user36220
|
inviato il 27 Dicembre 2020 ore 10:47
Tiro le somme di un decennio (circa) di fotografia digitale. Partito, come molti, dalla classica aps-c, ma non con obiettivo kit, che già dall'inizio i plasticotti non mi sono mai piaciuti nel corso degli anni, dal 2011, anno di inizio, al 2018, è stato un vortice continuo di cambio corpi e obiettivi, alcuni durati di più, altri meno, fino ad arrivare a formare quello che è lo zoccolo duro del mio corredo attuale, un corpo e due ottiche, che durano con me da parecchio, e nessun altro corpo/obiettivo è durato così tanto come loro. Nel periodo 2011-2018 la durata massima di un corpo/obiettivo a corredo è stata di 18 mesi. Alcuni corpi/obiettivi non sono arrivati nemmeno a 18 giorni Cosa è cambiato dal 2011 ad oggi, a parte il mare magnum di corpi ed obiettivi cambiati? Tante cose. Innanzitutto mi è cambiato l'approccio allo scatto. All'inizio prendevo, uscivo, ma anche in casa, e fotografavo qualsiasi cosa, in movimento ed immota. Centinaia, migliaia di scatti, senza nessun senso, senza costrutto. Tantissimo fumo, pochissimo arrosto. Poi, oh, la botta di culo c'è sempre, e qualche scatto buono è uscito comunque, ma saranno stati 1 su 500. Ciò che ha cambiato, e tanto, l'approccio, non è stata tanto l'esperienza (primi due anni come descritto sopra) ma il frequentare corsi, master, workshop. Questi sono stati illuminanti su come scendere di numero ed aumentare (relativamente alle mie capacità, sono e sempre sarò un semplice fotoamatore) la qualità. Se prima su 1000 scatti ne salvavo 10, dopo i vari corsi/workshop, ne salvavo sempre 10, ma su 100-200 scatti. Quindi, un netto miglioramento. Altro step evolutivo, ennesimo workshop, questa volta sul ritratto. Il primo approccio a quello che, da allora, sarebbe stato il mio genere principe. Interagire con la modella, scegliere la location, le luci giuste, l'ora giusta per scattare, la mua, etc... In seguito a questi workshop, ulteriore sforbiciata al numero di foto prodotte, ed incremento di quelle buone. Nel frattempo l'attrezzatura migliorava di pari passo. Da aps-c ad aps-h, poi full frame, full frame iperpixellata, in ultimo, da circa 18 mesi, il medio formato Fuji GFX. Altro step, non certo da sottovalutare, la maggiore capacità, il creare un mio workflow personale di post produzione. Riviste ora, alcune foto fatte nei primi anni, peccano di una post a dir poco approssimativa. Monitor minuscolo, men che meno calibrato, colori sballati, nitidezza assente o, al contrario, sparatissima. Non ultimo, in ordine di importanza, la stampa. Cominciato a stampare online, formato 10x15, salendo al 20x30, sempre tramite siti online, per poi, una bella sera di alcuni anni fa, partecipare ad un workshop sulla stampa fine art, come insegnante Erminio Annunzi, Ambassador Canon per questo ambito. Una volta arrivato a casa con la stampa fine art di una foto che avevo stampato online, e vista a fianco al monitor non calibrato che avevo ai tempi, volevo buttare il monitor fuori dalla finestra e bruciare tutte le stampe online. Da allora ho ridotto, come il numero di foto fatte, il numero di stampe, ma quelle poche su carta fine art, di svariate tipologie (adoro la carta cotone, ricca di texture, e stampo solo su carta opaca in generale) ed ogni tanto prendo gli album e me li sfoglio, come se stessi degustando una buona grappa barricata. Centellinando, dedicando tempo tra una foto e l'altra, gustandomi le sfumature. Progetti per il futuro, sicuramente, appena si potrà, fare nuovi workshop e corsi, sempre a tema ritratto, perchè, per come la vedo io, non si finisce mai di imparare. Portare a termine alcuni progetti che ho in sospeso, affinare ulteriormente la capacità in post produzione, ridurre ulteriormente il numero di scatti ed aumentare il rapporto tra scatti fatti e foto "buone". E voi, che bilancio fate di questo decennio fotografico? |
|
|
inviato il 27 Dicembre 2020 ore 12:18
A parte il passaggio a mirrorless, e riduzione di formato, nessuna variazione. Il mio decorso fotografico ha alle spalle oltre 60 anni di apprendimento. |
|
|
inviato il 27 Dicembre 2020 ore 14:46
Io sto ancora cercando ma sono ottimista visto che l'analogico mi piace sempre più. Mi piacciono le macchine fotografiche analogiche, le 6x6 e sto provando anche formati superiori con molta soddisfazione. Il digitale serve ma in questo momento mi spiace tenere abbandonate in un armadio la Pentax 645z con le sue ottiche e la Canon 5 ds con i suoi serie L ma penso sempre più spesso di vendere tutto il digitale e di concentrarmi solo sull'analogico. Vediamo come si sviluppa la cosa. |
|
|
inviato il 27 Dicembre 2020 ore 16:35
Ho passato una vita con l'analogico sviluppando e stampando per hobby. Ora però lo faccio sporadicamente. Nle bene e nel male il digitale è troppo facile. |
user203495
|
inviato il 27 Dicembre 2020 ore 17:41
Sai,mi sovviene il : "Volli sempre volli,fortissimamente volli". Nonché il "Frangar non flectar". io vi contrappongo la mia indefettibile pigrizia,una simil accidia,una sorta di non rancorosa amaritudo. Procedo a strappi in una landa ove tutto pare equivalente. “ Non basta una sola femmina per soddisfare il voluttuoso e non è abbastanza una sola cella per l'acedioso „ Evagrio Pontico Sostituite "fotocamera" a femmina e "obiettivo" ad acedisoso....... Donde vi viene simil costanza? |
|
|
inviato il 27 Dicembre 2020 ore 18:34
bah.. dieci anni di 1Ds e dei soliti obiettivi. Un deragliamento su mirrorless Sony, ma i corpi usati sono le due serie 1. Insomma un po' di ricerca con qualche obiettivo nuovo. Ma onestamente non sento troppo il bisogno di salire ancora. |
user203495
|
inviato il 27 Dicembre 2020 ore 18:37
“ Nle bene e nel male il digitale è troppo facile. „ Interessante provocazione. |
|
|
inviato il 27 Dicembre 2020 ore 18:49
@ilbardo, mi sembra un po' un post sborone, senza offesa Ciò detto, sei sei contento del percorso fatto, benissimo. Sono d'accordo che non si finisce mai di imparare, ma bisogna anche imparare conoscere la propria attrezzatura. In 23 anni ho fatto tanta pellicola, e dal 2005 digitale, apsc e poi full frame. Se devo però fare una riflessione: ho imparato molto di più quando lavoravo con la diapositiva, ma erano anche i primi anni in cui mi avvicinavo alla fotografia. |
|
|
inviato il 28 Dicembre 2020 ore 11:50
“ Nel periodo 2011-2018 la durata massima di un corpo/obiettivo a corredo è stata di 18 mesi. Alcuni corpi/obiettivi non sono arrivati nemmeno a 18 giorni „ e comunque, mi chiedo come si faccia a giudicare uno strumento fotografico in soli diciotto giorni. Alla fine o fai test di laboratorio di professione e quindi dai un giudizio tecnico partendo da misure ripetibili, o fai fotografia.. e spesso per comprendere appieno una lente non bastano mesi di utilizzo. La mia impressione (leggendo anche altri tuoi 3d) e' che tu sia piu' in gara per il titolo di "reginetta dello shopping" che per una ricerca di stile fotografico. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |