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Colleghi di partite iva come ve la state passando?


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avatarsenior
inviato il 24 Marzo 2020 ore 19:21    

Anche io straquoto salt, alle e ogni singola parola si jeandemetZ. Noto che si sono molti autonomi qua, di cui tanti liberi professionisti ma che sapete prenderr le cose con piu cautela e cognizione, a diffefenza della marmaglia he affolla questi famosi gruppi p.iva che adesso sonocsu fb, che invece di essere costruttivi non fanno che ripetere le stesse cose, azzuffarsi, prendersela con lo stato..insomma..le solite cose da facebook, che penso sappiate bene ( infondo le azzuffate capitano spessissimo anchequa). Io concordo col dire che in parte, sono anche fortunato. Le mie spese ( e grazoe a dio nn ho leasing della macchina da pagare perche ho atteso di cambiare la mia laguna del 2008 che infondo ha solo 355.000 km) oltre contributi e commercialista non ho altre spese e stiamo cerxado anche di ridurre le familiari. C e srmpre qualcosa su cui poter tagliare. Avevo due negozi dal 2000 al 2006 con due dipendenti. Fosse capitato oggi sarebbe stata una carneficina con le spese. Poi ci sono i dipendenti, che al solo pensiero di una riduzione di una percentuale di stipendio ( in questo caso gli statali) scenderebberp col forcone per strada altro che blocchi. Ricordo quando un mio familiare che lavorava presso un ufficio provinciale si trovo col dissesto finanziario e l abolizione della provincia di caserta, a non essere pagato per un paio di mesi. Tragedia greca!!! E parliamo di stipendi solo posticipati, per me e all ordine del giorno anzi..trimestre!
Quanti di voi sono dipendenti, obbligati ( non per volonta con scusr di malattia etc non mi azzarderei mai) a restare a casa ora e a pieno stipendio ?
Ve lo dico io : tutti coloro che in quei giorni, sprexzanti del pericolo , si fanno attaccare dalla scimmia prr cambiare corpo macchina o comprare qualche obiettivo nuovo

avatarsenior
inviato il 24 Marzo 2020 ore 20:03    

Io continuo a lavorare, no cassa integrazione.
Sono tranquillissimo, anzi mi va pure bene.
Faccio il tecnico elettronico per gli impianti dei caselli autostradali, e in questo periodo non essendoci più l'80% del traffico non ci sono più la maggior parte dei guasti.
Mi dedico alla manutenzione in tranquillità Cool

avatarsenior
inviato il 24 Marzo 2020 ore 20:44    

Ahhh.. sei quello a cui quando salti da un casrllo all altro e c'è coda, ti bestemmiano dietro peggio dell arbitro che da un rigore inesistente alla juvrMrGreen scherzi a parte sei fortunato.lavorare non e mai stato un privilegio come inquesto periodo

user198779
avatar
inviato il 24 Marzo 2020 ore 21:45    

Come faranno a recuperare certi settori ristorazione, spettacoli e turismo dopo mesi di chiusura totale , sono introiti persi irrimediabilmente con un clientela impoverita che dovrebbe andare al ristorante o al cinema 4 volte al giorno per poter recuperare il fatturato perso.


avatarsenior
inviato il 24 Marzo 2020 ore 21:55    

Tu ti preoccupi del perso? Anche del prossimo devi prnsare. Nei luoghi turistici Frequentato dagli stranierinnn vedranno x tanto tempo lavoro. Cercheremo di ripopolare noi italiani ma nn so la proporzione ma x un italiano che va all estero, ne arrivano 3 da fuori. Quella e una tragedia. Io sto nel settore edile, e riflettevo che forse questo periodo ha fatto riapprezare un po il valore della casa, l unico rifugio cheabbiamo, sempre. E dato che si viaggera di meno a magari pensare meno alle cavolate,gli italiani ritorneranno a rivalurarla. Inoltre mi chiedo..ma col blocco totale aziende come amazon etc etc, nn dovevano essere chiusi o cmq limitare le vendite solo ai beni di necessita? Stanno spedendo di tutto ,anche altri siti. Quella parte di italiani che compravano fisico per forza di cose impareranno gli acquisti online..e addio negozivfisici! E un disastro

avatarjunior
inviato il 25 Marzo 2020 ore 0:13    

Non avete considerato un altro contraccolpo: chi come me è un lavoratore dipendente, si vedrà costretto nelle prossime settimane ad inserire ferie forzatamente. Questo significa che non ci saranno ferie estive o autunnali e che il già moribondo settore turistico e della ristorazione saranno definitivamente morti, non andando in ferie noi italiani e non essendoci turismo estero.

avatarsenior
inviato il 25 Marzo 2020 ore 1:09    

si anche.ma io mi auguro vivamente di lavorare ad agosto,che solitamente sono a spasso.io mi auguro che tutti vadano bene,nell'interesse generale,ma per un po' di anni,ho visto segnare per il turismo come per qualche altro settore (quello automotive ad esempio) segni piu a due cifre,i TG non dicevano altro.nel mio settore dal 2008 in poi c'e stata una perdita del 60-70%. come dire,un po' per uno..ma vorrei sbagliarmi e ritornare a campare tutti

avatarsenior
inviato il 25 Marzo 2020 ore 1:25    

Bergat vorrei fosse come dici tu oer i rappresrntnati come me, ma scendi dal mondo delle favole.


Lasciamo da parte un attimo il fatto contiongente del coronavirus.

Accettare un lavoro in cui ci pagano solo a provvigioni, non è un lavoro. Lo insegno all'università questo concetto, perchè un imprenditore che fornisce lavoro, la prima cosa che fa è quello di accettare un rischio imprenditoriale, ma non lo può fare solo sulle spalle dei suoi collaboratori. Quindi se tu produci un utile per lui, lui ti dà una percentuale sulle vendite altrimenti niente. Però se tu non vendi, tu ci hai rimesso del tempo e lui niente. Ecco questo non è lavoro. Ma tu mii dirai che è così oppure niente. E' più dignitoso rifiutarsi di accettare tali regole, che assecondarle. Una azienda dovrebbe valutare il proprio personale in funzione delle capacità, attitudini, moralità e univocità, delle persone che non per quello che rendono mensilmente. Se il datore di lavoro è bravo, saprà valutare le sue risorse, prima ancora che queste producano.

Smettetela di credere di essere inferiori a coloro che si fanno pagare milioni di euro al mese, solo perchè fanno i calciatori, cantanti o presentatori. Sappiatevi valutare meglio. Abbiate più orgoglio e stima di voi stessi.

user175007
avatar
inviato il 25 Marzo 2020 ore 6:58    

Accettare un lavoro in cui ci pagano solo a provvigioni, non è un lavoro. Lo insegno all'università questo concetto


ma che sciocchezza e la riporti come un pappagallo perché lo dice il professore, trovo inutilmente offensivo dire ad una persona che quello che fa non è un lavoro

lavoro e qualsiasi attività ti dia sostentamento, al limite si può disquisire dalla presuntuosa cattedra se un lavoro esclusivamente a provvigioni sia da considerare dipendente o autonomo


avatarsenior
inviato il 25 Marzo 2020 ore 7:00    

"Se tu non vendi, tu ci hai rimesso del tempo e lui niente".
Devi rivedere i tuoi concetti economici.
Se tu non vendi, l'imprenditore che ti paga a provvigioni ci ha rimesso il tempo e il denaro necessari a produrre i prodotti che tu non vendi e che quindi non vengono comperati!

avatarsenior
inviato il 25 Marzo 2020 ore 9:46    

lavoro e qualsiasi attività ti di sostentamento, al limite si può disquisire dalla presuntuosa cattedra se un lavoro esclusivamente a provvigioni sia da considerare dipendente o autonomo


Sulla definizione da te data di lavoro sono perfettamente d'accordo e per qualsiasi attività in cui c'è un risultato è comunque un lavoro. Certo non è un lavoro dipendente ma perfettamente autonomo, ma la genesi e le modalità in cui ci si pone dinanzi alle modalità esecutive, fa si che spesso ci si dimentica che è completamente autonomo.

Su queste basi si dovrebbe considerare quale sia l'attività autonoma più redditiva e confacente per noi e attuare tutte le azioni idonee atte a praticarla.

E' un lavoro autonomo quello di procacciare clienti per una azienda tesa alla vendita di beni strumentali costosi e di non facile collocabilità sul mercato?
E' un lavoro autonomo il recupero del credito per somme esigue dove da parte nostra non c'è stato mai l'analisi e la considerazione della certezza di un risultato economico?
E' lavoro autonomo decidere di lavorare in un call center a 3 euro l'ora?

Certo questi sono tutti lavori autonomi, ma dove il lavoratore non ha fatto nessuna analisi sulla convenienza e sulla decisione se questo fosse per lui il lavoro autonomo che voleva intraprendere.

Non bisogna infatti dimenticare che tutti i lavori autonomi sono lavori imprenditoriali e se abbiamo a che fare con terze parti, come è normale che sia specialmente nel campo dei servizi, dobbiamo negoziare opportunamente le nostre esigenze.

avatarsenior
inviato il 25 Marzo 2020 ore 9:59    

vista cosi,Bergat, la situazione del lavoratore autonomo sembra essere quella di chi, non avendo alternative, ripiega su una soluzione di ripiego.

E' vero che spesso e' cosi'.

Pensiamo alle campagne periodiche di reclutamento agenti. Di solito ogni singolo dispone di un bacino di potenziali clienti a cui puo' "piazzare" uno o due pezzi.
Pensiamo a nonni, genitori, amici, parenti a cui puoi ricorrere per "iniziare" il commercio.
Si tratta di persone ben disposte che, per aiutarti, comprano il primo pezzo. Che sia un aspirapolvere o un computer poco cambia.
Ognuno di noi ha una "capacita di vendita" di una decina di pezzi. Esauriti quelli deve scontrarsi con le leggi del mercato e le cose cambiano.

Esistono organizzazioni che hanno studiato il fenomeno e lo sfruttano alla grande. Con una rotazione di agenti che vengono sostituiti appena la loro capacita' di vnedita cominciano a scemare (cioe' quando hanno esaurito i parenti-amici disposti a comprare un oggetto anche se non serve).

Pero' esistono anche imprenditori e lavoratori autonomi che non cercano il lavoro "premium". Persone che per carattere non si adattano alla gerarchia (ed alle piccinerie) della vita d'ufficio.

avatarsenior
inviato il 25 Marzo 2020 ore 10:02    


Se tu non vendi, l'imprenditore che ti paga a provvigioni ci ha rimesso il tempo e il denaro necessari a produrre i prodotti che tu non vendi e che quindi non vengono comperati!

Il processo di vendita di prodotti ha numerose sfaccettatura. Se escludiamo la vendita di beni di prima necessità, dove generalmente è l'acquirente a richiedere il bene, per prodotti strumentali è l'imprenditore a capo dell'azienda che produce dei beni a doversi fare carico come collocare i suoi beni in un mercato concorrenziale e offrire al reparto vendita una compensazione per il tempo che dedicano alla vendita di un prodotto strumentale di non facile collocabilità.

Esempio ti offrono il 5% per la vendita di ogni automobile fiat nella tua regione di appartenenza. E' un lavoro dipendente o autonomo? e quante auto pensi di vendere? E quanto credi di di produrre in termini di provvigioni?

Ti offrono il 3 % per la vendita di ogni vettura fiat nella tua regione e a te il compito di allestire le strutture per la vendita nella tua regione. E' un lavoro dipendente o autonomo? Certamente autonomo. E quante auto pensi di vendere? non lo sai con certezza ma hai una stima abbastanza realistica, in funzione dell'analisi di dati storici e sull'andamento del mercato . Per quanto riguarda le provvigioni allo stesso modo ti ci puoi avvicinare a capire quanto saranno e valutare anche se quello che ti stanno offrendo è confacente agli investimenti che dovrai fare per costruire la tua struttura.


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