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inviato il 22 Luglio 2021 ore 18:15
Sto studiando il manuale "La mente del fotografo" di Michael Freeman. Le prime parole che si trovano nell'introduzione sono: "In fotografia il grande cambiamento di questo secolo non è la fotocamera digitale, ma l'evoluzione di quella che un tempo era una rigida gerarchia di professionisti-appassionati-dilettanti in un mondo in cui chiunque può scattare fotografie ed essere preso sul serio. Fotografo professionista non è indice di molto oggi, se non dell'assenza di altre fonti di reddito". Non so se abbia ragione o meno. Devo però constatare che qui su Juza si vedono scatti meravigliosi anche se prodotti da "semplici" appassionati. Mi pareva interessante condividere il punto di vista di questo grande fotografo (Freeman, non io ) |
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inviato il 22 Luglio 2021 ore 21:49
Io che ho qualche annetto condivido pienamente la frase di Freeman, pur non avendo particolare predilezione nei suoi confronti. Il digitale e PS sono stati una vera rivoluzione di eguaglianza. Una possibilità per tutti.. Poi gli scarsi rimangono scarsi comunque, e quelli bravi pure. |
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inviato il 23 Luglio 2021 ore 13:35
Ottima considerazione : il digitale ha "democratizzato" la fotografia e , a mio modesto avviso , alzandone il livello invece che abbassarlo , dando a più appassionati , prima limitati dai costi e dalle problematiche della pellicola , la possibilità di realizzare buone immagini . |
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inviato il 23 Luglio 2021 ore 15:01
Il professionista è (o dovrebbe essere) professionale. Questa è la sola differenza. Ma certamente non è cosa da poco. Il professionista fotografa quanto richiesto, come richiesto, quando richiesto, garantendo un certo livello di risultato e di svolgimento della prestazione. Il non professionista fotografa quello che vuole, come vuole o come gli viene e se ne batte. |
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inviato il 23 Luglio 2021 ore 15:22
Parlando con un professionista anni fa mi disse: "io garantisco una qualità media nel mio servizio fotografico (tutte le foto), mentre l'appassionato può scattare una foto bellissima e un mucchio di foto mediocri" Secondo me se hai bisogno di un risultato garantito e "professionale" devi rivolgerti a chi lo fa di mestiere. |
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inviato il 23 Luglio 2021 ore 16:28
in realta' il mestiere di fotografo professionista NON consiste nel saper fotografare. O meglio, il saper fotografare lo si da' per scontato. Condizione necessaria MA NON SUFFICIENTE. Fanno sorridere i dilettanti quando affermano di essere spesso piu' bravi del professionista. E' vero.. spesso le loro foto sono migliori. Ma per essere professionisti bisogna essere prima di tutto imprenditori. Bisogna conoscere la contabilita', la legge, disporre di strutture e attrezzature. Avere rapporti e saperli gestire.. e, non ultimo, SAPERSI GESTIRE. Produrre fotografie vendibili, non farsele rubare e riuscire effettivamente a farsele pagare. C'e' una grande differenza. Un amatore , visto il bel tempo, esce e fotografa la gara per quaranta minuti. Poi va a bersi una birra e regala le sue foto agli sportivi. Un professionista innanzitutto deve conquistarsi il posto spesso comprando diritti, tenendo fuori i concorrenti. Poi deve organizzare il servizio per TUTTA LA DURATA DELLA GARA. Per esempio, i concorsi di cavalli durano 3-4 giorni.. devi cominciare a fotografare alle sette di mattina finendo spesso alle otto di sera. Pioggia o sole.. Nel frattempo devi avere una persona che segua l'esposizione e la vendita delle fotografie appena scattate. Significa una tenda o un truck con monitor, computer, corrente elettrica etc.. ed un numero sufficiente di eventi per pagare tutto questo. Il truck deve essere parcheggiato da qualche parte, paga bollo.. assicurazione.. attrezzature che spesso lavorano sotto il diluvio per ore o sotto al sole cocente. insomma.. quando un amatore dice di se': "fotografo meglio di un pro".. probabilmente e' vero.. ma sta dimostrando di non aver compreso esattamente il focus della professione. |
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inviato il 23 Luglio 2021 ore 22:57
Come per quasi tutte le attività umane, dalla fotografia ricavi, in termini di risultati, in ragione di quel che ci metti come impegno. Ovviamente, coi tempi che corrono, se ci vuoi ricavare di che vivere ci devi mettere la maggior parte del tuo tempo e delle tue energie, e magari non basta neppure per via di quell'inezia che è la legge della domanda e dell'offerta. Professionista è chi in questo meccanismo riesce a starci dentro e ci ricava di che vivere, cosa più o meno facile a seconda anche del paese in cui si vive e del periodo in cui è capitato di nascere e, diciamolo, delle doti che uno ha. E chi può chiamarsi fuori da questi meccanismi di mercato e fare il dilettante ha parecchi vantaggi, e dovrebbe essere grato agli dei per questo. Ma questo vale per la fotografia come per qualsiasi altra cosa. |
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inviato il 23 Luglio 2021 ore 23:33
“ Ma questo vale per la fotografia come per qualsiasi altra cosa. „ certo, coltivare un giardino di rose e' ben diverso dal gestire una serra a Sanremo. O coltivare un ettaro di orto. |
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inviato il 23 Luglio 2021 ore 23:37
La differenza dovrebbe farla, appunto, la professionalità. Che come in tutti i lavori, in tutti i campi c'è chi c'è l'ha, e chi no. Può capitare di trovare un idraulico o imbianchino bravo, o altri cialtrony, sto estremizzando ovviamente.... ho un parente che non lo ha mai fatto di mestiere, ma ha una grandissima manualità, e mi ha sempre fatto lavori sopraffini... |
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inviato il 24 Luglio 2021 ore 8:33
“ ma l'evoluzione di quella che un tempo era una rigida gerarchia di professionisti-appassionati-dilettanti „ Questa è, per me, la parte più importante della frase di Freeman e ci aggiungerei la possibilità di usare Internet come mezzo di diffusione delle proprie opere/fotografie. Ed è vero quello che scrive, la fotografia è stata umanizzata e quindi è cresciuto anche il livello qualitativo. Chi come me si è affacciato alla fotografia digitale dai primi anni 2000 e da quando questa grazie ad internet ha iniziato a diffondersi, ha potuto constatare come ad oggi, grazie anche alle infinte risorse che internet mette a disposizione, le belle e buone fotografie sono aumentate in modo esponenziale. Prima per visionare le fotografie si doveva andare a comprare una rivista che pubblicava in base ai gusti dei redattori ( e diciamocelo non sempre i migliori "critici" in circolazione ) o vedere una mostra, nella maggior parte dei casi allestita dal circolo di paese, che esponeva foto di dubbia qualità scattate o influenzate dai gerarchi del gruppo che avevano la conoscenza in un palmo. Il digitale e internet hanno scoperchiato la pentola, che conteneva uno stufato, molte volte, insipido. Aggiungo, in passato la fotografia era un "lavoro" che si passava di padre in figlio, un pò come facevano i barbieri. |
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inviato il 27 Luglio 2021 ore 5:34
Trovo molto corretta la disamina di Salt. Se decenni fa per un professionista era molto importante la conoscenza tecnica, ora grazie alla tecnologia molte cose sono facilitate. Il livello dei risultati richiesti si è però alzato di parecchio, e il lato commerciale-burocratico ha preso un'importanza molto maggiore. Insomma, a prima vista sembra tutto più semplice, ma mi sa proprio che è l'esatto contrario (come in tutti i mestieri del resto). |
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inviato il 27 Luglio 2021 ore 13:40
Ciao,credo che leggendo sul forum possiamo trovare alcuni utenti,molto considerati ,sul forum(a torto o ragione) che non sono esattamente dei fan di Freeman,che avanzano critiche perfino ai suoi best seller.Che siano dei best seller non è in discussione,ma pur rivolgendosi a tutti,forse c'è un pubblico piu' presente e da incercettare. Potrebbe non essere esattamente una casualità,poi forse si potrebbero analizzare un po' di piu' le valutazioni e come nascono e forse anche potrebbe avere una minima incidenza la formazione"culturale" o il percorso individuale(del fotografo). Alcuni utenti credo che si siano allontanati dal forum, perchè sempre di piu' la tendenza, era quella di seguire la scia del social network e con le immagini e con le argomentazioni proposte. In clima olimpico c'è posto per tanti amatori e praticanti e nulla impedisce di cimentarsi in prestazioni migliori,ma c'è un tempo minimo,richiesto.Un italiano su due corre(pare) per cui dovremmo fare sfacelli.... |
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inviato il 27 Luglio 2021 ore 13:56
“ (...) e il lato commerciale-burocratico ha preso un'importanza molto maggiore. Insomma, a prima vista sembra tutto più semplice, ma mi sa proprio che è l'esatto contrario (come in tutti i mestieri del resto). „ Il corollario poco positivo della faccenda è che in tutte le professioni si passa sempre meno tempo a cercare di capire come lavorare al meglio perché sempre di più se ne spreca appresso a faccende che hanno scarsa importanza, se considerate in rapporto alla qualità dei risultati. Il dottore passa sempre meno tempo ad occuparsi di medicina, il musicista ad occuparsi di musica, gli insegnanti di didattica (i presidi poi sono diventati dei burocrati quasi a tempo pieno), gli attori di recitazione eccetera eccetera. Forse è così in tutto il mondo, ma in Itaglia per queste cose siamo speciali... |
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inviato il 27 Luglio 2021 ore 17:01
“ Fotografo professionista non è indice di molto oggi, se non dell'assenza di altre fonti di reddito". „ si ci sono amatori che posso fare cerimonie con ottimi risultati professionali, ma nel settore moda non ci si improvvisa, tenere in piedi un set con tutto il personale, e assicurare una qualità sempre costante in ogni scatto per tutto il servizio é alla portata di pochissimi con vero talento |
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