user17910
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inviato il 26 Gennaio 2013 ore 15:02
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inviato il 26 Gennaio 2013 ore 15:14
La dicotomia dilettante-professionista secondo me non è esatta, meglio quella fra amatore-professionista; perché un professionista può essere un dilettante ma non un amatore. Detto questo direi che il professionista è colui che trae profitto (spesso economico) dal suo lavoro, mentre il dilettante no, lo fa solo per il piacere di farlo. P.S.: ottimo quesito, speriamo ci siano sviluppi interessanti... |
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inviato il 26 Gennaio 2013 ore 15:19
concordo: professionista è chi riesce a viverci, o almeno cerca di farlo. A livello di competenze ci sono tanti amatori che hanno capacità tecniche e artistiche uguali o superiori a certi professionisti. La differenza è solo il vil denaro |
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inviato il 26 Gennaio 2013 ore 15:36
Non è solo il vil denaro: un amatore fa quello che vuole come e quando vuole e risponde solo a sé stesso. Un professionista ha un committente a cui rispondere, un professionista è obbligato a portare dei risultati per cui riceve il vil denaro, se l'amatore "può" avere un'etica in senso filosofico il professionista "deve" averne una professionale ecc ecc... |
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inviato il 26 Gennaio 2013 ore 16:49
Dal Vangelo di Giovanni:". Quando eri più giovane, ti mettevi da solo la cintura e andavi dove volevi; ma io ti assicuro che quando sarai vecchio, tu stenderai le braccia, e un altro ti legherà la cintura e ti porterà dove tu non vuoi". Credo che metaforicamente questa e' la differenza tra un amatore ed un professionista... |
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inviato il 27 Gennaio 2013 ore 5:44
il professionista è quello che vive del lavoro in questione. (fotografia, in questo caso) Poi erroneamente si associa alla parola professionista la capacità di fare quel lavoro con qualità, ma non è vero sempre; nel senso che certi non professionisti fanno lavori migliori dei professionisti. |
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inviato il 27 Gennaio 2013 ore 10:08
da wiki " lavoratore che, in possesso di un'apposita abilitazione conseguita, dopo aver superato esami appositi, svolge un'attività qualificata per proprio conto ricevendo un compenso per le sue prestazioni" non certo sinonimo di qualità come diceva appunto giacopiane. sempre da qiki invece Il termine dilettante indica, in senso lato, chi svolge un'attività per diletto e senza scopo di lucro oppure senza una specifica competenza. |
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inviato il 27 Gennaio 2013 ore 10:11
“ Per me la differenza è che il professionista scatta durante la settimana da lunedi a venerdi „ vallo a raccontare ai cerimonialisti...  |
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inviato il 27 Gennaio 2013 ore 10:35
L'amatore si sceglie i soggetti da fotografare,il professionista no.L'amatore non ha tempi da rispettare il professionista si e spesso sono strettissimi per contenere i costi; il professionista deve capire i gusti del committente e scattare per soddisfare le esigenze dello stesso,l'amatore scatta per il se stesso.A livello tecnico possono non esserci grandi differenze se non il fatto che il prof. deve saper fronte a piu o meno tutte le situazioni fotografiche ,dal ritatto alla macro al paesaggio,almeno nel mio caso. Ciao |
user11487
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inviato il 27 Gennaio 2013 ore 10:51
il mio punto di vista sta nella diversità di uso dell'attrezzatura. Un "dilettante" è portato ad usare gli automatismi dell'attrezzatura, un "profesionista" è lui che decide le impostazioni. Un dilettante per paura di sbagliare fa più scatti di una inquadratura, la sicurezza di un professionista lo porta a fare un solo scatto. La bravura di un professionista sta nelle esperienze acquisite, cosa che non può avere un dilettante (dilettante riferito alle prime armi), un professionista lo vedi dalle inquadrature che fa, in pratica è il domatore della luce. Ci può essere dilettante migliore di qualche professionista, però nella maggiore dei casi è sempre il professionista che prevale. |
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inviato il 27 Gennaio 2013 ore 11:24
“ L'amatore si sceglie i soggetti da fotografare,il professionista no.L'amatore non ha tempi da rispettare il professionista si e spesso sono strettissimi per contenere i costi; il professionista deve capire i gusti del committente e scattare per soddisfare le esigenze dello stesso,l'amatore scatta per il se stesso.A livello tecnico possono non esserci grandi differenze se non il fatto che il prof. deve saper fronte a piu o meno tutte le situazioni fotografiche ,dal ritatto alla macro al paesaggio,almeno nel mio caso. „ Concordo in pieno con Bonky,situazioni più disparate che forse la maggiore esperienza del Pro riesce a controllare,ma non voglio dire che un amatore non sappia scattare,quì sul sito si vedono tantissime belle foto,ma vanno prese singolarmente,spesso un Pro deve farne in serie di belle foto a seconda del servizio fotografico. Dai...famo 'mpò de cagnara. |
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inviato il 27 Gennaio 2013 ore 11:26
Secondo me queste sono tutte affermazioni esatte, ma che scendono nel merito, nel particolare caso; se vogliamo trovare una differenza comune tra amatore e professionista va ricercata nel solo guadagno economico, cioè chi ne a fatto una professione e chi no. |
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inviato il 27 Gennaio 2013 ore 12:34
A volte vesto i panni del professionista, a volte quello dell'amatore, quindi forse posso dare un giudizio equilibrato anche se nel limite delle mie esperienze personali. Quando vesto i panni del pro so già cosa devo fare, ho una certa libertà di scelta ma anche paletti oltre cui non è proprio possibile andare. E' di estrema importanza sia la qualità che la quantità delle foto quindi se da una parte si è particolarmente concentrati dall'altra c'è l'ansia di non aver mai fatto abbastanza. Tendenzialmente è un po' come svolgere un compitino in cui magari ci si permettono piccole divagazioni ma non certo esperimenti. Quando invece sono libero di spaziare, e non ho responsabilità alle spalle, mi permetto di usare molto di più la fantasia, non ho "ansie da prestazioni" e posso permettermi di concentrarmi meglio sul lavoro fotografico piuttosto che stare in sala stampa a spedire file con la massima urgenza. Anche per quanto riguarda cerimonie, meeting ed altro, se sono pagato NON posso NON fotografare gli oratori (con cartellino ben in vista) o certe cene ormai viste e riviste ma che sono essenziali. Se invece capito li per un favore ad un amico allora oltre a lui fotografo giusto qualche bella ragazza o qualche particolare che ho ritenuto interessante. Quello che non cambia (oltre a me ed all'attrezzatura) è la professionalità con cui affronto i lavori. |
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inviato il 08 Febbraio 2013 ore 9:51
il professionista scatta per qualcuno (che lo paga per questo), con tutto ciò che questo comporta: tempi di consegna, soddisfazione del cliente, etica professionale etc etc l'amatore scatta per se (e ci rimette soldi) e se ne sbatte di tutto cui sopra (tempi soddisfazione, se non sua, etica etc etc) nel caso dell'artista diventa professionista nell'attimo in cui accede al mercato dell'arte (ergo viene quotato e pagato) e lì rientra in pieno anche con etica, tempi (realizzazione progetto/mostra) conquista quote di mercato... |
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