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ipotesi sui virus. perchè sono vita.


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avataradmin
inviato il 07 Marzo 2020 ore 22:44    

chiudo qui perchè è diventato il proseguimento del topic sul coronavirus (tutto sommato era inevitabile vista la situazione attuale).

motivazioni: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3506018

avatarsenior
inviato il 07 Marzo 2020 ore 22:46    

Ok, allora vediamo perché non condivido, almeno non completamente, l'ipotesi degenerativa.
Partiamo da qui:
Una degenerazione tale per cui al suo interno si sono formate frazioni geniche in grado di organizzarsi e sfruttare altri codici genici per rimodularli e potersi riprodurre

In questo caso i responsabili più probabili potrebbero essere i trasposoni, quegli elementi di DNA mobile o sequenze di acidi nucleici (DNA o RNA) in grado di spostarsi autonomamente da una posizione all'altra del genoma.
Questo, da un lato potrebbe spiegare perché esistono virus a DNA e virus a RNA, ma presumibilmente dovrebbero essersi originati da almeno due diversi casi di degenerazione.
L'ipotesi degenerativa è una delle principali che da anni sono state formulate per l'origine dei virus, ma bisognerebbe capire se queste degenerazioni sono avvenute a partire da organismi cellulari già ben formati o durante le fasi di formazione dei primi organismi di questo tipo.
Nel primo caso è improbabile che si tratti di un fenomeno avvenuto "una tantum" e, seppur raramente, dovrebbe accadere ancora, o quantomeno dovrebbero accadere accenni di altri fenomeni degenerativi simili, anche se non con un esito così eclatante; insomma, credo che i sostenitori di questa ipotesi siano da anni alla ricerca di indizi, ma non mi risulta ne abbiano trovati.
Nel secondo caso ci ritroveremmo in una situazione molto simile a quella dell'ipotesi che ho abbracciato io, ovvero tutto sarebbe accaduto quando ancora i primi organismi cellulari non avevano completato l'insieme dei processi di formazione e stabilizzazione e, forse proprio per questo, l'incidenza di errori e degenerazioni era più probabile. Fin qui potrei accettare questa ipotesi che, però, avrebbe come conclusione sempre quella che ho formulato in precedenza: alla fine ci ritroveremmo con un oganismo cellulare (il vero essere vivente) e una piccola frazione del suo DNA degenerato che porta anche alla degenerazione del suo sistema di replicazione; ora si tratta di capire se il frammento di DNA degenerato può essere considerato un nuovo essere vivente.
Posto che i batteri si moltiplicano per scissione binaria in tempi dell'ordine dei 20 minuti, è logico supporre che la degenerazione virale sia nata proprio in relazione alla normale fase di replicazione del batterio. Sostanzialmente a me pare che ci troviamo nella situazione di avere un batterio affetto da una disfunzione, cioè con una parte del suo organismo che opera in modo distorto e provoca anche errori nella fase di replicazione del DNA (o RNA secondo il tipo di virus) durante la scissione binaria, probabilmente con una duplicazione asincrona rispetto a tutto il resto del patrimonio genetico della cellula.
Evidentemente tale disfunzione divenne inoltre ereditaria.
Ora si tratta di capire se basta il fatto che i batteri affetti da questa disfunzione la trasmettessero ad altri batteri anche tramite i classici meccanismi di "trasferimento genico orizzontale", ovvero di scambio di materiale genetico tra batteri non discendenti e spesso appartenenti a specie diverse, per considerare il tratto di DNA degenerato come nuovo organismo vivente; a mio avviso no, perché quel tratto di DNA verrebbe normalmente scambiato anche senza l'avvenuta degenerazione; diversamente, ogni spezzone di DNA scambiato in questo modo, e che poi nel nuovo ospite proceda alla duplicazione in fase di scissione binaria, dovrebbe essere considerato come organismo vivente a sé. Ma tra le due situazioni, l'unica differenza consiste nella degenerazione del tratto di DNA che spinge la cellula a riprodurlo in modo asincrono, forse accelerato (con una produzione in eccesso di copie del frammento); rimane pur sempre una disfunzione.
Certo, in 3 miliardi di anni anche questi spezzoni di DNA impazziti si sono evoluti, come d'altronde tutto il DNA, ma i loro caratteri fondamentali (incapacità di metabolizzare e necessità di una cellula ospite per la riproduzione) rimangono quelli di una disfunzione, con un'unica vera novità, dovuta probabilmente all'origine legata a batteri e non a cellule eucariote: negli organismi eucarioti la riproduzione è delegata solo ad alcune cellule specifiche che producono i gameti, mentre quando il virus viene trasmesso a questi organismi, obbliga qualunque tipo di cellula su cui possa installarsi a provvedere a riprodurlo; nonostante tutto lo vedo ancora più vicino ad una trasmissione di una disfunzione tra specie differenti, magari molto più elaborata rispetto all'origine, che non come essere vivente a sé stante

avatarsenior
inviato il 07 Marzo 2020 ore 22:48    

La cosa sorprendente relativa ai virus è che un "coso" non ben definito, privo di metabolismo, che assomiglia ad un cristallo, che ha solo mezzo DNA o RNA, riesca ad avere una strategia di "trasferimento" così evoluta e difficilmente contrastabile.

Ricordo che i virus non attaccano solo gli appartenenti al regno degli animali ma anche le piante, i funghi e i batteri.

Nell'ultimo caso di parla di "batteriofagi" o più semplicemente di "fagi".

I "fagi" sono stati scoperti nel 1917 da Félix Hubert d'Herelle e oggetto di studi a partire dagli anni '20.
Presso l'istituto Pasteur furono condotti vari studi, del resto all'epoca, in assenza di antibiotici (la penicillina fu scoperta nel 1928) rappresentavano un valido contrasto ai batteri.

Attualmente gli studi più avanzati sono condotti:
in Georgia presso - George Eliava Institute of Bacteriophage, Microbiology and Virology
eliava-institute.org/
www.phagetherapycenter.com/pii/PatientServlet?command=static_home

in Polonia presso - Hirszfeld Institute of Immunology and Experimental Therapy, Polish Academy of Sciences
www.iitd.pan.wroc.pl/en/OTF

Nel mondo occidentale lo studio dei "Fagi" fu rallentato e la medicina guardò con estrema diffidenza l'applicazione di tali terapie giustificandosi con la motivazione di una forte pericolosità nell'uso dei virus a fini terapeutici.
Nell'ex blocco comunista unvece gli studi proseguirono e ancora oggi sono all'avanguardia.

Quindi non tutto il male vien per nuocere.







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