superstar di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, uscito nel 1970. Hai citato (giustamente) Blackmore e Lord, ma personalmente ho in gran considerazione anche Ian Paice. Di sicuro non aveva il 'tiro' di Bonzo/Bonham (il paradigma della batteria rock), ma ha contribuito, non poco, allo sviluppo delle tecniche ritmiche più innovative dell'epoca (un buon esempio è il brano Fireball dell'omonimo album. Che dovrebbe essere uno dei pochi brani dove utilizza la doppia cassa, che non amava, nell'occasione prestatagli da Keith Moon degli Who).
“ ho in gran considerazione anche Ian Paice. Di sicuro non aveva il 'tiro' di Bonzo/Bonham (il paradigma della batteria rock), ma ha contribuito, non poco, allo sviluppo delle tecniche ritmiche più innovative dell'epoca „
Sono d'accordo con te. E devo dire che hai centrato però anche il motivo per cui se Gillan è stato unico lo stesso sostengo per Bonzo.. un po come Plant e Gillan a parti invertite.
A proposito da batteristi anche lui non era male.. Michael Shrieve! La doppia cassa (e prima anche il doppio pedale) poi ha portato su altre strade..
In questo pezzo (anche aiutato dalle percussioni) è energia tribale pura...
Grazie Vittoriodj per la precisazione su Jan Gillan che impersona Gesù in Jesus Christ Superstar. Posseggo tale doppio album del 1970 in edizione inglese MCA MAPS 2075/6 con tanto di album interno contenente fotografie e testi. Se non ne scrivevi Tu me ne ero praticamente dimenticato e così lo ho tirato fuori e lo ho qui sul tavolo per darvi un'occhiata: appena trovo il tempo e l'umore giusto lo metto sul giradischi. Buon fine settimana...
user226515
inviato il 03 Giugno 2022 ore 21:43
Ho un bootleg dei Black Sabbath, con Gillan frontman, Live in Worcester, la sua versione del brano Black Sabbath è memorabile, ma pure Children of the Grave e War Pigs sono di altissimo livello. Detto questo, per me Made in Japan è il miglior album rock, live, mai prodotto.
user207929
inviato il 03 Giugno 2022 ore 22:30
@Mirko Fambrini - Shrieve… Santana… eh beh… Il primo album 'Santana' mi piacque sopratutto per la ritmica e suoi suoni inusuali, ma quando uscì 'Abraxas' fu un'esperienza soprannaturale
@LucianoSerra.d - ti invidio un po' La mia copia si è persa a metà anni '70, a seguito di un incauto prestito Mi piace un po' tutto il lavoro di Webber, come autore (The Phantom of The Opera, Cats, Evita, eccetera), Jesus Christ Superstar, però, è in assoluto il suo lavoro che mi piace di più. Anch'io ho bisogno dell'umore giusto per ascoltarlo, ma è un'esperienza che non manco di ripetere, ogni tanto. Ho da poco riascoltato 'Variation'. L'album del '78 di A.L. Webber e del fratello violoncellista, basato sul 24esimo Capriccio di Paganini… è da una settimana che canticchio il tema pricipale, che pervade tutto l'album, e non riesco a togliermelo dalla testa
Santana ha detto varie volte che sul palco di Woodstock era in acido... Io ci credo. E complimenti perché suonare in acido mi sa che è tosta... Chi sa di cosa parlo alzi la mano
“ Grazie per il topic per rinfrescare la memoria a chi come noi ha avuto la fortuna di esserci „
beh a dire il vero io non c'ero.. anche volendo non avrei potuto esserci essendo nato poco dopo Diciamo che certe cose le ho vissute di rimbalzo.. Tra gli eventi a cui ho partecipato direttamente il più grande è stato forse questo, anche se non fu un gran concerto.
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