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inviato il 20 Aprile 2020 ore 12:40
“ Ma è così difficile accettare che un negativo, come un RAW, se non viene post-prodotto è lettera morta? Assolutamente no, è un dato di fatto. A questo punto, però mi chiedo, è così difficile ammettere che sviluppare un negativo e post produrre un file sono processi profondamente differenti così come lavorare il marmo con martello e scalpello è cosa ben differente da produrre la medesima statua con una stampa 3d? „ Passaggio contraddittorio. La prima frase (che è una citazione a me) dice che senza post produrre un negativo il negativo è morto, la seconda dice che è vera "... è un dato di fatto..." ma poi dice che non è vera, non è un dato di fatto, e che bisogna cambiargli nome. Boh, decidetevi. Sottolineata questa contraddittorietà, la stampa 3D non c'entra nulla. Il corretto confronto è parlare di scalpello e martello a forza di braccia vs. l'utilizzo di martelli e scalpelli elettrici o a motore. Oppure decidete voi che è fotografia solo quella a pellicola e non quella numerica. “ Sono più preoccupato per il fatto che fra non molto chiameremo il telefonino:- "dottore!". „ classica risposta nonsense a cui rispondo: ma martello e scalpello lo utilizza pure il muratore quindi è uno scultore pure lui COMUNQUE: siete in aperto contrasto contro tutto il settore della fotografia professionale e/o artistico che già ha deciso cos'è fotografia, cosa no, e cosa è post-produzione. In realtà siete l'equivalente dei no-vax. Badate, non lo dico per insultare o prendere in giro ma il processo che ci sta dietro è lo stesso. La questione non è cosa penso io ma cosa pensa tutto il settore della fotografia professionale e/o artistico. Come per i novax ci sono gli eretici a cui si appoggiano i novax, ma sempre novax restano e qualcuno ci si è pure fatto bannare dal sito, qualche mese fa. Qui c'è chi ha deciso già cosa è fotografia e cosa no, nulla gli farà cambiare idea ed ogni tanto tira fuori un nuovo giochetto da novax, come questo della differenza tra camera chiara e camera oscura, ma giochetto da novax resta. E ripeto, non conta quello che dico io ma quello che già si sa. Buon Divertimento |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 13:13
A tal proposto ieri ho controllato un sito per fare la spesa on line,dove c'era la chat per fare alcune domande,ma le risposte erano un po' strane sembravano pre impostate, come la sintesi di domande ricorrenti,non rispondevano "veramente". Una volta sono andato in un laboratorio professionale, che avevo trovato sull'almanacco di fotografare. Il laboratorio sembrava un capannone ma avevo parlato col propietario,ma non ho idea di come fosse la camera oscura del laboratorio professionale, che serve molti clienti,rispetto all'idea della stanza piccola angusta di fortuna, con tutte le bacinelle e i fili appesi per fa ascigure le stampe. Qualche organo superiore, o ente istituto, potrebbe un giorno dedicarsi all'enunciazione dei princìpi della fotografia moderna. |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 14:29
Non vedo contraddizione nelle mie affermazioni. Il negativo andava sviluppato e magari stampato, ovvio che si. Poi asserisco che quella correttamente dobbiamo chiamare sviluppo e stampa è cosa ben differente alla post produzione digitale che sia fatta su jpeg o raw che sia. Dire che entrambe necessitano di un intervento post scatto e sostenere altresì che questè due pratiche siano profondamente diverse non è contraddittorio. Hanno in comune solo la finalità e una coincidenza temporale, ma risultano così profondamente differenti nei mezzi, che non possiamo far finta di non vederle solo per cercare di nobilitate ad ogni costo una modernità che non ne ha bisogno. I mezzi sono diversi, le capacità richieste sono diverse, il modus operandi è talmente diverso e si spinge così profondamente nella pratica da modificare talvolta, sempre più spesso a dire il vero, anche la stessa fase di ripresa, e qui gli esempi sarebbero molteplici. Per questo, dico che a mio avviso sarebbero il caso di coniare un nuova terminologia al fine di distinguere due pratiche che di fatto sono già distinte e profondamente diverse. Cosa pensi poi il mondo professionale lo so bene e francamente non vedo cosa centri con questa affermazione. Le presunte similitudini con manifestazioni di pensiero come i no vax e compagnia,che nulla hanno a che fare con il tema qui dibattuto, non le commento neanche perché troppo lontano ci porterebbero dal tema fotografico. Chiudo dicendo ancora due cose. innanzitutto mi auguro che si superi un atteggiamento di contrapposizione che non trovo utile. Secondo, a proposito del mondo professionale, non conto più il numero di volte che ho sentito la frase:" tanto poi c'è photoshop". Questo per dire quanto si sia spostato il peso dallo scrivere con la luce al scrivere con i bit. |
user90373
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 15:06
“ @ Mtdbo COMUNQUE: siete in aperto contrasto contro tutto il settore della fotografia professionale e/o artistico che già ha deciso cos'è fotografia, cosa no, e cosa è post-produzione. „ Spero lei possa sempre esser dalla parte della ragione, ma perchè questo sia possibile ci vuol comunque qualcuno da considerare dalla parte del torto. Per la sua stessa autostima non insista nel voler farmi cambiare idea. Se vuole traduco in termini più comprensibili, anche se meno insinuanti. |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 15:52
Se solo conoscesse veramente quel pezzo, solo allora capirebbe quanto sta utilizzando in maniera erronea quella citazione e quanto la stessa le si addice. Non è questione di numeri, è questione di forma mentis. Quel pezzo condanna proprio la sciatteria di idee. Non ci tengo a farle cambiare idea, ci tengo a ribadire che ha torto, perché non creda che l'assenza di voci contro sia giustificazione per i vaneggiamenti di uno che idolatrava occhi di pennuti, bannati per maleducazione congenita. Siete nel torto, punto. |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 16:29
“ Sottolineata questa contraddittorietà, la stampa 3D non c'entra nulla. Il corretto confronto è parlare di scalpello e martello a forza di braccia vs. l'utilizzo di martelli e scalpelli elettrici o a motore. „ No, non direi proprio, il martello e scalpello elettrici o a motore sono comunque paragonabili a quelli a mano per il semplice fatto che se sbagli rompi o rovini irreparabilmente la scultura e devi re-iniziare daccapo con un nuovo pezzo di marmo; proprio come nel caso in cui sbagli lo sviluppo o la stampa: butti tutto e ricominci (nel caso dello sviluppo del rullo non puoi neanche ricominciare). Invece nella stampa 3D fai tutte le fasi al computer, puoi modificare e tornare indietro quante volte vuoi e solo alla fine schiacci un tasto e la stampante 3D realizza la “scultura”; esattamente come con la PP di un file: puoi agire sullo stesso quante volte vuoi senza danneggiarlo, se non sei soddisfatto di un passaggio torni indietro, ecc. e solo alla fine lo invii alla stampante e senza sorprese esce quello che hai sul monitor (a differenza di una stampa con ingranditore). A tal proposito trovo sempre molto "singolare" quanto da molti asserito riguardo alla stampa in casa; leggo di “emozioni nel vedere uscire la stampa”, esclamazioni e sensazioni che a mio modesto avviso vogliono scimmiottare quanto si dice/diceva relativamente alle stampe in camera oscura, con la “piccola” differenza che nel caso della camera oscura era davvero una sorpresa (e come tale poteva emozionare, oltre al fatto che era un lavoro lungo e incerto che se non andava bene bisognava ripetere daccapo) ciò che usciva dal bagno di sviluppo, mentre invece dalla stampante esce ciò che hai sul video e su quella stampa non si è intervenuti con le proprie mani, non la trovo proprio un'opera assimilabile a una pittura, una scultura, una stampa in camera oscura, ecc. |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 16:47
Quanta beata ignoranza! E quindi le fotografie dei laboratori un tanto al chilo? Quelli che negli anni 80 sfornavano centinaia di stampe l'ora tutte in automatico? Quella non è fotografia? Eppure non c'era Photoshop. Quale emozione dava allo sviluppatore? Ha ragione Daniele, fate polemica per il gusto di farla, privi di qualunque base, divertitevi cari novax fotografici. Tolgo il disturbo, ricordandovi che avete torto, torto marcio |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 17:26
Infatti, non credo che lo stampatore un tanto al chilo provasse particolari emozioni, ma che c'entra? Io sto paragonando il fotoamatore che stampa da se una foto in camera oscura e il fotoamatore che stampa da se con una stampante. A me le due cose non danno proprio la stessa sensazione (e non do lo stesso valore ai due risultati), poi boh, magari solo a me fa questo effetto. |
user90373
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 18:23
@ Mtdbo Sta accadendo, prima di ogni più rosea previsione! Bit, al posto dei neuroni! |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 18:41
Quindi c'è camera chiara e camera oscura. Ma poi c'è differenza tra camera oscura e camera oscura. Male quella automatica e di conseguenza via tutte le foto a colori sviluppate nei laboratori, resta solo il BN. Ma anche qui, solo il BN fatto in casa, senza automatismi. E poi, vogliamo accettare i negativi fatti con macchina a pellicola, ok, ma che macchina? Di certo senza AF, buoni tutti a mettere a fuoco, e poi? Via gli automatismi, solo M! E basta? Ma no! Capaci tutti a fare foto con l'esposimetro! Mica sarà la stessa cosa di chi scatta senza esposimetro. E via mettendo vincoli tecnici, scordandosi cosa di sta inquadrando, perché quello è inutile, quello non è fotografia. Fotografia è con cosa l'hai scattata e sviluppata. GENI!  |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 18:43
Ho espresso una mia idea, una convinzione maturata nel tempo e nella pratica di entrambi i mondi, lontano da assolutismi che lascio volentieri ad altri. Non ho espresso nessun giudizio e nessuna scala dei valori, ma solo ebmvidenziato differenze che sono tanto marcate quanto palesi. Parole come " avete torto. Punto." Credo siano sufficientemente esplicative su un modo di porsi contro, che non serve a nessuno. Del resto la fotografia porta con sé dalla nascita un elemento di conflittualità, basti pensare alle polemiche dei primi momenti tra pittura e fotografia, pittura e pittorialismo... Del resto la fotografia si è sempre caratterizzata per mescolare in maniera indissolubile arte e tecnica, artigianato e tecnologia, creatività e metodo. Per questa sua stessa natura, con il progredire della tecnologia era destino che la fotografia stessa evolesse, l ha sempre fatto e nessuno può negarlo. Oggi mi chiedo se sia giunti al punto in cui, fermandosi un attimo e prendendosi del tempo per guardare indietro, non dobbiamo forse constatare che le piccole ma continue evoluzioni che l uomo moderno chiama progresso, ci hanno portato così lontano che oggi l asino che cavalcavamo all inizio del ns viaggio si è trasformato in un cavallo prima e in una autoveicolo che parcheggia da solo oggi, e che guiderà da solo domani. Sarà anche progresso, svolge sempre la funzione di portarci dal punto A al punto B ma nessuno si sognerebbe oggi di dare del fieno ad un automobile o peggio della benzina ad un quadrupede. Ho chiaramente voluto usare un iperbole per rendere evidente il concetto. Forse non siamo ancora giunti così distanti dal punto iniziale, ma la strada è segnata. I segnali di una biforcazione simile a quelli della albero evolutivo sono evidenti. Il punto di contatto è vero rimane ed è forte, è sempre la luce ad impressionare o sensibilizzare, insomma a dar vita a tutto quello che verrà dopo. E tutto il "dopo" che è profondamente cambiato. E non mi pare poco. Saluti. |
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inviato il 20 Aprile 2020 ore 19:05
Per cui, e concludo, per rispondere al quesito posto nel titolo, io penso che la risposta non possa che essere No, non sono la stessa camera. Partono più o meno dallo stesso punto o almeno da due punti vicini tra loro, e spesso hanno almeno l intento di giungere ad uno stesso traguardo ma per farlo percorrono strade ed impiegano mezzi molto (e sempre più ) differenti. Per cui, metaforicamente parlando, non possono essere la stessa camera. |
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