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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 18:26
Salt, che dire... condivido in pieno quanto dici |
user111807
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 19:35
Il tempo mi spiace é già passato, possiamo solo limitare i danni. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 20:22
“ .io e te, e tanti altri per „ per quel che mi riguarda ho deciso che pianterò come minimo 15 alberi. poi potrei piantarne anche molti di più, ma come minimo 15. 15 perchè sono quelli necessari per il mio fabbisogno di ossigeno. Poi occorre chiarire bene cosa significhi fare o non fare qualcosa. In questo momento sto consumando ossigeno, non intendo suicidarmi per questo. Non si tratta di una questione di principio o di una religione, significa adottare uno stile di vita dove c'è la consapevolezza del problema. Direi che su questo non serva neanche fare esempi, perchè chi pratica, sa cosa si fa per ridurre alcuni impatti, spesso gratuiti, che aggiungono problemi alle prossime generazioni. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 21:08
Ooo è una cosa condivisibile e bella ma è come Don Chisciotte contro i mulini a vento. A 200 chilometri da te un sindaco ha appena deliberato il nuovo piano regolatore ambientale e per fare posto all'ennesimo centro commerciale hanno abbattuto 20 alberi e diserbato un'area grande come due campi da calcio....per fare un esempio forse inverosimile ma nemmeno tanto. Tutte le iniziative singole sono una gran cosa ma valgono pochissimo in confronto all'enormitá di quello che l'impatto industriale ha sull'ambiente, sui fiumi di plastica che anche in questo momento si stanno riversando in India o ai miliardi di persone che costantemente si muovono in ogni angolo del globo utilizzando auto, navi, aerei e mezzi pubblici per spostarsi da un posto all'altro chi per lavoro chi per svago. È già tantissimo che ci sia la raccolta differenziata in molti comuni. Nelle grandi città è impossibile. Se poi mancherà l'ossigeno il corpo delle future prossime due generazioni si abituerà come succede se vai in alta montagna...farai meno sforzi per limitare l'affaticamento. E cmq sarà uno dei minori problemi....di questo passo le anomalie cancerogene mieteranno più vittime di sicuro |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 21:15
“ Ooo è una cosa condivisibile e bella ma è come Don Chisciotte contro i mulini a vento. „ questo dipende esclusivamente dagli obiettivi che ti poni. se l'obiettivo è riportare l'O2 ai giusti livelli è un mulino a vento, se l'obiettivo è contribuire al meglio nel proprio piccolo e nei propri limini hai fatto centro. se poi di tale tuo modo di fare, riesci a passare un'eredità anche a qualcun altro, per me hai fatto bingo. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 21:21
Hai perfettamente ragione e io sono un fautore dell'energia prodotta dal sole, mediante fusione nucleare, un sole che trasforma idrogeno in elio e via dicendo fino ad arrivare al ferro. Non possiamo a un passo della mobilità elettrica pensare di produrre energia, bruciando carbone e petrolio. Dobbiamo aiutare l'eolico e il fotovoltaico, sostituendo le centrali a carbone che ancora esistono con un piano nucleare. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 21:47
Ogni 10 km non percorsi in auto, disponi della cifra sufficiente a comprare un Mq di terra agricola abbandonata. Se riesci a ridurre di 10mila km puoi comprare mille mq, sufficienti per 60 piante di nocciolo, o acacia. Non serve a nulla.. per il mondo… ma se riduci di 10mila km ed in compenso pianti e curi 60 alberi, succede molto per te. Sul piano personale.. un campetto con un centinaio di piante da' poco lavoro.. ma e' spazio vitale. |
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inviato il 03 Ottobre 2019 ore 8:09
Salt, magari ci fosse gente disposta a vendere terra da queste parti (oddio, se viene considerata edificabile te la vendono pure); mi accontenterei se per fare fronte alle accresciute esigenze di esbosco legname, dovute alla tempesta Vaia dell'anno scorso, non spianassero a loro volta porzioni di terreno libero: nell'immediato per accatastare i tronchi portati a valle, ma in futuro (lo si vede chiaramente da come stanno "attrezzando" tali aree) per realizzare parcheggi a tutto vantaggio di "casualmente" adiacenti agriturismi e camping. |
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inviato il 03 Ottobre 2019 ore 8:31
Ma guarda che non dico di acquistare terra fertile in piano. Se prendi tutti i terreni non smacchinabili, quelli te li vendono volentieri. Son considerati marginali. Io ho testato una combinazione di piante da inserire che per il momento funziona benissimo. Si tratta di inserire piante autoctone di diverso tipo. Partendo da alberi con una struttura e vita prevista di cento anni fino ad arbusti a rapida rotazione, piantati insieme seguendo uno schema preciso. Ottieni in pochi anni una vera foresta, dalla quale ogni anno estrai biomassa adatta a fare compost o come combustibile. ( se ti organizzi con il seed bombing ottieni anche roba che si mangia ) Nel frattempo crescono le piante piu legnose e man mano vanno a regime. Alla fine le piante ad alto fusto prenderanno il sopravvento ed il bosco sara' formato. In realta' sono strutture vegetali viventi che una volta lanciate hanno bisogno di pochissima attenzione /lavoro. Si tratta di andare e raccogliere… o di lasciare il tutto procedere da solo. |
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inviato il 03 Ottobre 2019 ore 9:00
Beh, qui in Val di Fiemme la situazione è particolare: gran parte del suolo, forestato e non, è di proprietà della Magnifica Comunità della Valle di Fiemme, un'istituzione di origine medievale che fondamentalmente si regge proprio sull'inalienabilità del patrimonio territoriale; a Predazzo poi un'altra porzione molto estesa è di proprietà della cosiddetta Regola Feudale, altra entità simile alla Magnifica, ma di diritto privato (cosa estremamente particolare anche in età medievale). Ma il problema qui non è in realtà la mancanza di alberi (dove un tempo c'erano prati da sfalcio e pascoli ne sono spuntati a volte fin troppi, a scapito della biodiversità presente 4-5 secoli fa), che in fondo sono la continuazione dell'antico trend economico della comunità originaria, il quale viene fortunatamente mantenuto quanto meno come fattore distintivo, ma nella mentalità per cui tutto quello che si fa, da decenni, lo si mette in cantiere sempre con l'occhio puntato allo sfruttamento turistico, anche quando si tratta di opere destinate a fronteggiare situazioni di emergenza e che quindi dovrebbero avere un carattere di estrema temporaneità. Insomma, da un lato ci si bea di avere più terreno forestato rispetto ad altre situazioni territoriali e sociali, ma dall'altro si spinge per potenziare tutte quelle strutture e infrastrutture che aumentano la pressione antropica "stagionale" già al limite della sostenibilità: alla lunga è un controsenso eco...insostenibile. Anche i "prodotti tipici" alle volte contribuiscono in tal senso, perché ad esempio per aumentare (e reclamizzare) la produzione casearia locale (Puzzone di Moena ecc.) non si abbattono alberi, è vero, ma spesso li si irrora coi liquami di stalla fino a 3 metri d'altezza (visto più volte personalmente) e si sta iniziando ad ottenere i permessi per spargere quei liquami anche sulle vecchie zone pascolive di media montagna (quelle di fondovalle sono già "cosparse" da anni): ti lascio immaginare che specie ci crescono ora. |
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inviato il 03 Ottobre 2019 ore 9:23
“ Sappiamo che la prima grande transizione economica della società umana – il passaggio da un'economia fondata sulla raccolta e dalla caccia all'economia fondata sull'agricoltura e l'allevamento – ha determinato diecimila anni fa un aumento della temperatura media del pianeta stimato intorno a 1 °C a causa delle modificazioni del suolo, in primo luogo attraverso la deforestazione. „ tutta la parte di stima del contributo solare e dei raggi cosmici mi sembra molto sottostimato rispetto ad altre fonti che avevo letto...ma il punto che ho quotato è quello che mi pare maggiormente campato in aria Cioè, l'attività agricola di circa 8 milioni di persone ( fonte) avrebbe causato l'incremento di 1°C nella temperatura media del pianeta? sarà anche universitaria questa ricerca, ma probabilmente di una facoltà di filosofia, non certo scientifica |
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inviato il 03 Ottobre 2019 ore 9:49
Salt, sono gesti ammirevoli, ma nulla più che palliativi: non risolvono il problema, danno solo l'impressione che si possa fare qualcosa pur mantenendo lo stile di vita attuale. E siccome nessuno vuole abbandonarlo, ecco perchè i nostri genitori hanno rubato i nostri sogni, noi abbiamo rubato quelli dei nostri figli e i nostri figli ruberanno quelli di chi viene dopo. Un giorno qualcuno potrà pagarne in conto....oppure un giorno ci si renderà conto che i sogni non sono stati rubati, ma creati. |
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inviato il 03 Ottobre 2019 ore 10:13
Angor, a me invece importa capire come mai, data l'incontrovertibile importanza dei cicli astronomici (Milankovitch ecc.) rispetto alle variazioni climatiche sui tempi lunghi, quelle fasi non abbiano coinciso "sempre" con altrettanti grandi fenomeni di estinzione di massa; in pratica, non sono sufficienti le cause astronomiche per provocare fenomeni di quella portata, a meno che i loro effetti non vengano amplificati da altre cause prodotte da agenti presenti sul pianeta Terra (estese e prolungate eruzioni vulcaniche ecc.). Dal momento che è innegabile che l'apporto umano sia in grado di innescare queste ulteriori cause, e che la biodiversità globale sta effettivamente subendo una crisi paragonabile ad un evento di estinzione di massa, mi chiedo se quest'evento si risolverà come uno di quelli minori o uno di quelli disastrosi, e se l'uomo non sia effettivamente la causa non tanto di tutto l'insieme della variazione, di quella goccia che farà traboccare il vaso; dato che non sempre a questo punto del ciclo c'è stata una moria di grandi proporzioni, mi preoccupa di più quella goccia che potrebbe innescarla. |
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