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inviato il 04 Ottobre 2020 ore 10:39
Claudio: Ho povato a resistere ma...anche se sono "diversamente giovane" non ci sono riuscito |
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inviato il 06 Ottobre 2020 ore 1:01
Nell'Europa occidentale, Roma non ha paragoni dal punto di vista storico e culturale (l'unica città che si può porre accanto a Roma è Atene). Quanti libri sono stati scritti su Roma e Atene? Non si contano, probabilmente. Che poi oggi Roma e l'Italia siano in declino, purtroppo è vero da qualche secolo, come già testimoniava Leopardi: "O patria mia, vedo le mura e gli archi E le colonne e i simulacri e l'erme Torri degli avi nostri, Ma la gloria non vedo, Non vedo il lauro e il ferro ond'eran carchi I nostri padri antichi. Or fatta inerme, Nuda la fronte e nudo il petto mostri. Oimè quante ferite, Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio, Formosissima donna! Io chiedo al cielo E al mondo: dite dite; Chi la ridusse a tale? E questo è peggio, Che di catene ha carche ambe le braccia; Sì che sparte le chiome e senza velo Siede in terra negletta e sconsolata, Nascondendo la faccia Tra le ginocchia, e piange. Piangi, che ben hai donde, Italia mia, Le genti a vincer nata E nella fausta sorte e nella ria. [...] " Però credo che dal punto di vista storico e culturale, l'Italia e Roma, nonostante il declino, proprio per la loro storia millenaria e il loro rapporto esclusivo (culturalmente) con la tradizione ellenica, non abbiano nulla da temere dalle altre nazioni. Ma a differenza della Grecia (culturalmente anche più avanzata di Roma, nel periodo classico), l'Italia è stata assoluta protagonista anche nel periodo medievale, rinascimentale, barocco e anche oltre (da Tommaso d'Aquino a Vico, da Bruno a Galileo, da Dante a Leopardi, da Fibonacci a Lagrange, da Giotto a Caravaggio, da Monteverdi a Verdi, eccetera, eccetera). Ancora nel periodo recente abbiamo avuto, nel campo scientifico, un Fermi e un Majorana, un Rubbia, fino a Giorgio Parisi. Per non parlare dei matematici Tullio Levi-Civita e Gregorio Ricci Curbastro, senza i quali Einstein non avrebbe potuto portare a termine la sua teoria della relatività. Sempre nel campo della matematica, non si possono dimenticare Giuseppe Peano, Renato Caccioppoli e Ennio De Giorgi (per citare i primi che mi vengono a mente). Eccetera. Da wikipedia in inglese, per quel che vale, per conoscere cosa si pensi dell'Italia all'estero, il nostro paese è giustamente considerato "a cultural superpower": en.wikipedia.org/wiki/Culture_of_Italy Una storia, quella italiana, in gran parte coincidente con quella greco-romana, con quella di Roma. |
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inviato il 06 Ottobre 2020 ore 12:13
Chiaramente non possiamo non apprezzare la grande cultura francese e tutto quello che ci ha regalato negli ultimi tre secoli, almeno dall'illuminismo in poi. Però non bisogna dimenticare che la loro bella lingua, la lingua francese, appartiene al gruppo delle lingue neolatine, cioè derivate dalla lingua che originariamente si plarlava nel Latium (pressappoco l'attuale Lazio). Non sono pochi poi gli italiani che hanno fatto le fortune della Francia, da Mazzarino a Napoleone. Infatti, la famiglia Bonaparte originariamente si chiamava "Buonaparte" ed era di chiara origine italiana. Lo stesso Napoleone forse da bambino non parlava bene francese, perché era italiano come madrelingua. Sua madre, Maria Letizia Ramolino, profondamente religiosa, decise di vivere in Italia, a Roma. Ma la lista potrebbe continuare (ad esempio, lo scrittore Émile Zola in realtà si chiamava Zolla ed era di origine italiana). Qui c'è una interessante pagina di Wikipedia al riguardo: it.wikipedia.org/wiki/Italo-francesi |
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inviato il 06 Ottobre 2020 ore 17:43
Daunio Di risate me ne sono fatte 4 e non due...due "de core" e due amare, perchè mi rendo conto che molti Italiani trascorrono le ferie andando a Parigi, Londra o dove altro ma in effetti non conoscono che poco e male l'Italia. Qualche anno fa ho ospitato una coppia di Siriani naturalizzati canadesi a cui feci girare un pochino il Lazio le Marche e la Campania (Pompei) alla fine del soggiorno, nel ringraziarmi mi dissero che avevano scelto l'Italia per la storia, l'arte la cultura etc. ma aggiunsero che non avrebbero mai pensato che i nostri panorami, totalmente diversi dai loro, potessero essere così belli e affascinanti... Padroni di non crederlo ma chiusero dicendo che per loro (grossi viaggiatori) l'Italia era se non il più bel Paese visitato, sicuramente uno dei più belli considerando anche le modeste distanze tra le innumerevoli cose da vedere; può darsi fossero stati un pochino eccessivi con le lodi...ma rimane che noi prima di andare all'estero dovremmo imparare a conoscere meglio l'Italia |
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inviato il 07 Ottobre 2020 ore 12:53
Daunip e Fastgiaco: è il nostro 'solito' atteggiamento che disturba. In molti altri paesi su cerca di valorizzare il molto o il poco che si possiede. Da noi e sempre stati così. Non abbiamo un briciolo di orgoglio nazionale...a prescindere. Per noi è tutto bello e migliore quello che si fa all'estero non conoscendo o conoscendo poco quello che abbiamo noi e quello che hanno gli altri (e qui ne abbiamo avuta chiara riprova). In realtà probabilmente la scarsa conoscenza non è solo nostra ma anche di altri popoli, ma almeno loro hanno orgoglio e amore per il proprio Paese e per le proprie cose. Da noi sembra che ci si debba vergognare ed evidenziare solo lati negativi. L'ignoranza esiste dovunque ma il nostro spirito di coesione, di popolo lo riscopriamo solo se vinciamo un mondiale. Chi esporrebbe sulle proprie case una bandiera come è tipico in USA ma anche in tutta la Scandinavia o in Inghilterra, Scozia, Francia ? Noi ce ne vergogniamo. E non sarebbe nazionalismo, ma, appunto, solo orgoglio e amore |
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inviato il 08 Ottobre 2020 ore 17:49
Purtroppo è vero che l'Italia si trova in una fase di declino, ma questo per fortuna non cancella il passato. Volevo quindi aggiungere un paio di curiosità, dedicate ai disfattisti e agli esterofili. La prima è che l'italiano è la quarta lingua più studiata al mondo, dopo inglese, spagnolo e cinese: www.agi.it/cronaca/italia_francia_lingue_piu_studiate-5048814/news/201 Esatto, l'italiano è la quarta lingua più studiata, prima del francese! Chiedo ai disfattisti: perché mai??? La seconda curiosità è legata ai siti UNESCO. La Francia è quarta al mondo dopo l'Italia, la Cina e la Spagna per quanto riguarda il numero di siti UNESCO dei "patrimoni dell'umanità". L'Italia è prima con 55 siti, mentre la Francia è quarta con 45 siti: whc.unesco.org/en/list/ Ovviamente, avrei molto da ridire su questi numeri (la differenza, a favore dell'Italia, dovrebbe essere molto maggiore, sia nei riguardi della Francia, sia nei riguardi degli altri paesi). Sta di fatto che l'Italia è prima ed è questo quello che conta (ma la differenza, ripeto, dovrebbe essere maggiore). Non bisogna però cadere, come ha fatto un mio conoscente, in forme più o meno gravi di campanilismo. Questo mio amico si era addirittura convinto che Shakespeare fosse italiano e che il suo vero nome fosse Crollalanza. Non ho idea da dove abbia tirato fuori questa strana e curiosa teoria, che mi sembra, appunto, alquanto campanilistica! |
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inviato il 08 Ottobre 2020 ore 19:18
E che dire del fatto che la Francia è seconda per numero di musei, ma l'Italia ne ha 4 volte tanti!?! P.S. vorrei vedere se la Francia non avrebbe anche lei problemi economici a mantenerne in piedi altrettanti |
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inviato il 08 Ottobre 2020 ore 21:47
vogliamo parlare del bidè? |
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inviato il 09 Ottobre 2020 ore 11:47
perchè no... ma anche degli spazzolini da denti...sembra ne usino in comune 1x2 l'ho letto nni fa in una statistica...però,sinceramente non ci credo molto... |
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inviato il 09 Ottobre 2020 ore 12:26
Non credo che sia nemmeno il caso di fare graduatorie e di esaltare comportamenti del tipo "noi siamo migliori degli altri"; a mio parere essere consapevoli dei nostri punti di forza, ed esaltarli è un atteggiamento non solo giusto ma che ci permette di migliorare. Insomma il disfattismo, il lamentarsi non producono niente di positivo, anzi, determinano immobilismo. Molto meglio, prendendo spunto dal passato, rimboccarsi le maniche, fare, sforzarsi di migliorare prima noi stessi (anche culturalmente) e non piangerci addosso |
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inviato il 11 Ottobre 2020 ore 13:40
Claudio, hai ragione. |
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