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inviato il 02 Giugno 2021 ore 16:02
Ciao Fast mi unisco a Leonardo nel darti ragione e ti rigrazio tanto per aver commentato sulla mia grande bagiannata, era nata cosi,per scherzo, su una foto postata da un amico e mai avrei pensato che ne potessero nascere storie di vita commoventi, che toccano in cuore ma anche la mente e sono da apprezzare le persone,come Te, che si espongono raccontando le gioie e i dolori propri e dei loro amici facendone partecipi anche i piu' duri nel recepire l'amore per gli animali che ci vivono assieme ed e' proprio leggendoti che provo gioia per Te e dolore per chi ha la mente offuscata dal lucro e dal telefonino di ultima generazione non sapendo cosa si perde   |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 18:23
I gatti sono esseri superiori che, a volte, ci consentono di essere loro amici di coccolarli e servirli |
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inviato il 02 Giugno 2021 ore 22:15
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 0:32
Condivido il pensiero dell'amico il.Lord. e saluto Fast per quanto scritto ciao Arrigo , onorato di avermi dedicato questo post stupendo. ora però , posta qualche foto , le aspetto. Ancora grazie amico mio |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 1:33
Ciao Claudio il post e' stupendo grazie ai commenti, io non ho nessun merito e l'idea nasce da una tua foto |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 12:18
Lo dico con molta fatica ma forse è meglio se lo faccio...Qualche anno fa mio figlio cadde in depressione (poi completamente risolta grazie a Dio) e con lui tutta la famiglia. Ritenni fosse meglio restasse, di notte, vicino alla madre perchè le mamme in queste cose (e in molte altre...) sono molto meglio di noi maschietti e andai a dormire nell'altra camera da letto. Per farla breve Il nero, che tale è, venne a dormire per molto tempo accanto a me, sul mio cuscino ronfando tutta la notte e per tanta tante notti; Scendeva dal letto per mangiare qualche croccantino e poi ritornava nuovamente alla sua "postazione", questo fino a quando la "cosa" si risolse... Non mi meravigliai perchè all'età di 7anni mio padre giornalista dovette trasferire la famiglia e quindi anche me in Somalia, nel deserto della Migiurtinia dove restammo per 2 anni unici bianchi, ebbene mi circondai di due gatti semiselvatici un dik dik (gazzella molto piccola) e una cagna di razza improbabilissima e con tanti cuccioli, più un ghepardo cucciolo con il quale giocavo alle corse...pensa tu!? con il quale naturalmente perdevo immancabilmente, ebbene nonostante quello che dicono molti psicologi infantili non ebbi alcun problema, nessun trauma, imparai al contrario a conoscere profondamente gli animali, tanto che mia moglie e mio figlio dicono che ne comprenda perfettamente il linguaggio, io dico invece che sono loro che comprendere benissimo il il mio... |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 12:25
Meraviglioso ... grazie , sono questi i post che mi fanno amare ancor di più il Forum . |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 12:27
@Fastgiaco Bello ciò che scrivi. Se non sono troppo impiccione, ci racconteresti (se vuoi) più dettagliatamente dei tuoi due anni in Somalia? Grazie, e scusa se ho chiesto troppo... |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 13:35
Ringrazio Fast che ci rende partecipi delle sue storie di vita vissuta legata al regno animale e pure io avrei qualche cosa da raccontare sgradevole ma che mi ha insegnato molto : Un padre cacciatore mi trasmise la passione per la caccia,fin da piccolo lo seguivo sempre nella campagna della pianura Padana finche un giorno, 18 anni, ero a caccia in solitaria durante il passo dei colombacci e mentre attraversavo un prato me ne passarono 2 a tiro di schioppo, prima fucilata e un colombo cadde a pochi metri da me e puntai il secondo che, con grande stupore, invece di scappare viro`per tornare indietro e ando`a posarsi vicino al colombo morto, lo guardava e poi guardava me ma non era uno sguardo di sfida bensi,mi sembrava di capire, di compatimento, di dolore, di quel dolore che ti colpisce al cuore peggio di una fucilata e ti fa`scappar via frustrato per il dolore arrecato Tornai a casa presi il fucile e lo appesi al chiodo, non sparo`piu` |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 13:38
Ciao Leonardo rimani con noi |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 14:24
Jhon non sei troppo impiccione. Ti dirò che sono nato in Etioopia nel 1941...e all'età di pochi mesi fui trasferito con mia madre, mia nonna e mia zia in un campo di concentramento a Gibuti dove rimanemmo circa un anno per poi esere rimpatriati a bordo di Nave Vulcania in Italia, dove rimasi sino al 1950/51; Nel frattempo mio pade tornato dalla prigionia in Sudafrica nel gennaio 1947 fu mandato dal giornale in Somalia allora sotto il mandato fiduciario italiano. Come ho detto fummo mandati nel deserto della Migiurtinia (deserto sassoso), dove eravamo gli unici bianchi. All'epoca la Somalia era il paradiso degli animali, ho avuto la fortuna di vedere branchi di centinaia di Orix (ora sotto tutela perchè sulla soglia dell'estizione) una delle gazzelle più grandi con lunghe corna a sciabola, di gnu ed altre gazzelle di cui nion ricorodo il nome, la notte i branchi di jene rendevano pericoloso uscire dal recinto di casa e i primi tempi rendevano prendere sonno; Nella zona della cittadina di Obbia sulle coste dell'Indiano non era difficile vedere branchi di elefanti all'abbeverata nelle fosse lasciate dalle pioggie monsoniche, cui era meglio non avvicinarsi a piedi perchè anche i leoni hanno sete mentre la quantità di uccelli di tutti i tipi era veramente strabiliante, sopratutto i rapaci, quanto agli avvoltoi erano anche loro tanti e per giunta molto grossi e per nulla timorosi dell'uomo tanto da incutere paura... la popolazione somala allora era composta da Arabi generalmente dell'Oman (golfo di Aden) da abissini ed eritrei generalmente pastori di capre e Cammelli che in tempi di piogge monsoniche scendevano dall'altipiano etiopico per approfittare dell'erba che nasceva nel giro di pochi giorni, i somali li chiamavano "Boscagliosi" ed erano veramente uomini che dire rustici nei costumi era poco, campavano di un pugno di Dura (un mais molto piccolo) e qualche sorso di latte di cammella conservato in contenitori di legno cilindrici e con l'interno carbonizzato per far si che il latte si conservasse e non attecchissero i germi, insomma penso che fossero quasi all'età dei primi esseri umani tranne che vivevano di pastorizia. Pensa che tra le monete accettate all'epoca in Somalia, c'erano ancora tantissime rupie indiane con al centro un foro e di forme anche diverse da quella tonda (i fori servivano per infilarle in strisce di pelle che indossavano alla vita), c'erano ancora i Talleri d'argento di Maria Teresa d'Austria!..anch'essi regolarmente accettati (valevano 2 rupie indiane) o almeno questo era il valore attribuito dai somali, visto che era valuta scaduta da moltissimi anni, mentre la moneta dello Stato era il somalo che se non sbaglio all'epoca valeva circa 100 lire e con il quale potevi comperare un capretto...insomma un pochino era la Mia Africa della Jourcenar ma forse ancora più primitiva; sono ricordi molto lontani visto che si parla di 73 anni fa. |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 14:32
@Fastgiaco Che meraviglia! Non hai pensato di scrivere un libro con i tuoi numerosi ricordi? PS: se hai altro da raccontare, io son qui a leggerti Grazie |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 14:40
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 15:11
Certo che rimango , ci mancherebbe ! Questo bel racconto mi ricorda un post bellissimo , anch'esso in Blog mi pare , intitolato :" Quando si dice una vita avventurosa : Amedeo Guillet " anch'esso ambientato per larga parte in Africa . |
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inviato il 05 Maggio 2023 ore 23:41
ARRIGOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ma dove sei ? |
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