user177356
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inviato il 28 Luglio 2020 ore 12:33
“ anche se viene lanciato dall'applicativo DxO, vedo che crea un TIFF „ Come accennavo, usando una pluralità di software nel mio workflow tipico, preferisco salvare in TIFF ad ogni passaggio, in modo da avere le lavorazioni intermedie sempre disponibili. Non uso mai plug-in, per capirci, solo la versione stand-alone de programmi. “ bisogna fare attenzione all'esagerazione del dettaglio con silverefex (ma anche con qualsiasi post-trattamento) sopratutto se hai sviluppato gia i raw con c1 o dxo che aggiungono per default una bella dose di sharp senza tuttavia creare artefatti ma basta forzare un po sulla structure e texture con silverefex per che i dettagli siano esagerati e artificiali „ Ad essere del tutto onesti, le mie foto non sono e non intendono essere realistiche, altrimenti non userei SilverEfex. In ogni caso, difficilmente sposto dallo zero i cursori di struttura, il file che gli passo è già al livello (per me) ottimale di sharpening. Sto ripassando alcune foto che avevo postprodotto con SilverEfex cercando di ottenere gli stessi risultati in C1. Il processo è più lungo, ma i risultati sono migliori per quanto riguarda la qualità dell'immagine. In alcuni casi, però, è davvero impossibile ottenere risultati analoghi se non perdendoci ore. |
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inviato il 28 Luglio 2020 ore 14:24
A parte che versioni intermedie le salvo lo stesso nel formato dell'applicativo e poi le faccio fuori ma le ultime ver. di PS hanno tanti strumenti nativi per poter fare il roll back che vanno usati. A me la comodità di PS manca, ma non digerisco i canoni della nuova politica Adobe (e non solo) |
user177356
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inviato il 28 Luglio 2020 ore 16:17
il mio workflow tipico è: 1. Sviluppo RAW in DxO Photolab: correzione distorsione, denoising, lesns sharpening ed esportazione in TIFF (o in TIFF multipli se [a] HDR, panorami/composizioni o [d] "no people"); 2. Acquisizione del TIFF in [a] Aurora HDR o Autopano Giga o [c] PhotoShop (quest'ultimo anche per altri ritocchi, come estensione del cielo o rimozione di elementi di disturbo); 3. Salvataggio dei files nel formato dell'applicazione utilizzata al punto 2 ed esportazione in TIFF. In caso di ritocchi che si aggiungono all'HDR o al panorama, avrò un ulteriore passaggio in PhotoShop, anche questo salvando il file in due formati: proprietario e TIFF; 4. (eventuale) Acquisizione del TIFF in DxO PhotoLab per correzioni prospettiche e salvataggio di un nuovo TIFF; 5. Acquisizione del TIFF in C1 o in SilverEfex per la conversione in b/n e gli interventi "creativi". Insomma, per ogni foto che postproduco mi trovo con almeno tre files intermedi, più spesso sei o sette Per me è indispensabile, perché nel 99% dei casi ritorno sulla post due o tre volte, a distanza di tempo, spesso per modifiche minori ma talvolta anche per stravolgerla. |
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inviato il 28 Luglio 2020 ore 16:29
Perfetto, io butto sempre tutto e dato che spesso salvo delle versioni finali più leggere, mi ritrovo a volte mesi dopo prima di andare in stampa a dover rifare tutto da capo. |
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inviato il 28 Luglio 2020 ore 16:37
Anche io non tengo nulla. Ogni post è storia a se. Se voglio reinterpretare riparto da zero. Alla fine tengo solo il jpg finale, anche perché spesso si tratta solo di rivedere un po' la composizione. Anche io in ogni caso due o tre programmi li uso per ogni foto. Per quanto riguarda la stampa la pratico purtroppo poco, ma devo fare qualche tentativo prima di ottenere un risultato per me accettabile, quindi si parte da zero senza se e senza ma. |
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