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inviato il 17 Agosto 2021 ore 19:49
Ho appena finito di leggere "La camera chiara" che, a detta di tanti, è un libro che non può mancare se si è appassionati di fotografia. Per quanto mi riguarda è difficile da leggere, non solo per i vari riferimenti storici di cui comunque ci si può documentare, ma anche nel modo in cui i concetti siano esposti, tanto che pur rileggendoli ripetutamente, non sono riuscito a capirne il significato... Insomma... è un libro che richiede una certa preparazione e non è alla portata di tutti. Chiedo a chi di voi l'abbia letto, se ne ha tratto qualche insegnamento / beneficio o cosa... e quanto di ciò che è scritto sia rimasto impresso. |
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inviato il 17 Agosto 2021 ore 21:20
ciao io ho provato a leggerlo ma un c'e' la fo! sicuramente è colpa mia che non sono all'altezza |
user14408
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inviato il 17 Agosto 2021 ore 21:38
quella visione, quell approccio teoretico è da un paio di decenni non solo "criticato" ma in buona parte superato. Umberto Eco, parlando da semiologo, rivedeva le sue stesse posizioni dicendo in sostanza che la fotografia non è una forma di segno. La lettura di Barthes della fotografia, strutturalismo, è figlia di un 'epoca, di una concezione filosofofica e culturale precisa oggi molto meno stabile diciamo. resta che sono letture fondamentali per capire il percorso seguito nel comprendere /spiegare questa arte dallo "statuto debole" , inafferrabile per certi versi. |
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inviato il 18 Agosto 2021 ore 21:01
“ resta che sono letture fondamentali per capire il percorso seguito nel comprendere /spiegare questa arte dallo "statuto debole" „ il problema è la capacità di capire ciò che vuole esprimere. Mi pare che tu sia uno dei "pochi" che lo hanno apprezzato, sicuramente più di me. |
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inviato il 25 Agosto 2021 ore 21:49
Libro bellissimo, ho pure dato un esame su La camera chiara. Il beneficio che me puoi trarre è più concettuale e filosofico che pratico, anche se il discorso relativo al "puncutm" può essere un buon suggerimento su "come" fotografare. |
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inviato il 30 Agosto 2021 ore 16:24
credo che il discorso del punctum, quello che fa lui, sia decisamente soggettivo e difficilmente applicabile a una "lettura generica". Credo in realtà che tutto il libro sia basato sulla soggettività, per quanto alcuni discorsi, seppur esposti in modo decisamente intricato, siano sensati. |
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