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La foto più costosa della storia


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avatarsenior
inviato il 13 Luglio 2021 ore 21:03    

Non cadrei nel facile il mio falegname con 30 Mila lire la fa meglio
Anche se non é certo una delle sue foto più riuscite anzi

avatarsenior
inviato il 13 Luglio 2021 ore 21:16    

HAHAHAHA !!! MrGreen

user1856
avatar
inviato il 13 Luglio 2021 ore 21:36    

Rhein II, ripeto, andrebbe vista dal vivo.
L'effetto è un po' quello che dà il Guernica che, visto su un monitor, non rende nulla.
O come vedere "Il Paradiso" di Tintoretto su uno smartphone oppure dal vivo...

Questa invece è una figurina da cestino...

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2021 ore 12:58    

La foto sul Reno almeno, pur essendo scialba e questo per molti intenditori pare essere un pregio, ha una composizione semplice ma rigorosa. Quella della borsa di Chicago mi piace, quella del passo alpino in Svizzera, da ignorante non orgoglioso di esserlo, la reputo una pessima foto ricordo. Sempre che non ne abbia visto un ritaglio. PS il messaggio insito nella foto sul Reno qual'e'? Visto il suo valore deve essere sicuramente originale e importante credo .

user1856
avatar
inviato il 14 Luglio 2021 ore 13:50    

Riportare il concetto di non-luogo (il Reno così non esiste in realtà e negli anni '90 Photoshop non era così diffuso per lavori gigapixel...), la scuola di Düsseldorf, le tipologie, l'infinito e altro in un post è opera ardua.

C'è però un articolo sunto che può essere una base di partenza come lettura: Clicca

Buona lettura e buon approfondimento successivo! ;-)

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2021 ore 15:00    

Grazie mille Cos78, leggero' senz'altro...;-)

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2021 ore 15:53    

Ho dato una lettura che non manca di motivi d'interesse. Il riferimento pero' nel commento alla foto sul Reno, a Caspar David Friedrich (uno dei miei pittori preferiti) a mio parere e' fuori luogo. La pittura di quest'ultimo e' permeata da un phatos incredibile , proprio quello dal quale mi pare rifugga il "nostro" fotografo.
Resto della mia idea, apprezzo alcune sue foto, leggendo ne ho forse capito anche il senso, ma non mi esalta; comunque molto probabilmente le apprezzerei di piu', come tu dici, viste nella modalita' pensata dall'autore, cioe' stampate nella loro prevista dimensione.

user1856
avatar
inviato il 14 Luglio 2021 ore 16:10    

comunque molto probabilmente le apprezzerei di piu', come tu dici, viste nella modalita' pensata dall'autore, cioe' stampate nella loro prevista dimensione.


E guardandole pure da più distanze.
Ma quello poi viene naturale una volta li... Sorriso

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2021 ore 16:24    

Sicuramente non è una copia ma un riferimento.
Faccio un esempio su un altro autore legato alla pittura che ha dei riferimenti e reinterpreta:
www.paperblog.fr/8506026/jeff-wall-la-photographie-mise-en-scene/
non sono uguali sono riferimenti, concetti ecc..
scorrendo fino in fondo ci sono un po' di esempi

comunque anche io non apprezzo tutto e in certi casi soprattutto wall ho un po' la sensazione che pattini un po' troppo vicino all'orlo della cagata

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2021 ore 23:12    

“Chiudi il tuo occhio corporeo, in modo che tu possa vedere la tua immagine prima con l'occhio spirituale. Quindi porta alla luce ciò che hai visto nell'oscurità in modo che possa reagire sugli altri dall'esterno verso l'interno. Un'immagine non deve essere inventata ma sentita”.

Friedrick, lo sento vicino...
Scusate il fuori tema...Triste

user12181
avatar
inviato il 17 Luglio 2021 ore 9:14    

Osservo che il Titolo "Rhein II" non è marginale rispetto alla foto. È costitutivo, l'uno rafforza la potenza dell'altra e viceversa. Dietro c'è il meglio dell'identità culturale tedesca, Hölderlin è addirittura citato direttamente, ma c'è tutta la Deutsche Klassik, il Romanticismo etc. Cosa abbia letto, guardato, ascoltato l'autore non so. Ma una tradizione culturale viene assimilata in modo naturale, per vie diverse, anche solo scolastiche, ma che spesso restano impenetrabili a chi giudica da una tradizione diversa senza le adeguate conoscenze. Ovviamente ciò non sminuisce il valore universale, la capacità di parlare a tutti, di un'opera d'arte con fortissimo radicamento in una determinata tradizione. Questo mi pare il caso di Rhein II, parla molto, a tutti.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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