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inviato il 27 Novembre 2019 ore 18:40
credo che questo fosse per davvero uno di quei pochi workshop da seguire e che davvero lasciano qualcosa e non attrezzatura da cambiare. |
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inviato il 27 Novembre 2019 ore 18:49
premettendo che il mio ultimo intervento era OT, cioè non riferito al workshop ma solo al connubio creatività/tempo, continuo con una piccola puntualizzazione. Probabilmente ognuno legge la parola creatività con diverse sfumature, io per creatività intendo la scintilla, la forza motrice che poi porta ad un risultato finale che sarà determinato da molti altri fattori, personalità, esperienza, talento, tecnica, capacità, soglia dell'attenzione ed ovviamente ci metto anche il tempo... ma il risultato finale è dato da un insieme di fattori extra creatività. esemplifico: photos.app.goo.gl/NzK8jzp3yMuvdfmu5 qui nel il mio piccolo c'è creatività, ieri dovevamo fare uno scatto "festivo" con il team dello studio al completo, mi è venuta l'idea e l'ho buttata giu' con un schizzo, poi ovviamente ulteriormente affinata, per meglio rendere l'idea e le posizioni... l'idea eh... da qui allo scatto ne è passato ancora un po', luci, inquadratura, ed altre piccole correzioni, ma per me quello è un processo "fisico" non mentale. Spero che chi mi voglia capire capisca, per questo non sono d'accordo con molte asserizioni che definiscono il tempo necessario. è necessario ad un eventuale sviluppo, se necessario, in uno scatto singolo magari no, però è anche vero che si puo' avere l'esatto opposto, progettazione, tempo, sacrificio ma non creatività... potrei fare riferimento a diversi generi, ma penso che non ci sia bisogno di fare esempi. tornando in topic... un workshop puo' aiutare? beh intanto per chi come me non si legge biografie, ma si limita a guardare le foto, si serve, per me Fontana è stato l'esatto opposto di come lo immaginavo, dalle foto lo vedevo come un "freddo geometrico" anche nelle foto della piscina e dei nudi, invece ... ma togliendo la conoscenza diretta di un uomo che potrebbe non piacere o piacere, ma che cmq ha fatto la storia della fotografia moderna, si entra in un ambito che oggi è difficile trovare, se non in alcuni laboratori (con le persone giuste), qui nel forum per esempio ci sono due grossi filoni che noto, quello hardware/tecnico, e quello culturale/didascalico, ovviamente per sua struttura è difficile che ci sia il filone Café Guerbois, cioè un posto dove far fermentare idee e farle sviluppare. un workshop come questo è essenzialmente un germe di una cosa del genere. puo' attecchire o non farlo. però da solo non basta ora buona serata a tutti potete continuare a parlare di mancanza di tempo |
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inviato il 27 Novembre 2019 ore 18:53
in pratica un filone parla di fotografia, l'altro no. per semplificare il concetto. |
user68000
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inviato il 27 Novembre 2019 ore 19:17
“ due grossi filoni che noto, quello hardware/tecnico, e quello culturale/didascalico „ manca giusto un "grosso filone umoristico" che io, modestamente, cerco di catalizzare... |
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inviato il 27 Novembre 2019 ore 20:16
Le fotografie si fanno usando la testa e le macchine fotografiche. Sono complementari. Lo strumento è il mezzo, non il fine. La cultura fotografica, per esprimersi, ha bisogno di strumenti adeguati. Gli estremismi difficilmente portano a qualcosa di buono. |
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inviato il 27 Novembre 2019 ore 20:33
Figurarsi cambiare corredo dopo aver fatto un ws a cosa porta... Fate come se non abbia detto nulla,sono mie personali riflessioni espresse a voce alta. |
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inviato il 27 Novembre 2019 ore 21:46
Mai prendere decisioni a caldo, sulle ali dell'entusiasmo. |
user19933
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inviato il 27 Novembre 2019 ore 23:48
Aggiungerei una cosa, vissuta personalmente almeno 3 volte in circa dieci anni. E la cosa è che ogni cambio di attrezzatura, parlo di corpo/brand macchina, in realtà ha comportato un notevole rallentamento della creatività. Perché tutto quel piccolo patrimonio di “curva d'apprendimento” già assorbito si azzera cambiando brand o anche semplicemente corpo macchina. Tutto da capo: ore a leggere il manuale, giornate a provare le funzioni, settimane se non mesi a prenderci la mano soprattutto quando cambi le dimensioni del sensore... insomma, per restare in tema: QUANTO TEMPO PERSO! |
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inviato il 28 Novembre 2019 ore 7:33
È la questione "ruota da criceti" di cui parlava Weston (vedi il mio topic "Oniomanie"). |
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inviato il 28 Novembre 2019 ore 7:50
Seguo |
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inviato il 28 Novembre 2019 ore 7:52
Scusate, ma davvero ci sono workshop dove viene dato così tanto risalto all'attrezzatura? Posso arrivare a capire che ti parlino delle cose mirabolanti che si possono ottenere con i filtri, con i flash e riflettori vari. Posso arrivare a comprendere che parlino dei treppiedi che hanno in maniera entusiastica, o di una particolare focale che permette di esprimer meglio il pensiero narrativo. Ma che ti dicano "hai una machina da 2k che fa schifo, devi prendere questa qui di un altro brand da 3k o non arriverai mai da nessuna parte", non me la immagino proprio. Non è che a volte facciamo il transfer sull'attrezzatura, dandogli il peso che non merita? Si vede il docente con la macchina nuova del brand XYZ, con la quale ha un feeling quasi onanistico, frutto di lunghe serate davanti alla TV spenta a provare e riprovare i movimenti per essere poi pronto al momento dello scatto (e qui di nuovo al tempo!!) e lo si confronta con la propria situazione, risultandone schiacciati e ne si deduce (erroneamente) che sia il mezzo che permette quella naturalità di movimento? In altre parole, non sarà perché non avendo il tempo e la concentrazione da dedicarci si va a scaricare la propria frustrazione sul mezzo tecnico? |
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inviato il 28 Novembre 2019 ore 10:25
“ Non è che a volte facciamo il transfer sull'attrezzatura, dandogli il peso che non merita? “ „ In altre parole, non sarà perché […] si va a scaricare la propria frustrazione sul mezzo tecnico? „ Una volta si diceva "A ciascuno secondo i propri bisogni" che vuol dire avere chiara cognizione di ciò che realmente serve; niente di più e niente di meno. |
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inviato il 28 Novembre 2019 ore 14:26
Sono molto attratto dal suo workshop, la lettura del libro "fotografia creativa" è stata veramante stimolante |
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