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Post produzione, no grazie


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avatarsenior
inviato il 13 Aprile 2020 ore 18:43    

Rimango dell'idea che una buona partenza

si' ma una buona partenza qual'e'..?

Un conto e' l'istantanea ricordo, tirata al volo. Un conto e' lo scatto volutamente sottoesposto o sovraesposto e poi tirato alla giusta esposizione per ottenere un'idea.

In fin dei conti e' la stessa cosa di quando si esponeva per un valore diverso e si correggeva in sviluppo.

Oggi con il digitale puoi sfruttare altre caratteristiche. Es quando si dice "esponi a destra dell'istogramma".
Lo fai per un motivo, e correggerai poi in post...

avatarsenior
inviato il 13 Aprile 2020 ore 19:13    

La buona partenza significa ottenere un buon risultato in macchina in funzione del progetto finale che ci si è preposti.
Ognuno, ovviamente, ha il suo progetto.

avatarsenior
inviato il 13 Aprile 2020 ore 20:12    

in funzione del progetto finale

Questo è il nocciolo della questione; è il progetto che ci dice se e quanta post dovremo fare

user90373
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inviato il 13 Aprile 2020 ore 21:27    

@ Daniele Ferrari
Ettore, però continui a non esprimerti in merito a certi mostri sacri della fotografia a pellicola che evidentemente avevano una precisa idea di quale parte spettasse alla preparazione dello scatto e quale alla lavorazione in camera oscura e separavano chiaramente le due cose.

Prendiamo "Le Violon d'Ingres" del buon Emmanuel Radnitzky.
L'opera è frutto di post-produzione.

Dopo aver stampato la fotografia Man Ray non si accontentò del risultato e aggiunse un dettaglio che in un certo senso la avvicina a un dipinto: con dell'inchiostro nero realizzò sulla schiena di Kiki le due fessure che si ritrovano sulla cassa dei violini, chiamate “effe” perché hanno la forma di quella lettera dell'alfabeto nella scrittura corsiva.


Le avesse dipinte direttamente e di proposito sulla pelle della modella guarderei l'opera come fosse un'immagine.

Fosse stata scattata in spiaggia ad una qualsiasi bagnante tatuata ivi recatasi per un tuffo in mare, ecco, in quel caso ......... .

Con tutto il rispetto per le altrui opinioni.


avatarsenior
inviato il 13 Aprile 2020 ore 22:04    

Ettore, sei andato a prendere un personaggio che esula dal nostro discorso, dato che fu un artista "a tutto tondo", ovvero pittore, grafico (ma va!?!), fotografo e all'occorrenza anche scultore (o simil tale) e se ne fregava bellamente di operare commistioni tra discipline differenti, anzi, visto lo spirito che lo animava non mi stupirei che lo facesse proprio per scandalizzare i "puristi".
Ma dei fotografi "dichiarati" come Adams che mi dici? Ovvero, come vedi un personaggio che non si considerava, e non fu considerato, pittore o grafico o scultore, ma solo fotografo, e che pure riusciva a trarre più "anime" dal medesimo negativo, e tutte con un proprio fascino? Ma soprattutto, tutte rielaborando unicamente i dati già contenuti in quel negativo? Perché posso benissimo accettare il fatto che tu non consideri fotografia un "ritocco" propriamente detto, ma di "Moonrise" di Adams che mi dici?

user109536
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inviato il 13 Aprile 2020 ore 22:06    

EVVIVA LA PP, ABBASSO LA PP, CHE LA SI FACCIA O NO NON CAMBIA NULLA AL ?VIRUS .

avatarsenior
inviato il 13 Aprile 2020 ore 22:12    

Il termine "photoshoppare" probabilmente finira nei dizionari, e non ha per la massa anche la piu spicciola, una forma tanto apprezzativo. Un motivo ci sara. Intanto invidio con sincerita chi sa lavorarci con maestria, io che a malapena ho tentato di creare un livello. Qnche wuella potrebbe essere un arte, capacitá.
Ma al momento non mi taglio le vene. Due correzioni al volo doverose per la mia inesperienza e via. Desidererei tanto seguire qualcuno come l autore del post,veterano conoscitore della luce, tecnica , per imparare e poter dire " questa non la tocco e questa la cancello". Ma non e cosi semplice come sembra. Sono conscio che il problema delle mie foto scarse sono io, non la macchina, e che la pratica e gli errori servono per migliorare.

user90373
avatar
inviato il 13 Aprile 2020 ore 22:42    

@ Daniele Ferrari
........ ma di "Moonrise" di Adams che mi dici?


Che Ansel conosceva i "mestieri" ai quali si dedicava, però lo ritengo più un tecnico che un poeta.
In quanto a Moonrise posso dire che succede spesso, lavorando in camera oscura, di ottenere stampe fatte in tempi diversi con, nuove carte, acidi più o meno freschi e/o quant'altro possano portare a risultati differenti senza che ci sia l'intenzionalità della modifica.
Accade che una della stampe successive, magari a causa di un "errore", finisca con l'essere più interessante, ma questa cosa non so come definirla.

In ogni caso il mio è un vecchio "cruccio"
www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2101809

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2020 ore 9:23    

Rumore di unghie sugli specchi.

In genere questo tipo di discussione finisce sempre in questo modo: si scopre che molti grandi fotografi del passato post producevano a manetta, senza sensi di colpa.

A me resta incomprensibile come i fautori del "no-post" possano tollerare il BN in epoca moderna. Capisco quando la pellicola a colori non esisteva, ora è un'alterazione della vera verità vista dai nostri occhi, per loro dovrebbe essere inaccettabile. Come può esserci un attimo decisivo in BN?

EDIT: scordavo, fa riflettere chi si dichiara contro la post "perché all'antica", come fa l'autore della discussione, visto quello che hanno sempre fatto gli antichi.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2020 ore 9:56    

per giustificare prese di posizione al limite del talebano, si cerca di inventare un confine immaginario a questa PP, stabilendo a priori dove essa comincia: esclusivamente dopo il rientro a casa del fotografo, dopo aver acceso il PC.

Per la serie:
se voglio saturare i colori cambiando le curve in photoshop, è PP.
se voglio saturare i colori cambiando pellicola (Kodachrome al posto di Sensia), non è PP.
se voglio ottenere l'effetto panning con un filtro di Affinity Photo, è PP.
se voglio ottenere l'effetto panning spostando la macchina fotografica, non è PP.

Per me questi sono solo onanismi mentali. L'intervento del fotografo per ottenere il risultato desiderato in stampa è continuo, catalogarlo in "buono" o "cattivo" a seconda di criteri inventati su chissà quali presupposti è tempo perso.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2020 ore 10:01    

Vedi Ettore, io credo che semplicemente molti fotografi, fin dagli albori, si siano resi conto che uno scatto racchiuda molte più cose di quelle che mostrerà alla fine e, allo stesso tempo, spesso non ne ha registrate molte altre (è il motivo per cui già a metà '800 servivano due scatti sovrapposti per restituire una veduta marina accettabile); molti si sono perciò sempre mossi di conseguenza.
Ma questo è anche uno dei motivi per cui la fotografia non sarà mai "la realtà", perché ti costringe sempre a scegliere cosa mostrare e cosa nascondere dei dati che quella pellicola o sensore hanno registrato. Entro questo limite non mi pongo problemi

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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