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inviato il 25 Luglio 2020 ore 14:31
Le attrezzature fotografiche sono strumenti fatti di metallo plastica e vetro che non possono che essere semplicemente usati con minor o maggior profitto da un fotografo. L'unica e autentica ragione di fabbricare e vendere attrezzature fotografiche consiste nelle foto che ci si possono fare. Qualsiasi canikon/sony/fuji/panaleica è un insieme di pezzi di vetro metallo e circuiti utile per scattare foto. Il mito delle attrezzature e dei marchi nasce nella categoria dei fotoamatori, che si appassiona facilmente a confronti e considerazioni che non hanno nulla a che vedere con l'attività di scattare fotografie. L'unica cosa che conta sono le fotografie: www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3656537&l=it I miei due cent |
user19933
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inviato il 25 Luglio 2020 ore 19:05
Io sono d'accordo, contano solo le fotografie, meno i pixel, però ho rispetto per tutti i tipi d'approccio finché non se ne fa una religione oppure un “-ismo”: www.magnumphotos.com/ |
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inviato il 25 Luglio 2020 ore 21:10
All'uscita dell'af ultrasonico canon, minolta falli' e pentax con altri marchi fu acquistata per una manciata di monete. Chiusero leica, contax.... la fotografia è andata avanti lo stesso. Non credo proprio che l'eventuale fallimento canikon o Olympus cambi nulla in termini di produzione di fotografie. Nessuno è insostituibile. Solo le fotografie restano. |
user12181
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inviato il 26 Luglio 2020 ore 2:46
Credo che il discorso di Nessunego sia "metafisicamente" corretto. Io però mi preoccupo più di altre forme di condizionamento della nostra visione della realtà, di ordine "morale", pratico, che credo siano più potenti. Per esempio, il fatto che AP sia statunitense (che sia no profit ha importanza molto marginale). La buona, buonissima, notizia è che i sinistri scricchiolii che da decenni sembrano segnalare la crisi delle strutture che condizionano l'interpretazione dominante della realtà (come diceva qualcuno, non ci sono fatti, ma solo interpretazioni), questi scricchiolii, stanno ormai diventando rumori assordanti. La cattiva notizia è che, se finalmente l'orizzonte sembrerebbe tornare ad apparire un po' più libero, dobbiamo ammettere che non è affatto sereno... |
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inviato il 26 Luglio 2020 ore 10:21
Concordo con Murmunto, sulla prima parte del suo discorso. Però non so a quali rumori assordanti ti riferisca e quali siano i sinistri scricchiolii delle strutture condizionanti l'interpretazione della realtà. Inoltre non c'è non c'è mai limite al peggio, ricordiamoci il detto "il fondo l'abbiamo toccato, adesso iniziamo a scavare". |
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inviato il 26 Luglio 2020 ore 11:32
Quasi sicuramente la A.P. paga le macchine molto ma molto meno di quanto costano (o gliele fanno costare) altri Brand ecco perchè ha scelto Sony, sono pratiche commerciali, purtroppo, tanto poi chi paga e l'acquirente "normale" professionista o no.. Ho una cara amica fotografa Reuter che mi diceva che quasi tutte le macchine e le ottiche (canon) erano oltre il limite ma i crucchi non ci pensavano proprio a comprarne di nuove anche perchè la casa giallorossa pare non abbia proposto sconti significativi, questo per la verità qualche anno fa...ora non saprei.. |
user12181
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inviato il 26 Luglio 2020 ore 12:14
Taiana, sono stato un po' criptico, ma quel che sta avvenendo negli USA di Trump (che non è uno piovuto dal nulla, non è una patologia accidentale) è sotto gli occhi di tutti, purtroppo all'orizzonte c'è la Cina.... Paul Krugman (non l'ultimo degli arrivati): www.nytimes.com/2020/07/23/opinion/us-italy-coronavirus.html Pensa tu a cosa si sono ridotti. L'Italietta come modello... Non è un episodio marginale, segnala un problema profondo. È come perdere una guerra, e qui sono un hegeliano di provincia. Krugman no, però ci arriva per conto suo: "After three and a half years of Making America Great Again, we've become a pathetic figure on the world stage, a cautionary tale about pride going before a fall." |
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inviato il 26 Luglio 2020 ore 12:31
“ É un bene che l'informazione visiva da parte di Associated Press sia appannaggio del "modo di vedere" di sensori e algoritmi di un unico brand? „ certo,se sony paga come hanno pagato in passato anche altri è giusto così?chi ti dice che tutti quelli dell'AP useranno sony per lavorare?certi fabbricanti di lubrificanti mettono sulla formula lo stesso adesivo dell'olio lubrificante che uso per la mia auto,dubito però che lì'olio lubrificante sia lo stesso.La foto della stella,natura,reportage potrebbe esse fatta pure con una macchinetta da 100€,poi sicuro esce al pubblico che è scattata con l'ultima lente e fotocamera sony.Ci sono fotografi "famosi" che ancora oggi si ostinano a dire non passerò mai al digitale,perchè con l'analogico hai un valore in mano,negativo o stampa,poi corrono al leica store a comprarsi o perchè gliela regalano l'ultima leica M digitale e lavorano con quella |
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inviato il 26 Luglio 2020 ore 14:34
Di questa vicenda posso dire solo "bravi quelli del marketing Sony". Hanno capito che puntare ai professionisti (che fanno poco budget) si arriva poi ai non-professionisti (che fanno tanto budget). Come lo sa benissimo anche Canon. I fotoamatori puntano alle attrezzature dei professionisti. Se le hanno loro, anche io potrò forse fare belle fotografie con quelle attrezzature. |
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inviato il 26 Luglio 2020 ore 23:49
“ Tutte le fotocamere usate da chi produce immagini per il grande pubblico rientrano ampiamente dentro il confine di un paradigma tecnologico al cui interno non si producono differenze così sostanziali da influenzare il pensiero di chi fruisce delle immagini. Questo senza negare che differenze ci siano „ Esattamente: a meno che uno non apra il file raw con un editor di testo, non ci si può accorgere delle differenze. “ per capirci con un esempio se tutti scattassimo con una macchina a pozzetto waist-level produrremmo foto diverse rispetto ad una Leica a telemetro. „ Vero, ma di fatto si parla sempre della stessa tipologia di macchina: non credo che ci sia qualche giornalista che vada in giro con il banco ottico, per esempio... |
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