user70740
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inviato il 22 Febbraio 2020 ore 17:05
Avevo addocchiato una fotocamera usata tempo fa, il venditore è stato ultra disponibile a fornirmi tutte le foto e le documentazioni che gli ho richiesto, e fin qui tanto di cappello. Le stranezze arrivano quando vado a controllare i dati della ricevuta e dei seriali che mi ha fornito (ed assicurato fossero di un prodotto destinato all'italia con tale garanzia). Lo scontrino non aveva nessun codice riguardante la fotocamera, solo un prezzo ed uno stampone con scritto 1 anno di garanzia, il seriale non figurava minimamente sul sito canon e, dopo averlo riferito al venditore ed essermi sentito dire "no no tranquillo, è tutto italiano e corretto, puoi chiedere a chiunque e ti dirà che sono affidabile", ho deciso di scrivere direttamente a canon ed ho ricevuto questa risposta:
 Ora mi chiedo, io credo sempre nella buona fede delle persone e quindi suppongo che nemmeno lui ne fosse a conoscenza e che ad averci marciato sia stato il primo negozio fisico che gliel'ha venduta, ma cosa porta la gente a mentire? Perché farlo su una cosa che è talmente tanto semplice da verificare? Avete mai preso un bidone? Alla fine non l'ho più presa, ma ho notato che ormai l'articolo risulta venduto qui sul sito. |
user175879
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inviato il 22 Febbraio 2020 ore 18:28
Cosa porta la gente a mentire credo sia una domanda retorica , ma che senso ha non fornire garanzia se una macchina è venduta in Europa piuttosto che in Asia o America è una domanda vera. |
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inviato il 23 Febbraio 2020 ore 21:31
Mi limito ad ipotizzare: ogni area di destinazione di un bene durevole ha differenti regole per gestire l'obbligo di garanzia e la responsabilità civile da prodotto del produttore e del venditore. Ne consegue un differente livello di rischio per la filiera di vendita (venditore più produttore, che in questi settori usa surrogare l'obbligo di garanzia che la legge impone a chi vende, con la sua garanzia diretta). Questo rischio dipende dalla durata della garanzia imposta e dall'ampiezza della stessa, che quantificano la frequenza statistica di intervento e il valore medio dello stesso. Dipende anche dalla giurisprudenza locale, che determina i criteri per riconoscere, delimitare e quantificare la responsabilità da garanzia. Ovviamente, tale rischio viene coperto dal produttore con un margine nel prezzo di acquisto: va da se, di conseguenza, che prodotti destinati a mercati differenti avranno ricarichi diversi derivanti dall'obbligo o dalla consuetudine di garanzia e che il produttore si tutelerà legittimamente da chi tenta di aggirare tali politiche commerciali con azioni di importazione parallela. In ultimo, non penso che il produttore si rifiuti di prestare garanzia tout-court. Se la macchina era destinata al mercato asiatico, la presterà attraverso l'importatore/distributore del Paese a cui l'esemplare era destinato. Sarà cura di chi compra stabilire contatti e organizzare le cose per fruire di tale garanzia nella sede prevista. Per dire, la cosa funziona così anche per le importazioni parallele di auto: se compri in Italia un esemplare importato dalla Germania al di fuori dei canali ufficiali della casa, la garanzia la devi appoggiare su chi ti ha venduto l'auto. La rete ufficiale italiana non copre. |
user175879
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inviato il 24 Febbraio 2020 ore 12:30
Spiegazione esauriente, in pratica il connubio di cinque millenni di pratiche commerciali, altrettanti di politica e tre secoli di scienza |
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