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@Bergat. Con le scuse per il ritardo con cui ti rispondo. Ho ascoltato e riascoltato "Autumn Grass" nella tua versione, con mezzi diversi - 2 cuffie, 6 casse, 3 amp valvole, 3 amp transistor - effettivamente ho sentito particolari prima parecchio opachi nella versione scaricata da Youtube. Pero', alla fine delle mie prove, devo ammettere che tra le due preferisco ascoltare quella del tubo ( in tutti i sensi ): e' indubbiamente di minor qualita' ma, ad istinto, mi piace di piu' per via del suono molto cupo e dal minor affaticamento nell'ascolto. Non so darmi spiegazioni razionali: forse ritengo il suono degradato in tal modo piu' adeguato alle atmosfere di quei brani... Grazie per avermi permesso questo interessante esperimento.
Mi piacerebbe sapere se il metodo Half-Speed-Master (di incisione su vinile) sia davvero un valore aggiunto oppure una delle tante trovate commerciali che attirano gli acquirenti maniacali o compulsivi. Ne ho provati due finora di quei dischi, e devo dire che in quanto a fedeltà di riproduzione non sento tutto questo guadagno, anzi, in entrambi i casi il formato CD si rivela essere più chirurgico, se messo a paragone. Però devo dire che, la sensazione all'ascolto è comunque diversa, né migliore o peggiore, semplicemente diversa. Più velata e dilatata. Un po' come se ascoltassi quegli album in formato cassetta.
Che il cd sia sempre migliore di un vinile, a parità di registrazione è come sparare sulla crocerossa, tanto è lapalissiano. Le differenze degli half speed master rispetto alle incisione normali sono lillipuzziane. Ben differenti invece i vinili ad incisione diretta che hanno una spanna in più e competono con ottime incisione dinamiche di alcuni CD
Riesumo la discussione perchè ho una curiosità: in questi ultimi anni molte etichette hanno ristampato degli LP in versione doppio vinile e con artworks diversi rispetto agli originali o a quelli delle edizioni precedenti. Chiaramente ci sono delle ragioni commerciali dietro a queste scelte, ed altre magari sono anche di altro carattere, ma quello che mi sto chiedendo è: incidere un disco vinile con cinque, sei, sette tracce per lato costa di più che metterci un secondo disco sui cui ripartire tutte le tracce complessive di un album? A me viene da pensare alla superficie utile da utilizzare, quindi per farci stare più tracce su di un lato bisogna comprimere il solco assottigliandolo e forse questa operazione richiede un dispendio economico maggiore, rispetto a quelle altre soluzioni dove otto-dieci tracce complessive vengono distribuite su quattro lati invece che due. Posso capire quegli album monumentali che durano un'eternità e allora la scelta del doppio disco è giustificata, ma su dei platters da 40' o poco più che senso ha? Magari fanno così perchè ci si guadagna in qualità sonora? La scelta è di carattere commerciale o funzionale? Io so soltanto che capovolgere due dischi a fine lato rompe le balle peggio che farlo con un disco soltanto.
Mettere più tracce su un long play, ovvero far durare più a lungo una facciata, comporta, al di la della difficolta' di incisione dell master, la necessità di comprimere oltremodo la dinamica, perchè solo così si possono addensare più solchi, senza intaccare il livello sonoro
I famosi dischi ad incisione diretta della Sheffield, difficilmente superavano i 15 minuti per lato, in quanto la dinamica non permetteva e non permette di oltreppassare quel limite.
Ci può essere un'esigenza funzionale solo per brani di lunghezza eccessiva, ma cio' a vedere più con la musica classica, che con jazz, leggera o pop.
“ Mettere più tracce su un long play, ovvero far durare più a lungo una facciata, comporta, al di la della difficolta' di incisione dell master, la necessità di comprimere oltremodo la dinamica, perchè solo così si possono addensare più solchi, senza intaccare il livello sonoro „
. . . come ben spiegato, addensare troppe tracce su una singola faccia riduce dinamica e qualità di ascolto.
Prediligo i dischi 180 gr. hanno spessore + elevato, sono + stabili e meno sensibili alle risonanze, la qualità del vinile in genere è migliore, con due - tre brani max per facciata le distanze tra i solchi sono maggiori . . esprimono una buona dinamica.
altri fattori importanti per chi è alla caccia della qualità di ascolto sono il metodo di registrazione del master, Fonè e il metodo Signoricci ne sono un'esempio: fone.it/technology/
ho i 180 gr. della Diana Krall, a prescindere che possa piacere il genere e la sua voce, che sono registrati per ottenere il massimo in termini di calore musicale. Mi capita di commutare tra LP vinile e cd sullo stesso brano, vi preferisco il vinile.
Bene, è grossomodo quello che immaginavo. Grazie per le delucidazioni a tutti. Ora invece ho un altro cruccio: la puntina che salta. Nello specifico, su di un picture disc (fenomeno non così raro quindi). Ho provato a spazzolarlo e a pulirlo con le lozioni varie, ma niente da fare, continua a saltare, anzi ad essere precisi va in loop (che è anche peggio) quindi devo intervenire manualmente skippando il braccetto di una posizione. Dal momento che questo si verifica soltanto ad inizio lato, come diffusamente accade a molti picture disc (non ai miei altri che possiedo) comincio a pensare che si tratti di un difetto costruttivo (tipo un micro-neo o una micro-cunetta). Il problema della puntina ballerina su altri vinili standard l'ho risolto più volte e brillantemente, ma su questo mi sono piantato. Esiste quindi qualche altro modo di intervento, oltre al suicidio?
Quello che dice Bergat . . sono le prime condizioni da verificare, ma molto probabilmente c'è un difetto nel micro solco che manda in loop il sistema braccio testina, ne ho pure io un paio così e non sono nemmeno dei picture disc. Un braccio semplicemente contrappesato con la sola massa è più sensibile a questi disturbi meccanici dei bracci contrappesati con massa + molla. Il braccio del mio Thorens TD 320 digerisce meglio certe irregolarità ma se il solco è molto danneggiato o difettoso non c'è storia.
...è come immaginavo ed anche temevo, usufruendo attualmente di una soluzione provvisoria (Lenco entryLevel senza possibilità di regolazioni personali), quindi mi terrò il dubbio fino al prossimo acquisto di un piatto giradischi superiore. Rinnovo i miei ringraziamenti a Bergat e a Cirillo Donelli.
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