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Per puro caso, mentre stavo scrivendo un racconto di fantascienza, mi sono imbattuto in questo concetto. Ed ecco che la serendipità ha, ancora una volta, mostrato il suo potere.
"Mono no aware" in giapponese significa tanto ed è un peccato riassumere in poche parole, ma... tanto per capirci: "Il concetto in questione è quello di una partecipazione emotiva di fronte a determinate scene che ci ricordano la caducità delle cose, come tutto sia destinato a passare, morire." (cit. dal sito che riporto sotto).
Argomento interessante. Non so se dalle tue parti ci siano dei posti "abbandonati" (tipo Ruderi di Poggioreale, Craco ecc); presumo però che si possa trovare qualcosa di analogo, l'Italia ne è piena. Sono ottimi località dove poter andare a cercare quel tipo di decadenza. Un saluto Nino
Mi fa piacere trovare altri esploratori che amano il fascino della decadenza, non conoscevo questo concetto della lingua giapponese, appena finito di scrivere questo commento andrò a leggere molto volentieri. Io ho sempre rimandato il fascino che esercitano per me gli spazi abbandonati alla passione che ho per gli spazi liminali, quella soglia tra mondi che mi catapulta in un racconto differente dalla mia realtà.
un concetto che effettivamente affascina, io seguo un fotografo italiano molto bravo che fa questo tipo di lavori.. forse lo conoscete già www.nicolabertellotti.com/
Interessante Bertelotti, alcune foto sono normali urbex dove tutto è soggetto e il fotografo non partecipa, ma altre sono davvero meritevoli di approfondimento.
Ci sono almeno due atteggiamenti distinti nell'approccio alla decandenza:
1) osservarne la bruttezza, la vecchiezza ed esperire il disagio che proveremmo ad essere nel luogo ritratto. 2) percepire un rispetto per ambenti che sono stati usati ed hanno vissuto e immaginare le persone che sono transitate in quei luoghi. In questo modo si tocca il tempo.
Non di rado l'urbex si concentra sul primo atteggiamento.
@Nino Ca': in Emilia ci sono luoghi abbandonati, sono casolari per lo più. In Romagna qualcosa di più grande, tipo ex colonie estive. Fabbriche qua a là, alcune le ho visitate.
Ho decine di foto di casolari, ad ogni foto avevo dato il nome di una persona che poteva averli vissuti. Avevo presentato le foto su Juza poi, vista l'indifferenza generale, le ho trasformate in una cosa solo mia.
@federico è un concetto ampio ed affascinante, ci sono molti documenti online, in uno dei suoi tentacoli va a toccare anche l'esplorazione di luoghi abbandonati. Vedo con piacere che altri interessati ci sono, potremmo creare un thread ad hoc per parlarne.
www.raiplay.it/programmi/ghosttown Intanto condivido "Ghost Town" , documentario in 8 puntate. Per chi non lo avesse ancora visto sarà una piacevole sorpresa.
“ Vedo con piacere che altri interessati ci sono, potremmo creare un thread ad hoc per parlarne. „
Perché no? Anche se, forse, se di "massa" potrebbe diventare meno fruibile. Ad ogni modo ben venga la condivisione, potrebbe essere un modo per conoscere luoghi che non tutti conosciamo.
“ @Nino Ca': in Emilia ci sono luoghi abbandonati, sono casolari per lo più. In Romagna qualcosa di più grande, tipo ex colonie estive. Fabbriche qua a là, alcune le ho visitate. Ho decine di foto di casolari, ad ogni foto avevo dato il nome di una persona che poteva averli vissuti. Avevo presentato le foto su Juza poi, vista l'indifferenza generale, le ho trasformate in una cosa solo mia. „
Immaginavo ci fosse qualcosa anche dalle tue parti, anche se intendevo proprio dei Borghi abbandonati. Ho visto (senza aprirle) che avevi foto del genere, ma aspettavo di vederle dopo aver letto la tua risposta, per mantenere la suspence. Ora Vado a vederle
“ un concetto che effettivamente affascina, io seguo un fotografo italiano molto bravo che fa questo tipo di lavori.. forse lo conoscete già www.nicolabertellotti.com/ „
Ottima dritta, conoscevo le sue foto ma non ricordavo il suo nome.
“ Ci sono almeno due atteggiamenti distinti nell'approccio alla decandenza:
1) osservarne la bruttezza, la vecchiezza ed esperire il disagio che proveremmo ad essere nel luogo ritratto. 2) percepire un rispetto per ambenti che sono stati usati ed hanno vissuto e immaginare le persone che sono transitate in quei luoghi. In questo modo si tocca il tempo. „
Vero. Io però Sono per il rispetto e per l'idea di magnificenza dei luoghi, nonostante tutto. La bellezza emerge comunque.
E questo invece è uno scatto che ho fatto ai Ruderi di Poggioreale
le scale sono uno degli archetipi. un non luogo che connette due differenti spazi, su differenti piani. ciò detto però i due concetti potrebbero benissimo coesistere
“ Nino la tua foto forse rappresenta uno spazio liminale (concetto qui presentato da scrutatortenebrarum). „
Credo che possa rappresentare uno spazio liminale. Dal vivo si avverte un certo stupore quando arrivi a quella scala; e in un certo senso si è sull'orlo di qualcosa, a prescindere dal piano nel quale ci si trova. Ho fatto anche altre foto in quel borgo abbandonato, e prossimamente ci ritornerò (dista poco da casa mia).
“ le scale sono uno degli archetipi. un non luogo che connette due differenti spazi, su differenti piani. ciò detto però i due concetti potrebbero benissimo coesistere „
In questo caso, secondo me, è essa stessa uno spazio liminale.
Ne approfitto per ringraziare te e scrutatortenebrarum per gli ottimi spunti di discussione.
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