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La chimera della fotografia sociale


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avatarsenior
inviato il 24 Ottobre 2019 ore 23:11    

Rimango dubbioso sul fatto che la fotografia possa smuovere coscienze


Ti hanno citato Berengo Gardin, ecco lui e Carla Cerati con le loro foto sui manicomi contribuirono non poco alla Legge Basaglia e alla chiusura dei manicomi in Italia... direi che hanno smosso e pure molto

avatarjunior
inviato il 25 Ottobre 2019 ore 0:08    

E sui manicomi di una volta citerei anche le immagini di Luciano D'Alessandro...

avatarsenior
inviato il 25 Ottobre 2019 ore 9:16    

Ti hanno citato Berengo Gardin, ecco lui e Carla Cerati con le loro foto sui manicomi contribuirono non poco alla Legge Basaglia e alla chiusura dei manicomi in Italia... direi che hanno smosso e pure molto


si, ma in questi casi le foto erano solo uno degli strumenti usati in un piano/progetto più complesso, dove appunto la foto altro non fa che completare un processo che prevede anche molto altro.

Credo che Giovanni Teti si riferisca alle foto buttate qui e la sui forum accompagnate dall'immancabile didascalia tipo "questo deve far riflettere"....che si, forse nell'attimo stesso in cui le vedi per mezzo secondo rifletti...ma poi, magari, come spesso accade a me, dalla temporanea compassione per il povero disgraziato inquadrato, passo al fastidioso pensiero che lo stesso sia stato usato dal fotografo di turno semplicemente per soddisfare il suo ego...che sia fare colpo su un forum, sentirsi socialmente corretto, voglia di impartire lezioni etiche non richieste, alla fine, sempre e solo per proprio tornaconto è, nulla porta infatti alla persona usata o alla situazione in generale.


avatarsenior
inviato il 25 Ottobre 2019 ore 9:25    

+1

avatarsenior
inviato il 25 Ottobre 2019 ore 10:29    

Credo che Giovanni Teti si riferisca alle foto buttate qui e la sui forum accompagnate dall'immancabile didascalia tipo "questo deve far riflettere"...


Per condannare questo ho rischiato il bannaggio dal forum. Per quanto mi riguarda trovo molto squallido scattare queste foto senza un preciso progetto sociale

avatarsenior
inviato il 27 Ottobre 2019 ore 20:04    

Sono d'accordo con Teti e con quelli che son d'accordo con Teti.
Sono foto da non scattare.
Attenti anche al "reportage" sociale: non è automatico che concatendando un serie di scatti agli ultimi si faccia storia o sociologia. Anche i grandi fotografi americani "denuncianti"è dei '70 in realtà pescavano nel torbido dal loro piedistallo
privilegiato (per censo e cultura) e animo radical chic.
Meglio i culi di Tinto Brass tutto sommato. Senz'altro più sinceri.

avatarsenior
inviato il 31 Ottobre 2019 ore 20:39    

Giovanni, se sei ragionevolmente vicino a Milano, ti consiglio un giro al festival della fotografia etica (a lodi, in realtà). Finisce questo weekend, ma si ripete ogni anno in questo periodo.


Grazie Gma, scusa il ritardo con cui ti rispondo, credo vada per il prossimo anno cmq grazie per la segnalazione sei stato gentile

avatarsenior
inviato il 31 Ottobre 2019 ore 21:07    

Ritornando al tema ci ho ragionato un po' questi giorni e mi sono anche letto un bel riassunto sul l'opera di Gardin e Cerati "Morire di classe" che trovate qui

www.2001agsoc.it/materiale/sconfinamenti/Sconfinamenti.N14.pdf

che dire...non sono giunto a conclusioni definitive, affrontare l'argomento oggi mi sembra piuttosto complesso e in parte ho forse anche cambiato idea...

Mi confortano da una parte le stesse parole di Gardin "All'epoca aveva un senso denunciare l'ingiustizia e la sopraffazione. Qualcosa accadeva, qualcosa si muoveva a livello di opinione pubblica e di istituzioni...oggi invece sono scettico sul potere di denuncia della stampa e della televisione. La gente è diventata cinica, insensibile. Pensa ad altro, guarda, alza le spalle e tira avanti, fino al prossimo spot".

Ora, il punto mi sembra proprio che la fotografia sociale (inteso quale potente contributo al cambiamento) venga oggi in parte meno proprio perchè manca tutto l'intorno e cioè il cambiamento, la voglia di attivarsi (che si sia più umili o dottori illuminati alla Basaglia), questa stasi assordante in cui tutti sembriamo vittima della sindrome di Tina (There is no alternative).

In questo panorama mi chiedo dunque: possiamo biasimare le foto che ritraggono gli homeless con teleobiettivo? Non sono queste (quando in buona fede) degli ingenui tentativi di evidenziare un problema e che non porteranno di certo a niente anche se, con i social e tutta la facilità di comunicazione, ognuono di noi può infondo essere un Gianni Berengo Gardin per un giorno? (il parallelismo è solo per spiegare meglio...anche se mi chiedo cosa avrebbero ottenuto quelle foto se pubblicate oggi su un social...torniamo alla mancanza dell'intorno o meglio del fondamento della foto)

Sono contento sia intervenuto il signor Mario dai cui commenti è nata un po' la curiosità e l'esigenza di questa discussione

Infine un pò di confronto: avvertite e se li avvertite quali credete possano essere i temi sui quali oggi ci sia una sufficiente attenzione sociale che potrebbe essere amplificata e rafforzata dalla fotografia?

avatarsenior
inviato il 31 Ottobre 2019 ore 21:28    

In questo panorama mi chiedo dunque: possiamo biasimare le foto che ritraggono gli homeless con teleobiettivo?


Tralasciando il resto e stando a questo punto: si.
Ognuno fa quello che vuole. E ugualmente ognuno ha il diritto di giudicarlo come vuole ;-)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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