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qualità luce, qualità sfocato


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user188665
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inviato il 23 Luglio 2020 ore 13:45    

leggendo qua e là mi è venuto qualche dubbio, e vorrei quindi conoscere le vostre opinioni. Ho ben presente che in fase di scatto la pdc viene influenzata da lunghezza focale diaframma e distanza dal soggetto, ma mi chiedevo: e la luce?

ad esempio un mezzo busto ambientato in un prato, 200mm f4: con luce dura gli steli d'erba subito dietro appariranno leggermente più nitidi? o sarà solamente lo sfocato più nervoso? viceversa, serve per forza una luce morbida per migliorare il bokeh, oppure in qualsiasi condizione non cambia nulla?



avatarsenior
inviato il 23 Luglio 2020 ore 13:56    

?? che intendi per luce morbida o dura? Chiaramente quando il contrasto è basso i contorni non sono nitidi, o meglio con acutanza bassa i contorni non sono molto netti. Ma lo sfocato dipende dal trasformare un punto in un area, piccola ma in un'area a causa del fatto che il piano focale è uno e non si dovrebbe tener conto della profondità di campo

avatarsenior
inviato il 23 Luglio 2020 ore 14:03    

E chiaro che la luce influenza i risultati, del resto anche come e' costituito lo sfondo ha il suo impatto , un conto e' avere dietro un lenzuolo colorato un conto una ringhiera .

user188665
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inviato il 23 Luglio 2020 ore 14:29    

rubo uno scatto a Giuseppe, per farmi capire meglio

www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3621303&bk=m-2-&l=it

le spighe sono molto morbide: tale morbidezza, soprattutto vicino alla modella (quindi nella zona più influenzata dalla pdc) avrebbero la stessa morbidezza sia a mezzogiorno, che nelle ultime ore del giorno?

avatarsenior
inviato il 23 Luglio 2020 ore 16:02    

beh io credo vista l'entità dello sfuocato, non ci sarebbe nessuna differenza nè a mezzogiorno nè nelle ultime ore del giorno

user207512
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inviato il 23 Luglio 2020 ore 16:22    

La morbidezza sarebbe uguale, ma con lo sfondo colpito da una luce più intensa avresti più luminosità e magari qualche bruciatura che ti farebbero percepire lo sfocato più nervoso o comunque meno uniforme.

avatarsenior
inviato il 23 Luglio 2020 ore 16:48    

Francamente questo non mi pare un esempio probante dal momento che lo sfondo e il soggetto sono illuminati da due luci diverse, anzi sul soggetto di luci ce ne saranno anche più d'una.

Comunque a me queste illuminazioni sanno tanto di finto, di irreale, in una parola sanno di artefatto.

user207512
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inviato il 23 Luglio 2020 ore 16:51    

A me pare una luce con flash e softbox, niente di così estremo (pur essendo io uno che il flash non lo usa mai).

avatarsenior
inviato il 23 Luglio 2020 ore 18:01    

Certamente un softbox, probabilmente un flash di trequarti posteriore.
Nulla di estremo, certo, tuttavia sufficiente a creare delle evidenti discrepanze di illuminazione fra il primo piano e lo sfondo, per non dire degli occhi della modella per nulla "stressati" nonostante la abbagliante illuminazione ambientale.

Alla fine l'immagine è pure gradevole... ma decisamente artefatta!

user142859
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inviato il 24 Luglio 2020 ore 10:34    

Per quanto ne so io la qualità dello sfocato dipende esclusivamente dalle scelte fatte in fase di progettazione della lente.
In particolare la curvatura di campo, la sotto o sovracorrezione dell'aberrazione sferica, la forma del diaframma, l'assenza di astigmatismo e di coma.
Per esempio un'aberrazione sferica ben corretta comporta che le sfere di luce dei punti fuori fuoco risultano illuminate in maniera uniforme, questo le rende gradevoli da guardare e prive dei contorni più luminosi tipici delle lenti che privilegiano la nitidezza estrema del piano di messa a fuoco a discapito della qualità dello sfocato rendendolo nervoso e poco progressivo. Inoltre il diaframma arrotondato e con tante lamelle aiuta a rendere meno ruvido il passaggio da piani a fuoco a quelli fuori fuoco.
La luce non farà altro che accentuare eventuali "difetti" della lente.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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