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inviato il 23 Agosto 2020 ore 20:45
Penso che spesso il rapporto tra fotografo ed elementi compositivi sia ribaltato: parte spontaneamente uno scatto a un'inquadratura che "paga l'occhio", poi ci si accorge che c'è la fila di triangoli, il segmento aureo o la spirale. Hai usato la parola giusta..."spesso" e vale anche per quelli famosi A volte l'istintività vale più di mille accorgimenti compositivi anche se in tutta onestà bisognerebbe anche considerare il genere fotografico. |
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inviato il 24 Agosto 2020 ore 12:40
@andrea ferrari sei proprio sicuro che il soggetto di quella famosa foto non nasconda invece una regola ,piu o meno latente? Guarda che ,secondo me ...e quindi tutto contestabile, l'orizzonte inclinato in questo caso da forza ai soggetti(orizzontali) in primo piano e le linee immaginarie convergono tutte sull'ombrella che copre i volti facendo rispostare lo sguardo verso le persone a dx :-) ma le mi esono fantasie notare che i soggetti in orizzontale sono due ,la coppia e la bambina |
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inviato il 24 Agosto 2020 ore 12:52
Le regole servono a rendere le cose prevedibili e ripetitive, anche in fotografia, pero' ,anche sapendo cosa attira l'attenzione dell'osservatore,e' possibile realizzare la fotografia che vogliamo,cioe' che piaccia anche agli altri. Lo sguardo dellìosservatore e' attratto dagli occhi dai volti dalle parole,linee ben visibili immaginarie,dai contrasti. Non sono regole ma aiutano a comporre |
user177356
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inviato il 24 Agosto 2020 ore 13:17
Io ogni volta che sento parlare di regole compositive, oppongo il concetto di principio compositivo. Il principio sostiene che ad un certo schema di disposizione degli elementi visivi nell'immagine corrisponde una reazione, non necessariamente conscia, da parte dell'osservatore. Quindi non si tratta di rompere le regole, ma di usare o meno un principio (o preferirne uno ad un altro, in funzione di ciò che si intende generare nell'osservatore). Ovviamente, quando un principio è usato in modo diffuso e prevalente, come quello dei terzi, finisce per essere percepito come una regola, e utilizzare un principio diverso viene visto non come funzionale ad un diverso obiettivo, ma come una trasgressione (da ammirare o esecrare a seconda dei casi). “ Si parla spesso di regole, ma poi io sento solo orizzonte e regola dei terzi. „ Nella fotografia architettonica c'è quella delle linee verticali parallele, ma qui e altrove è pieno di foto di edifici che convergono in alto. In questo caso non si tratta, credo, di violare la regola , ma di ignorare il principio . Anche la "regola dei terzi" diventa "regola dei due quinti", ovvero le linee verticali in un'immagine nel formato 3:2dovrebbero trovarsi in prossimità dei 2/5 della distanza dal margine (e non un terzo, quindi). C'è poi la necessità di fermare lo sguardo dell'osservatore verso e oltre i punti di fuga prospettici (quando non sia unico e centrale) con elementi verticali sul margine dell'immagine. Insomma, ci sono un sacco di principi specifici di questa categoria. |
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inviato il 24 Agosto 2020 ore 13:32
Andrea ha detto tutto |
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inviato il 24 Agosto 2020 ore 14:35
Io le regole le vedo in modo inverso: nel senso che alcune vanno rispettate per non avere un risultato scadente. Un paio di esempi a caso: - l'orizzonte leggermente in pendenza, che se non voluto irrita (a volte irrita anche se voluto) - l'albero o il lampione che sbuca dalla testa del soggetto - i piedi tagliati di un soggetto in piedi (e poi magari un'infinità di inutile spazio sopra) Quella dei terzi per me non è una regola, semmai un piccolo aiutino che a volte fa comodo. Se considerato come regola diventa un inutile vincolo. |
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