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inviato il 12 Gennaio 2020 ore 1:32
un regista |
user86925
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inviato il 12 Gennaio 2020 ore 11:28
  grazie Marameo x il video... “ Altro che fotografo invisibile „ appunto... se mi regalassero per le nozze un servizio matrimoniale con uno così, finirei dal' altare alle sbarre per quello è importante sapere cosa si vuole e non affidarsi al "professionista" ma ad un "fotografo professionale" che sa capire le esigenze del committente... |
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inviato il 12 Gennaio 2020 ore 11:49
Sul mensile nikon photography nr 95 di questo mese c'è un interessante articolo pagina 16 Edoardo agresti "la fotografia di matrimonio è prima di tutto reportage" lo dico solo per informazione. Io sono canon e pro traditional wedding. Ciao |
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inviato il 12 Gennaio 2020 ore 23:31
purtroppo, e continuo a ripeterlo, qui si confonde e non si conosce la differenza tra quello che si vede e quello che si dice. wedding reportage è uno stile ESTETICO, non significa fare il fotoreporter al matrimonio, di fatto tutti questi utenti "non professionisti del settore" che si fanno paladini del reportage di matrimonio stanno postando a supporto delle loro tesi foto di reportage CHE SONO TUTTE POSATE. posate bene, al punto da sembrare "reportage". e non si è dovuti arrivare nel 2020 su juza per scoprire che esistono fotografi, bravi e fotografi cani. bisogna solo sapere e rendersi capaci una volta per tutte che POSATO NON SIGNIFICA FERMO IMPALATO E ISTANTANEA. ma significa professionista del matrimonio che non si affida (solo) al caso, ma fa si che succeda davanti alla fotocamera quello che vuole lui per portare a termine il racconto del matrimonio(coi mezzi e metodologie che lui ritiene opportuno, frutto della sua esperienza, creatività e bravura). il fotoreporter (puro! colui che non altera la notizia e racconta solo quello che accade....se accade) in un matrimonio in cui non succede nulla di speciale farà foto insignificanti e un album e un reportage insignificante a sua volta. paghereste per un album insignificante? no! nessuno. troppo facile lavorare così, ed è per questo che nell'era peggiore di questo settore, nell'era dove la qualità è scesa vertiginosamente in ogni settore della nostra vita quotidiana, si privilegia e si propone un modus operandi che di fatto non richiede abilità particolari dal punto di vista tecnico. che permette a chi non ha esperienza di matrimoni di farli, e rispetto al reportage pure, non si deve nemmeno spendere per andare a cercare eventi o storie in giro perchè il lavoro è commissionato... la vita è troppo comoda secondo alcuni... il matrimonio è posato! il posatore (bravo ovviamente) sarà in grado di farvi tutte le foto di reportage che voletele nel vostro album. il fotoreporter puro (che non esiste nemmeno nel fotogiornalismo) se vi va bene vi tira fuori due o tre foto spontanee, ma per il resto, il vostro album dipende tutto da voi. state pagando un tizio che però sta facendo lavorare voi al suo posto. utopia! |
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inviato il 13 Gennaio 2020 ore 9:41
Bisognerebbe partire dal presupposto che un reporter documenta per fare informazione a differenza di un servizio di matrimonio che ha tutt'altro scopo. |
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inviato il 13 Gennaio 2020 ore 11:52
bella discussione, piena di spunti interessanti. Non mi ritengo un fotografo "matrimonialista" perchè non lo sono, ma di matrimoni mi capita di farne con una certa frequenza... non ho un sito / vetrina / pagina pubblicitaria dove pubblico i miei lavori perchè NON mi interessa pubblicizzarmi in quel settore... ho un portfolio con una raccolta di foto d'archivio che mi serve per dare un'idea ai futuri sposi di quello che otterranno. Quando una coppia viene da me spesso è perchè era invitata a qualche matrimonio dove stavamo prestando servizio io e il mio socio e ci ha visto lavorare. Il nostro approccio è di fornire la massima collaborazione agli sposi affinchè si godano il loro giorno di festa, che vuol dire talvolta essere "invisibili" (ritrarre quello che sta accadendo nel modo più discreto possibile) talvolta essere "decisi" e imporsi (in modo sempre elegante ed educato) ad esempio con gli invitati perchè non si frappongano tra l'obbiettivo e gli sposi in certi momenti. Concordo con chi dice che un professionista le foto le deve fare TUTTE, saranno poi gli sposi a decidere quali usare... (anche per questo noi siamo in due e non esiste momento della giornata che almeno uno non abbia in mano la macchina e lo sguardo su quello che succede... mangiare, bere, andare al bagno solo alternati) Durante il ricevimento poi interagiamo molto con gli invitati, entriamo in confidenza, ascoltiamo i loro discorsi... spesso è fondamentale per "prevenire" quello che accadrà da li a poco... e farsi trovare "casualmente" pronti. Questo ultimo punto credo sia un pò il nostro punto di forza che ci ha permesso negli ultimi anni di avere una percentuale di lavori fatti a fronte di preventivi emessi superiore all'80% (ripeto, stiamo comunque parlando di numeri piccoli eh... ) |
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inviato il 13 Gennaio 2020 ore 12:04
Una ulteriore riflessione: io non me la sentirei mai di affrontare un matrimonio da solo, ma digerirei male anche avere un "assistente" di primo pelo... o due fotografi (io e il mio socio ci equivaliamo come capacità ed esperienza) o preferisco declinare... L'ho fatto solo una volta come favore ad un amico ma era un rito civile tra due persone mature che già convivevano da parecchi anni e con una cerchia ristretta di invitati... quindi non proprio un "matrimonio tradizionale" . |
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inviato il 06 Febbraio 2020 ore 9:58
Le richieste delle spose devono essere gestite da parte del fotografo. Bisogna educare il cliente, fargli capire che solo reportage è praticamente impossibile da eseguire quindi una parte di fotografia di coppia bisogna farla. E' un matrimonio, non la guerra dove il fotografo si nasconde. Capita spesso che alcuni invitati si lamentino che al momento dello scambio ci sia davanti a loro il fotografo o il video operatore, ma come si potrebbe fare altrimenti se la coppia è girata verso gli ospiti ? |
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inviato il 06 Febbraio 2020 ore 13:38
FotoCaldani “ E' un matrimonio, non la guerra dove il fotografo si nasconde. „   “ Capita spesso che alcuni invitati si lamentino che al momento dello scambio ci sia davanti a loro il fotografo o il video operatore, ma come si potrebbe fare altrimenti se la coppia è girata verso gli ospiti ? „ ma infatti.... |
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inviato il 06 Febbraio 2020 ore 16:51
Credo che la parola "reportage" nel matrimonio sia più riferita al "reportage sportivo" che alla "street"... Quando seguo un evento da "ufficiale" o "accreditato" non è che posso mettere in posa i soggetti... però un minimo di indicazioni le posso/devo dare... al matrimonio alcune foto vanno per forza costruite... tipo gli sposi sull'altare a fine cerimonia, da soli con i testimoni e con i genitori... o per il taglio della torta dove un minimo di indicazioni per evitare che uno impalli l'altro le devi dare... per il discorso degli invitati io faccio sempre un discorso molto semplice agli sposi: "VOI siete i miei clienti, VOI siete quelli che pagano, VOI siete i protagonisti della festa.... quindi NOI prenderemo ordini esclusivamente da VOI." sembra una banalità, ma ogni tanto ci sono degli invitati parecchio invadenti che ti "ordinano" di fotografare questo, quello o quell'altro... se la sposa NON vuole essere fotografata in un certo momento io NON la fotografo, anche se la zia mi minaccia.... |
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 18:13
Mi permetto di introdurre un'altra opzione tra tutte quelle proposte... Perchè scegliere? Perchè scegliere una via di mezzo, o uno dei due estremi? Prima di iniziare a lavorare sui matrimoni mi sono posto la domanda su cosa volessi proporre al cliente. Sono un forografo dedicato alla street e al reportage e mi sono accorto che con solo la mia visione, avrei avuto una proposta limitata da fornire agli sposi. Allora mi sono assunto un rischio calcolato: ho deciso di lavorare con un amico di estrazione completamente opposta alla mia. Lui ha studiato fotografia in accademia (studio, luci, pose, moda....) un mondo che a me è estraneo per questioni di attitudine. Oggi noi siamo in grado di offrire un servizio matrimoniale decisamente vario, che si struttura in un reportage cronologico della giornata del matrimonio, in cui sono presenti foto in posa, istantanee di momenti irripetibili, foto "rubate" in un momento irripetibile e foto costruite in ogni aspetto. Logicamente per noi la prima regola è adattarsi al cliente e proporre la miglior soluzione per quella che è la sua richiesta. Se una persona vuole un bel servizio, senza una presenza invadente, è ovvio che sarò io a cercare di spremere al massimo, viceversa in presenza di sposi che richiedono pose canoniche, il mio collega sarà protagonista di quello specifico lavoro. |
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 19:31
Sei perfettamente in linea con quanto dicevo ion.. serve una via di mezzo. Un po' di reportage ed un po' di pose. Mi trovo d'accordo con te. Anche io e la mia ragazza lavoriamo così: Io faccio il posato e le foto di circostanza attirando l'attenzione su me .. Lei invece disinvolta fa le foto spontanee tanto non se le aspettano da lei. E funziona.  |
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