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Quando un ostacolo ti spinge a pensare diversamente.


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avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2020 ore 11:11    

Giusta osservazione Andrea, non c'è che dire: è davvero pertinente!

user86925
avatar
inviato il 06 Ottobre 2020 ore 14:00    

il cambio di prospettiva, la cosa più banale,potente e difficile da applicare.

gli zoom non aiutano di certo...

user120016
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inviato il 06 Ottobre 2020 ore 17:48    

Concordo con il tuo approccio, Morgana, e con molte delle osservazioni che ne sono scaturite dopo.
Anch'io, come l'amico Paolo, scatto esclusivamente in analogico (più negativo che diapositiva, per cui in effetti qualche chance di rimediare in camera oscura ce l'ho) e, proprio perché ogni singola foto ha un costo in termine di pellicole e di sviluppo, nel tempo ho maturato delle strategie di riflessione. E proprio perché inducono a pensare, rallentano il flusso delle azioni ed evitano scatti tanto compulsivi quanto banali. Quella che io chiamo "slow photography". Quando giro con il banco ottico o con le medio formato, prima ancora di montare il cavalletto inizio a girovagare attorno alla scena o "nella" scena, per studiare la migliore composizione, il miglior punto di ripresa, la direzione della luce e via dicendo. In mano ho un immancabile taccuino per quegli appunti che mi serviranno al momento dello sviluppo, al collo ho un esposimetro per valutare le fonti di luce ma lo strumento più potente per me è un altro: un telaietto da diapositiva (rettangolare o quadrato a seconda del formato che userò) attraverso cui guardare la scena, comporre e previsualizzare quel che sarà il risultato finale. Una vera e propria cornice in cui immaginare la foto finale. Orizzontale o verticale, cosa includere e cosa escludere dall'inquadratura, insomma una sorta di live view ante litteram. Quando sono soddisfatto, e solo allora, metto mano all'apparecchio fotografico. Negli ultimi 30 anni è stato così e, fidati, non ci si sente mai arrivati né annoiati. Lo spettacolo che offrono la natura e la vita attorno a noi non è mai uguale a sé stesso. E c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire ed imparare.

avatarsenior
inviato il 06 Ottobre 2020 ore 18:10    

Gli ostacoli, le difficoltà, i problemi sono il sale (o il pepe) della vita. Senza di essi la vita scorrerebbe monotona, noiosa.
Nelle attività creative in particolare, le difficoltà sono quelle che ti spingono a cercare una soluzione non scontata, nuova, innovativa.
Per me è così anche nel lavoro: una situazione troppo semplice genera una soluzione banale, mentre che una situazione complessa e difficoltosa mi obbliga a spremermi per cercare una soluzione soddisfacente. Da qui escono le proposte originali. E' una cosa che ho notato varie volte. Che poi vengano realizzate, questa è un'altra cosa ancora...

Quindi le difficoltà sono necessarie per produrre qualcosa di originale.

avatarsenior
inviato il 06 Ottobre 2020 ore 19:12    

Quotone cubico per l'amico Domenico. Aggiungo che il mio approccio è del tutto uguale al suo, identico e preciso, l'unica differenza è che adoperando unicamente diapositive gli appunti mi servono solo come promemoria e li riporto sui telaietti delle mie Velvia.

Per il telaietto invece se mi ricordo di portarlo dietro ok... altrimenti la cornicetta la realizzo con i pollici e gli indici... e va bene ugualmente ;-)

avatarsenior
inviato il 06 Ottobre 2020 ore 19:31    

vi sto leggendo con molto piacere! grazie
se non commento è solo perchè la mia opinione l'ho espressa nel post iniziale, ora preferisco lasciare la parola a voi e leggere i vostri interessanti commenti.

avatarsenior
inviato il 06 Ottobre 2020 ore 20:04    

Avere una prospettiva diversa non c'entra nulla con lo scattare lentamente o in analogico o in diapositiva.
È solo una forma di pensiero diverso. E il pensiero prescinde dal mezzo.

user120016
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inviato il 06 Ottobre 2020 ore 22:17    

Per me, come ho spiegato, scattare lentamente è un'abitudine probabilmente originata dal fatto che quando ho iniziato a fotografare da ragazzino ero squattrinato ed un rullino era comunque merce preziosa. Quindi non esiste l'equazione lento=analogico, rapido=digitale e mi spiace se è passato questo concetto. Anche perché in digitale non scatto e quando serve rapidità posso ottenerla anche con la pellicola.
Mentre lo studio dei punti di ripresa (o il cambio di prospettiva, se preferisci), al contrario, rientra nel rallentamento delle azioni. Anche perché, spesso, è la parte più emozionante e divertente. E, su questo siamo d'accordo, il mezzo è del tutto ininfluente

avatarsenior
inviato il 02 Novembre 2020 ore 22:25    

www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3744287&l=it
Morgana è questa la foto cui ti riferivi?

avatarsenior
inviato il 03 Novembre 2020 ore 0:59    

Mentre lo studio dei punti di ripresa (o il cambio di prospettiva, se preferisci), al contrario, rientra nel rallentamento delle azioni. Anche perché, spesso, è la parte più emozionante e divertente. E, su questo siamo d'accordo, il mezzo è del tutto ininfluente


Ecco ben detta.

Poco pratico sicuramente MrGreen .... ma basterebbe portarsi dietro una scala di 2/3 metri per fare foto diverse

avatarsenior
inviato il 03 Novembre 2020 ore 1:17    

@Andrea: no, è una foto che tra l'altro non ho nemmeno pubblicato. È un cartello blu che indica la svolta a destra ( sai quelli con le due frecce che biforcano?) appoggiato contro un muro, e le linee sul muro riprendono in maniera ingrandita la stesse direttrici delle frecce.
Però l'edificio è lo stesso, con inserti blu e giallo. Edificio interessante, tra l'altro, fotograficamente parlando!

avatarsenior
inviato il 03 Novembre 2020 ore 8:01    

basterebbe portarsi dietro una scala di 2/3 metri per fare foto diverse
a volte ci avevo pensato ma effettivamente

avatarsenior
inviato il 03 Novembre 2020 ore 8:15    

Ero a un matrimonio è come sempre quando ci sono fotografi e videomaker ufficiali non scatto quasi nulla, però la macchina me la porto. Ho fatto 5 scatti l'ultima volta e per uno mi sono sdraiato per terra sul prato, non era bagnato come quello di Pollastrini ma ero in giacca e cravatta! La differenza l'ha fatta il punto di ripresa e il fatto che i soggetti abbiano rapidamente “collaborato” stabilendo un contatto visivo empatico con quel folle che scattava.

Osare, uscire dalla sfera di confort, aguzzare l'ingegno per necessità, entrare in contatto con quello che si vuole fotografare... un po' è allenamento (come il pilota che gestisce continuamente il pericolo), un po' è sensibilità che fa si che non sia un semplice gesto meccanico, click e via.

Per Morgana, lette le sue ultime, la fotografia nasce proprio dall'aver toccato certi tasti e quindi esce fuori potente.

avatarsenior
inviato il 03 Novembre 2020 ore 10:20    

+++1 @Andrea.taiana

"[...] A volte è la filosofia e la poetica sottostante che porta a nuovi risultati."

***

@Morgana

"...ancorata al mio solito modo di vedere."

Sulle "variazioni" in chiave pur sempre critica [ "krinO", "krisiS" ] :





"Steps", Aleksandr Michajlovič Rodčenko - Mosca 1929




Un gentile saluto,
Ben




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