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oggettivamente parlando, la fotografia è realtà. L'occhio del fotografo fa la differenza nel evidenziare quale realtà si vuole sottolineare in quel momento, quale stato d'animo si vuole trasmettere, quale messaggio si cerca di far arrivare. Se si riesce a farlo, vuol dire che si è riusciti nell'intento. Hai oggettivamente fotografato un istante di quella realtà, seppur la tua interpretazione di scena reale potrebbe differire da chi in quel momento la guarda e valuta con altri occhi. Tuttavia anche la realtà può essere manipolata, deviata e diventare servile.
Ho letto il post Antonio e mi pare condivisibile. È diciamo insito nella fotografia che si fotografi un frammento della realtà , per sua natura parziale (un certo spazio inquadrato in un certo istante). Eppure, personalmente vedo una certa estraneità della cultura del nostro tempo rispetto a questi due concetti semplici. Cioè che la fotografia rappresenti un qualcosa di : -reale (e non virtuale. Quello e', salvo messe in scena e manipolazioni a posteriori, come giustamente specificato). -parziale. Solamente un punto di vista, certamente limitato, ma che può lasciare un successivo spazio all'immaginazione e all'azione
“ oggettivamente parlando, la fotografia è realtà. „
“ la fotografia rappresenti un qualcosa di : -reale (e non virtuale. Quello e', salvo manipolazioni, come giustamente specificato). „
Oggettivamente parlando, la fotografia non è assolutamente la realtà, così come non sono la realtà una rappresentazione teatrale oppure un film.
Nella realtà, non ho mai visto le acque setose dei fiumi e delle cascate come quando ho montato un filtro ND e ho fatto una lunga esposizione di quei soggetti. Nella realtà, non ho mai visto persone, paesaggi, città, in bianco&nero, eppure ho scattato centinaia di foto in b&n e in scala di grigi. Nella realtà, non ho mai visto tutti quei "puntini luminosi" che mi appaiono nelle foto appena alzo gli ISO. Nella realtà, gli edifici non hanno le linee cadenti che mi tocca invece poi sistemare nelle foto che faccio loro. Nella realtà, non ho mai visto quei bellissimi sfocatoni dietro alle persone quando faccio un ritratto a 1.2. Nella realtà, non ho mai visto la compressione dei piani che si ottiene quando si fa landscape con un teleobbiettivo. Nella realtà, non sono mai stato in grado di distinguere i minimi particolari di un insetto che invece vedo quando faccio una foto macro.
@catand sotto questo aspetto non l'avevo mai valutata la cosa, mi sa che hai ragione. Probabilmente mi sono focalizzato su una visione da street photo a colori
Se sapessimo cosa sia la realtá forse potremmo rispondere...
La fotografia, come ogni linguaggio, non riproduce il reale, lo crea. Da quando siamo usciti dalle savane non abbiamo fatto altro che creare un mondo fittizio nel quale abitiamo. Come ha scritto qualcuno, l'uomo ha steso sul mondo, occultandolo, una carta geografica ipotetica in scala 1:1 e noi su quella viviamo...
non è possibile fotografare la realtà assoluta poichè ogni fotografia è una rappresentazione di noi stessi. Ma proprio perchè è in oggetto il reale percepito e non il reale assoluto, ogni fotografia rappresenta la realtà alla nostra portata.
Si, basta rispettare gli orari e attenersi alle istruzioni del gestore della location. Tipo non usare flash o non disturbare con treppiedi troppo grandi o scatti troppo rumorosi. A volte bisogna anche pagare il biglietto, ma non sempre.
In termini antropologici e cosmologici la cosa è già stata analizzata e risolta nel lontano 1971.
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