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Dipende da diversi fattori. In generale, oltre al tipo di attrezzatura, anche il tipo di luce incide, quando sei all'alba o al tramonto con pochissima luce l'af a punto singolo o espanso potrebbe rivelarsi più preciso e affidabile. In condizioni di luce normale o buona anche tutte le altre opzioni sono valide a seconda delle necessità. Ad esempio, ultimamente sto sperimentando con molto stupore e piacevole sorpresa, la grande affidabilità dell'af della mia 7D2 nella modalità "65 punti AF" con soggetti al volo anche molto lontani e con sfondo irregolare.
5diii af servo. Tutti i punti attivi quindi. Attivo solo il punto centrale x "mirare". Quando il soggetto è al centro uso il tasto focus. Da lì cerco di tenerlo al centro e vado o di raffica o scatto a piacere.
mi è appena arrivata la 5dsr e sto guardando le impostazioni interne per settarla al meglio appunto. ero curioso di sentire qualche parere. mi sto guardando il menu ovviamente, ma qualche parere è sempre ben accetto
“ ragazzi trovate preferibile punto af espansione oppure af a zona/gruppo ? quale trovate più prestante nell inseguimento ? „
Suggerisco, in primis, una lettura del manuale della fotocamera: è qualcosa che fanno in pochi, ma in realtà si trovano delle indicazioni molto utili sulle logiche di funzionamento dell'autofocus. Il problema è che nemmeno chi recensisce le fotocamere si dedica a tale operazione, utilizza delle impostazioni errate, e poi esprime giudizi negativi sull'autofocus, quando il realtà il problema è dietro la fotocamera.
In linea di massima, le prestazioni migliori si hanno con il punto autofocus singolo, in quanto la fotocamera deve analizzare una porzione ridotta dell'inquadratura, e deve eseguire molti meno calcoli, rispetto alle altre modalità.
Il problema del punto singolo è che, se il soggetto ha cambiamenti di direzione repentini, è arduo riuscire a seguirlo (alias mantenere il punto af su un'area con sufficiente contrasto e dettaglio). Per tale ragione hanno introdotto le altre modalità, come l'espansione a più punti af, le zone e la selezione automatica (eventualmente con impostazione del punto af iniziale). Tuttavia, più letture e calcoli devono essere effettuati, e più la messa a fuoco sarà lenta.
La modalità con espansione del punto af è utile per ampliare l'area di lettura dell'autofocus: la fotocamera inizia con il punto af selezionato, ma se il soggetto si sposta altrove la fotocamera può sfruttare anche i punti af limitrofi (a seconda del modello vi sono diverse opzioni).
La modalità zona, invece, è completamente diversa. Infatti, la fotocamera dà la priorità al soggetto più vicino, tra quelli con sufficiente livello di dettaglio e contrasto, e seleziona di conseguenza di punti af. Si ha quindi meno controllo su cosa verrà messo a fuoco: ad esempio, se si fotografa un volatile, in panning, l'autofocus potrebbe dare la priorità all'ala più vicina alla fotocamera, che non è necessariamente ciò che si vuole. Ancora peggio: sui modelli più recenti, viene data la priorità ai volti, per cui se vi sono dei volti nell'area af selezionata, la fotocamera tenderà a selezionare quello più vicino (tra quelli con sufficiente dettaglio e contrasto). E' tuttavia possibile disattivare il riconoscimento volti. Insomma, è una modalità che può lavorare anche meglio dell'espansione del punto af, ma solo se sussistono determinate condizioni (soggetto principale ben contrastato, e assenza di elementi di disturbo nell'area di messa a fuoco).
Infine, con la selezione automatica dei punti af, possibilmente selezionando il punto af iniziale, la fotocamera decide in autonomia quale punto af selezionare. Se si imposta un punto af di partenza, è come lavorare con una modalità di espansione del punto af a tutti quelli disponibili. Tuttavia, se il soggetto occupa una porzione ridotta del fotogramma, può capitare che l'autofocus fatichi a seguirne il movimento, soprattutto se lo sfondo ha diversi elementi di disturbo: il problema è esacerbato se le condizioni di illuminazione non sono eccelse.
ciao Hbd e grazie come sempre per i tuoi preziosi interventi. quindi in effetti la modalità A ZONE potrebbe non essere il massimo visto che tende a mettere a fuoco la parte del soggetto più vicina. ma quindi anche la modalità automatica a 61 punti può presentare lo stesso problema della modalità ZONA ? (ossia mettere a fuoco parti indesiderate intendo)
Altro consiglio. Piccolo e banale... Visto che di volatili, magari in una intera mattinata, ne capita uno o due. E difficile fare test dato che non ci sono tanti numeri per comprendere facilmente e velocemente i vari settaggi. Allora può essere utile usare dei motorini che passano x strada. Non è la stessa cosa... Ma almeno si comincia a prendere famigliarità. Vedere cosa va meglio cosa va peggio e soprattutto PERCHÉ! Oppure, se si vive in una zona ad alta concentrazione faunistica come il mare, i gabbiani, sono soggetti semplici da seguire e comuni da trovare. Cmq, su sfondo omogeneo come un cielo azzurro e sagome scure come uccelli, da 5diii fa veramente fatica a sbagliare... Immagino cosa possano fare gli AF più recenti!
“ ciao Hbd e grazie come sempre per i tuoi preziosi interventi. quindi in effetti la modalità A ZONE potrebbe non essere il massimo visto che tende a mettere a fuoco la parte del soggetto più vicina. ma quindi anche la modalità automatica a 61 punti può presentare lo stesso problema della modalità ZONA ? (ossia mettere a fuoco parti indesiderate intendo) „
Questo può sempre capitare: nessun sistema autofocus garantisce il 100% di accuratezza e precisione (nessun sistema di misurazione è esente da errori). A parte per gli elementi di disturbo che citavo sopra (ad esempio, se un soggetto si sta muovendo tra i rami, i gruppi di punti af sono un rischio), la fotocamera cerca le aree con sufficiente livello di dettaglio e contrasto: magari continua a selezionare punti af in corrispondenza del soggetto, ma non dell'area voluta (es. le zampe, le ali o la coda, ma non la testa). A questo punto diviene una questione di profondità di campo: è meglio prendersi un certo margine, in modo da avere le aree utili a fuoco.
chiaro, quindi più è vasta l'area di "punti af" più sono possibili potenziali zone a fuoco non necessariamente desiderate. diciamo una sorta di lama a doppio taglio se ho ben capito. dipende anche molto dalla situazione /condizione di scatto. ad ogni modo stavo notando una cosa curiosa. cioè che senso ha avere due modalità praticamente quasi identiche come ESPANSIONE AF ADIACENTI ed ESPANSIONE AF CIRCOSTANTI ? la prima modalità usa 5 punti mentre l'altra ne usa 9. Mi chiedo ma che senso ha suddividere due modalità che sono pressochè uguali ?
Sono due modalità distinte, dato che varia il numero di punti af attivi.
Continuo a rimpiangere l'opzione di avere due punti af attivi (affiancati orizzontalmente), che hanno introdotto unicamente sulla 1d mark iv: era un ottimo compromesso, tra il singolo punto af e l'espansione dell'area.
beh dai però da 5 punti a 9 fa un pò sorridere, vedendo poi che in entrambe le modalità occupano un area/copertura pressapoco identica.... FIGURA 3 E FIGURA 4.
In effetti devo ammettere che non ne ho mai capito l'utilità... E forse non potrei nemmeno notarla visto che non le uso praticamente mai.
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