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Un grande in tutti i sensi, L'ho incrociato più volte quand'ero giovane, tra i racconti di quando ero bambino, lo riconoscevo come cronista tra i suoi personaggi dei suoi racconti, anche se taluni un po "romanzati" .
L'ho incrociavo durante i "suoi" scioperi alla Fulgorcavi, di Borgo Piave, lui operaio sindacalista impegnato, io studente di 11 anni più giovane, appena capivo l'importanza di quelle azioni, delle manifestazioni che bloccavano il traffico sulla SS 148 Pontina (quella che collega Roma a Terracina). che ci facevano arrivare tardi a scuola.
Leggere i suoi libri è stato come ripercorrere a ritroso la mia infanzia. I personaggi di cui racconta posso dire di averli quasi tutti conosciuti personalmente perché corrispondono alla "sintesi" stampata a fuoco nei volti dei loro eredi dei primi decenni del dopoguerra e nelle storie ascoltate di prima mano dai nostri vecchi.
Le storie raccontate nei suoi libri le avremmo potute raccontare ognuno di noi che abbiamo condiviso il quasi "miracolo" della bonifica pontina che abbiamo potuto calpestarne a piedi nudi la fanga e raccoglierne i frutti, se solo ne fossimo stati capaci. Lui c'è riuscito e non senza fatica, soffrendo fisicamente ogni personaggio raccontato.
Io non ho mai saputo dividere nei suoi libri il racconto romanzato dalla pura cronaca, tanto sono sovrapponibili entrambe le interpretazioni.
Ieri avevo tra le mani la versione tradotta qui in lingua danese del suo libro Canale Mussolini (che è il "fosso" che ha permesso più di altri la bonifica delle paludi pontine) Ieri pensavo di fargliene dono a settembre, quando rientrero' in Italia per un breve periodo, avevo pensato di andarlo a trovare, non abitiamo molto distanti. Oggi questa notizia mi rattrista per non aver fatto in tempo a ringraziarlo per ciò che ha scritto con tanta passione e trasporto. Con lui finisce per me la persona che più di ogni altro ha saputo raccontare un pezzo di storia poco nota.
Concordo Marianop . Se ci fosse ancora bisogno di un'ulteriore conferma che i pennivendoli non leggono e si limitano ad attaccare etichette. Per chiarirsi ogni dubbio, ogni risposta l'avrebbero trovata all'interno dei suoi libri, tra i quali non a caso Il FascioComunista. Per loro è molto più facile vendere etichette vuote di significato, vuoi per incapacità intellettuale, vuoi perché è più semplice/facile usare-depredare un termine che non sono neanche stati mai capaci di coniare in autonomo. E' come se un Senna, un Willeneuve, un Schumacher potesse essere criticato con cognizione da qualcuno che porta a malapena un motorino monomarcia. Chi non ha niente da dire scrive male di chi qualcosa l'ha detto e l'ha vissuto sulla propria pelle. A mio parere qualche domanda dovrebbero porsela o anche cambiare mestiere per semplice coerenza con se stessi.
user12181
inviato il 05 Agosto 2021 ore 15:16
Non ho mai letto nulla di lui. Mi piaceva moltissimo, non molto, moltissimo, come figura, da quel poco che ricavavo da interviste. In una delle ultime dichiarava due infarti e tre bypass, era in attesa. Sicuramente comincerò a leggerlo. Spero di non rimanere deluso.
Murmunto questa intervista che segue rende solo in parte l'idea della persona che era Antonio Pennacchi e molte risposte da a chi, come diceva Marianop ( che poi ha cancellato il suo intervento) si è limitato a descriverlo con il titolo di un suo libro.
Ho letto Canale Mussolini appena è uscito e dico al corregionale Murmunto che non lo deluderà. Pennacchi è stato un personaggio scomodo che da fascista in gioventù divenne comunista con le lotte operaie dure di allora, sempre con la sua irruente ma ingenua personalità (basti pensare che nell'intervista considerava di sinistra il PD). Bello il ricordo di Baldassarre, che ringrazio.
user12181
inviato il 06 Agosto 2021 ore 0:38
L'intervistatrice è insopportabilmente vacua, ma a lui è difficile non volergli bene.
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