JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Bene collettivo (differenze tra natura ed esseri umani)


  1. Forum
  2. »
  3. Blog
  4. » Bene collettivo (differenze tra natura e...





avatarsenior
inviato il 22 Febbraio 2022 ore 8:49    

Ogni singolo elemento presente in natura e nei paesaggi che fotografiamo é collaborativo con la propria o altre specie viventi, collaborazione indispensabile per la sopravvivenza del luogo e della sua immortalità. A differenza di noi esseri umani e del nostro modello capitalistico. Ho scritto un mio pensiero a riguardo sul mio blog, se vi va potete commentare anche qui sotto. Ecco il link:

www.antonioaleo.it/post/bene-collettivo-il-mio-punto-di-vista

Per le ultime Photographic stories (Andrea Celli ed Anna Morgan):

www.antonioaleo.it/blog/categories/photographic-stories


avatarsenior
inviato il 22 Febbraio 2022 ore 10:54    

Non sono d'accordo su un punto fondamentale (e te pareva, dirai): la "natura" non è in genere collaborativa ma fatta in gran parte - purtroppo - di competizione selvaggia, feroce, di sofferenza e morte (à la Leopardi); non mancano esempi contrari, nel senso da te sostenuto, ma sono minoritari.

Un filosofo contemporaneo che si è occupato a fondo della questione è lo Spagnolo Oscar Horta, il quale sostiene (traduco liberamente dalla voce inglese a lui dedicata su Wikipedia): "che, contrariamente a una visione "idilliaca" della natura selvaggia, gli animali soffrano in modo significativo in natura a causa di malattie, predazione, freddo, fame e altre minacce. Horta rifiuta lo specismo e quindi sostiene che abbiamo buone ragioni per intervenire nei processi naturali per proteggere gli animali da questa sofferenza quando è possibile farlo senza causare ulteriori danni. I modi concreti e attuali di aiutare includono il salvataggio di animali nel corso di disastri naturali, istituire centri per animali orfani, malati e feriti e programmi di vaccinazione e alimentazione dei medesimi".

Il tuo punto di vista, che è in buona compagnia, porta a rispettare sì l'ambiente ma potrebbe finire per non tenere conto dell'importanza del singolo animale, della sua unicità, preziosità, irripetibilità; ciò che, naturalmente, rifiutiamo quando si tratta di noi animali umani. Il che, in buona sostanza, può essere denominato specismo, cioè l'affermazione dell'esistenza di una differenza morale ontologica tra gli esseri umani e gli altri animali. Ciò che gli antispecisti, come Horta, rifiutano.

Discussione interessante, comunque.

P.S.: bellissime immagini anche nella tua galleria su Juza.

avatarsenior
inviato il 22 Febbraio 2022 ore 11:08    

Grazie Andrea per il tuo contributo e punto di vista interessantissimo. Seppur la natura è fatta di competizione selvaggia e di morte (ogni cosa ha un fine prima o poi), riesce da milioni di anni a sopravvivere sopratutto senza l'intervento dell'uomo. Buona parte delle specie animali estinte, dopo milioni di anni di continua evoluzione dovuta anche al processo di adattamento e soluzione naturale, negli ultimi 300 anni sono sparite a causa dell'intervento umano che oltretutto combacia anche con la nascita del capitalismo. Trovo che invece le lotte ambientali odierne siano in buona parte l'ennesimo modo per creare capitale.

avatarjunior
inviato il 22 Febbraio 2022 ore 16:00    

Ciao Antonio,
bella discussione! Tu parli di collaborazione tra componenti naturali, io preferirei parlare di armonia: ogni voce del bosco si sviluppa secondo la propria vocazione senza stonature nei rapporti reciproci. Questo dovrebbe essere l'utopico insegnamento da riferire anche ai rapporti umani. La vita di paese nella realtà in cui vivo era fatta di rispetto della natura perché fonte di risorse alimentari, energetiche etc. In questo caso forse è corretto parlare di collaborazione, nel senso del rispetto dei tempi e dell'identità della natura che ci circonda. La vita di paese, vivendo coni ritmi della natura, si limitava anche ai bisogni strettamente necessari alla vita.
I tempi della natura sovrastano quelli della vita umano e, in poco tempo, la natura è in grado di riappropriarsi degli spazi urbanizzati. Il lockdown ha messo a nudo la forza della natura e, pertanto, il continuo stato di oppressione antropica sullo spazio paesaggio. Ora, non sono un laudator temporis acti, però nelle mie peregrinazioni mentali ogni tanto penso dispiacerebbe vivere come uno di quei personaggi ormai mitologici che incontro sulle montagne a cavallo tra lombardia e ticino: una baita in mezzo al bosco con la mia donna e le poche cose, cioè i pochi oggetti, che mi servono e la musica del silenzio.

avatarsenior
inviato il 22 Febbraio 2022 ore 19:46    

Bellissimo il tuo intervento con cui concordo pienamente!

avatarsenior
inviato il 22 Febbraio 2022 ore 19:53    

noi siamo animali parte della natura e come tali le nostre azioni rientrano appieno nelle leggi non scritte che regolano il nostro pianeta. Come milioni miliardi di altre specie che si sono estinte per vari motivi anche noi ci estingueremo per aver evoluto la cultura in maniera abnorme sino a rischiare di autodistrurgerci con le trasformazioni che operiamo con la tecnologia (frutto della cultura). In realtà la stessa cultura ci permette anche di renderci conto dei danni che stiamo facendo ma malgrado questo la spinta verso la sopravvivenza non ci permette di modificare le spinte che come specie operiamo. Questa visione scientifica mi dà pace, invece la parte umanistica mi fà molto soffrire, e mi permette di pensare per ere geologiche, siamo parte della natura e non potremo mai distruggerla. Siamo animali culturali

avatarsenior
inviato il 23 Febbraio 2022 ore 0:47    

...l'ennesimo modo per creare capitale.


Sul capitalismo siamo assolutamente d'accordo; anche se - come canta un gruppo italiano a nome straniero, i Green Mary, "la società industriale trasforma il bene in male" non rilevando differenze tra capitalismo privato e di stato - l'esperienza collettivista e comunitaria umana non è che dal punto di vista di tutele degli ecosistemi abbia a confronto particolarmente brillato.

Mai, si dirà, quanto il capitalismo che con la sua corsa sfrenata al mero profitto e l'orrenda noncuranza verso clima, animali, ambiente in generale ha prodotto e produce sconquassi inenarrabili. Certo non mitigati dall'ormai martellante green washing delle a ragione vituperate multinazionali. Cui ricorriamo, siamo indotti a farlo, praticamente tutti per un verso o per l'altro. Certamente - è mero esempio - per scrivere qui abbiamo bisogno di un cellulare o di un computer, prodotti nella quasi totalità dei casi "senza rispetto" per nulla se non per il soldo.

Ma, d'altro canto, l'appellarsi al ritorno alle "buone" tradizioni, non è per me parimenti via percorribile. La tradizione è per sua stessa natura conservatrice, arcaica, indifferente alle sorti dei singoli individui, eminentemente non umani, che soggiacciono alla visione antropocentrica che la medesima tradizione veicola spesso, se non addirittura sempre.

È possibile un'esperienza solidale, non arcaica né primitivista, non capitalistica e slegata da quelle ideologie collettiviste che non perché siano tali magicamente attuano un ritorno alla natura? Il problema è politico, non individuale ma globale. La soluzione dal mio punto di vista forse esiste, solo che Juza ci bacchetta giustamente se parliamo di questi argomenti, quindi mi taccio.

avatarsenior
inviato il 23 Febbraio 2022 ore 9:35    

Grazie tutti quanti per le vostre interessanti idee ed argomentazioni, non si smette mai di imparare e conoscere gente interessante. Sigismondi noi siamo la specie maggiormente parassitaria del pianeta, al contrario delle atre specie animali che si adattano all'ambiente ed evolvono per poter sopravvivere, noi adattia mo e distruggiamo l'ambiente per poter sopravvivere. Non voglio far l'ambientalista, non mi compete, però è quello che l'uomo effettivamente fa.

Andrea concordo su tutto, purtroppo non si può tornare indietro, siamo abituati troppo bene. Per me puoi scrivere ciò che vuoi, magari puoi scrivere il commento sul post del mio blog

avatarjunior
inviato il 23 Febbraio 2022 ore 11:26    

Penso che sia importante avere uno sguardo contemplativo e attivo sul paesaggio per questo pensiero critico. Forse chi ha la passione per l'outdoor photography ha qualche freccia in più nella faretra. Leggendo il tuo blog (complimenti, Antonio!) ho una conferma in più!

avatarsenior
inviato il 23 Febbraio 2022 ore 14:24    

Grazie di cuore per le tue bellissime parole!

avatarjunior
inviato il 24 Febbraio 2022 ore 22:31    

Bell'articolo e ottimi commenti, ricchi di spunti di riflessione. Sulle foto, inutile ripetermi, Antonio. Lo sai che sei un punto di riferimento per me inarrivabile. Grazie a tutti.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!

Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto. Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.





RCE Foto

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)


 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me