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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 10:32
“ Come dice bene Alessandro Pollastrin, in natura, (cioè quello che vede l'occhio umano) non esistono ombre completamente chiuse, nè se per questo high key ( salvo forse ai poli) „ Documentare è una cosa, interpretare è altra, ma scattare delle immagini piatte e brutte quello, lo sappiamo fare tutti e ed anche condirle con una aurea d'arte, che nella reltà non esiste. Aprire le ombre a caso nonè sinonimo di high key, ma solo un appiattimento dell'immagine che perde trimensionalità ed assume più i connotati del fumetto. Questo è ovviamente, il mio punto di vista, ciò che a me non piace vedere. Non ho la presunzione di stabilire degli standard di bellezza assoluti. Se uno vuole aprire le ombre in tutti i ritratti per dare una sua impronta interpretativa, liberissimo di farlo. A me non piace. Come non mi piacerebbe un fotografo che scattasse ogni foto con il filtro seppia o sfuocando a caso o facendo del mosso creativo (ma poco creativo) |
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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 10:33
Discussione interessante e confesso di essere afflitto anche io dallo stesso dilemma ultimamente. La conclusione a cui sono arrivato è che si, è vero che l'occhio umano ha 24 stop di gamma dinamica ma, il modo in cui il cervello elabora quello che vediamo si basa su parametri totalmente diversi che portano ad una percezione dell'immagine dove la gamma non è più così fondamentale. Piuttosto saper gestire bene la distribuzione dei pesi e le varie regole di composizione può avere molta più importanza di una gamma dinamica spalancata "a più non stop". Con questo non voglio dire che vadano bene ombre e luci completamente sbagliate ma, una giusta via di mezzo unita ad altre variabili, possono creare un immagine che possa avere un impatto più forte sul nostro cervello. Saluti, Dario |
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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 10:36
“ 1) Se la foto deve documentare il più fedelmente possibile la realtà così come la conosciamo allora non si scappa, bisogna lavorare di luci, ombre, e calcolare il sistema zonale.. e cercare di avvicinarci a quello che vediamo; „ “ Aprire le ombre a caso nonè sinonimo di high key, ma solo un appiattimento dell'immagine che perde trimensionalità ed assume più i connotati del fumetto. „ Il problema è che aprire le ombre molto vicine al nero senza "slavare" gran parte dell'immagine non è una cosa immediata, soprattutto con certi software. Io uso Capture One di cui sono contentissimo, ma fino a qualche aggiornamento fa l'apertura delle ombre con l'unico controllo disponibile ("Shadow" in "High Dynamic Range") schiariva, anche se in maniera minore, anche i mezzi toni con risultati simili ad un HDR mal fatto. Per avere un buon risultato bisognava mascherare. Adesso hanno aggiunto i cursori "Black" e "White" (che agiscono solo sui valori estremi) ed anche un comodo sistema di mascheratura basato sulla luminanza e le cose sono molto più semplici. |
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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 10:40
@Edobette hai detto bene, ognuno parla da proprio punto di vista personale di ciò che a lui/lei piace o non piace.. Personalmente a me ombre chiuse ad capocchiam, dove non c'è motivo o dove non raccontano niente, unite a poca o scarsa tecnica mi dicono che il tipo/la tipa ha ancora molta strada da fare... Giustamente questa è solo una mia opinione, e perciò tento sempre di vedere prima tutto quello che di buono lo scatto racconta.... |
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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 11:10
... e tolto la grana |
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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 11:13
Ombre e luci ...vanno di pari passo....e fanno parte del bagaglio personale del fotografo....inutile dire sono chiuse o aperte....il fotografo le ha volute cosi....noi può solo piacere o non piacere .... |
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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 11:15
"..quella migliore, almeno in teoria, dovrebbe essere quella che riporta in stampa le stesse differenze di esposizione che hai rilevato in fase di ripresa..." Solo in teoria, perchè il compito principale di una stampa, l'obiettivo delle stampa, è trasferire in modo chiaro, conciso ed immediato, Il Messaggio, dal Fotografo, all'osservatore, quello è. E questo può andare, e spesso va, in conflitto coi parametri di esposizione e di contrasto originali di scatto. Al solito, si ragiona meglio con esempi: Questa è stata scattata esponendo così (è il RAW intonso!):
 CLICCARE SULL'IMMAGINE PER VEDERLA GRANDE! ed è stata realizzata in fotoritocco, e poi stampata, in A3, così:
 CLICCARE SULL'IMMAGINE PER VEDERLA GRANDE! L'immagine scattata è stata sostanzialmente stravolta in fotoritocco, per dare la sensazione di solitudine e di oblio, che la posa prostrata, almeno a me, suscita. La foto ha grande estensione tonale, ma da un originale nel quale predominano toni chiari, ho voluto trarne una fotografia nella quale predominano i toni scuri, che ispirano tristezza ed abbandono, stanno bene insieme alla posa prostrata. Uno deve decidere che messaggio dare con una sua fotografia, e lo deve decidere, se ce la fa, in fase di scatto, e non sempre ci si fa, ma in tutti i casi lo deve decidere assolutamente prima di iniziare il fotoritocco e calibrare il fotoritocco sul suo obiettivo, il messaggio da dare. Almeno, io la vedo così, poi altri magari ragionano diversamente, ma alla fine contano solo i risultati. |
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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 11:27
Larry Clark è della vecchia scuola della street americana, uno di quelli che andava a ficcarsi nei bassifondi delle città, spesso a fotografare derelitti, L'antesignana fu Diane Arbus, più vecchia di lui, faceva anche lei quelle foto lì, ha fotografato per anni i derellitti della opulenta società americana e ci sta che Clark abbia seguito il suo esempio. Ma il frequentare assiduamente l'Inferno per chi nell'Inferno non è nato, può far male, può stravolgere il suo metro di misura, alterandone l'equilibrio. E difatti Diane Arbus dopo aver girottolato anni nell'Inferno, coi derelitti, si suicidò, aveva perso ogni fiducia nel genere umano. Sono ottime foto, forti, e lo devono essere visto il soggetto. ......non faresti mai delle stampe così ad un bimbo della Prima Comunione o ad una coppia felice e sorridente il giorno del loro matrimonio, mente vanno fatte così fotografando quei soggetti tristi lì. |
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inviato il 28 Ottobre 2020 ore 11:39
Concetto di media (grigio 50%) come espressione di mediocrità. Diffusa. |
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