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inviato il 08 Luglio 2020 ore 8:37
A volte mi chiedo se il faro sa di essere una luce nella tempesta... una cosa e' certa chiunque lo vedrà e arriverà alla metà lo ringrazierà e gli ricorderà che lui è un gran faro, portandolo per sempre nel cuore e nei suoi grazie. Oggi più che mai c'è la necessità che ogni uno di noi scelga il propio lavoro secondo le proprie attitudini naturali e capacità, e non per una nomea che non è la sua... un ipotetico guadagno facile o una strada lasciata da qualcuno, solo così potrà fare il propio lavoro con passione e non spingendo il giorno ... senza sapere che la vita scorre comunque. Chi Ama il suo lavoro non lavorerà mai nella vita, perché forse non si accorgerà di lavorare tutto il giorno, e il lavoro non sarà un qualcosa separato da se ma parte di sé... Oggi in ospedale vedevo come sempre chi faceva per tre e chi evitava anche di stare con sé... Spero tutto cambi presto... Oggi penso di aver trovato gli angeli che cercavo... Una cosa e certa tutti i lavori sono utili al prossimo, ma chi lavora in prima linea.....in ospedale o nelle valutazioni delle scelte altrui deve ricordarsi di mettere anche passione e cuore, perché ogni valutazione errata fatta senza consapevolezza può amareggiare e distruggere il cuore che credeva in lui...... e di sicuro ogni uno di noi raccoglierà quel che semina, magari in luoghi e tempi che non conosciamo. Di sicuro ogni impiegato della sanità o abito pubblico dedito al servizio della collettività, dovrebbe leggere almeno una volta all'anno il suo giuramento, ricordandosi anche che l'ovvio non necessitano autorizzazioni, in quanto rientra nelle possibilità individuali. Ogni operatore dovrebbe sempre essere al meglio con tanto di sorriso, per chi si presenta per un aiuto/necessita/richiesta di servizio, ma sopratutto per i propi colleghi che contano sulle proprie braccia, perché se viene meno il suo operato gli altri sono costretti a fare il doppio.... e non sempre possono riuscire nelle imprese impossibili... inoltre ogni richiesta di aiuto deve avere sempre le stesso opportunità al di la di quello che è accaduto il minuto prima. Mi auguro come sempre che l'attenzione verso ogni essere sia sempre massima... perché la sofferenza non ha età... Di sicuro un trauma creato ad un bimbo lo segna per tanto tempo, fino a quando un giorno saprà dare un senso diverso al dolore provato, ma anche un sorriso mancato ad una persona anziana ne può segnare la sua risposta spontanea alla reazione verso il problema. Spero che la medicina pubblica possa essere sempre al Top, perché chi sta male non deve avere soldi per curarsi, ma cuori a chi affidarsi. Riflessione personale. Schilirò Pietro Emanuele E che l'arcangelo della salute Raphael possa essere sempre accanto ad ogni operatore della sanità, al fine di poter operare grazie alle loro mani e cuore. Ieri in ospedale ho scritto queste due righe e li condivido con voi. Tutto risolto fortunatamente ho magari grazie a chi fa per tre con il cuore. |
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inviato il 08 Luglio 2020 ore 11:55
Quello che tu dici è vero e così deve essere. Purtroppo molto spesso si opera in contesti frustranti sia per le carenze di organico che di strumentazioni adeguate. Poi, purtroppo, essendo dirigenti i medici vengono caricati di funzioni burocratiche che non dovrebbero essere di loro competenza. Da questo deriva uno stress che qualche volta diventa oltre ogni limite. La stanchezza fisica e mentale protratta negli anni può fare perdere di lucidità. Non bisogna mai comunque dimenticare che fare il medico deve essere legato ad una forte passione. Il cittadino comunque deve essere consapevole che i tagli alla sanità possono cinvolgere la sua salute. Ciao, Carmelo |
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inviato il 08 Luglio 2020 ore 13:09
Grazie Carmelo, per le tue parole che arricchiscono di sicuro il mio sentire. Infinite grazie e speriamo che tutto migliori Un caro abbraccio a presto. |
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inviato il 08 Luglio 2020 ore 14:16
L'anno scorso l'ho passato in ospedale per mio padre. Solo nell'ultimo mese ho avuto problemi, con i medici. Sai è difficile arrendersi all'idea che tuo padre questa volta non ce la farà, che pensavi di essere entrato in ospedale come altre volte e che invece questa volta no, è proprio l'ultima eh perchè bisogna decidere eh, che lo mandiamo all'hospice perchè insomma, sarà questione di qualche giorno e ti crolla tutto perchè sì, si sa che si muore tutti, ma quando te la trovi di fronte e guarda proprio nella direzione di qualcuno a cui tieni eh non è facile, cerchi di metterti in mezzo, di proteggere, ma lo sai come finirà. Però ricordo tutti gli infermieri (i medici meno) con affetto, e ancora oggi quando in macchina faccio la strada che ci portava insieme all'ospedale per le visite mi vengono in mente loro. |
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inviato il 08 Luglio 2020 ore 15:31
Moreno ho vissuto la tua storia quando avevo 20 anni, e ti sono vicino, ricordo tutto come ora... mi sono legato molto a mio padre in quel momento, un giorno mettendomi nei suoi panni mi sono posto questa domanda e se ero io dove andavo, e la prima risposta che mi e venuta in mente è stata, continuero ad aiutate e fare esperienza nel cuore di chi amo, senza alcun giudizio ma solo con lampi di luce, e quindi ormai lo sento come uno dei miei angeli custodi, come quella voce che mi dice dai io sono con te e mi da sempre coraggio e sostegno, e come sempre un mio sentire e nulla più... Hai detto bene non sai mai come finirà, penso che una cosa grande sia accompagnare al meglio chi sta male, sempre con fiducia e luce, poi il gran Dio Amore saprà sempre scegliere il meglio per noi.... Grazie infinite per la tua storia... Un abbraccio grande a te e a chi porti nel cuore... Con affetto Pietro |
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