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inviato il 08 Agosto 2019 ore 12:04
Mi rifaccio alle ultime battute di questo topic: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3262207&show=last#18277871 Dove, ho pubblicato un commento che ripropongo qui come nuovo argomento (magari è un argomento vecchissimo...): Il nuovo Nikon 85 f1,8 serie S è fabbricato con un barilotto in 'materiale sintetico', ma considerata la tecnologia applicata e la qualità dell'immagine prodotta, non credo che sia fabbricato esclusivamente in (vile) plastica. Sono dell'opinione che all'interno impieghi materiali più stabili (come alluminio oppure ottone) mentre la carrozzeria sia nell'ormai abituale 'plastica' di Nikon Tuttavia, ho l'impressione che sia opinione comune che il rapporto prezzo/materiali della maggior parte delle lenti Nikon sia decisamente svantaggioso, proprio per via dell'impiego di materiali plastici e che il costo, almeno per decenza, vorrebbe materiali più 'nobili', eventualmente anche per la struttura esterna Quello che mi stupisce è che il mitico brand giapponese, mitico per la robustezza e qualità dei prodotti -una volta- e mitico perché ormai si vive sulla memoria di un mito non supportato dai fatti... il mitico, dicevo, non proferisce parola né sulla struttura interna di queste ottiche serie S (né delle altre serie F) né sul perché della scelta di certi materiali, né sulla loro durata. L'unico accenno all'affidabilità dei materiali è un cerchietto con scritto '10' stampigliato sul barilotto, che starebbe a significare che quella lente è fatta per durare almeno 10 anni (va bene... e poi?) L'uso ed abuso di certe mie ottiche 'di plastica' testimoniano che, comunque, i barilotti, anche se in plastica, possono sopportare un impiego molto intenso, tuttavia resta il dubbio se tra un 30-40 anni saranno ancora utilizzabili come lo sono oggi alcune mie ottiche AI (per la verità: non tutte). Nella sostanza: io sono dell'opinione che tutto questo nuoca all'immagine del brand, e puzzi molto di obsolescenza programmata, sebbene i prodotti di alta gamma siano comunque allo stato dell'arte. Se... qualcuno avesse info più dettagliate al riguardo... sarei ben felice di aggiornare la mia opinione |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 12:35
Ciao Gsabbio, Il tuo discorso è generale o riferito in particolare a Nikon? Quando si parla di affidabilità dei materiali secondo me non può valere altro se non l'uso sul campo. Faccio l'esempio della d90: è molto robusta, affidabile e durevole, sulla carta magari non le si darebbe una lira, credo sia in policarbonato. Per gli obiettivi una grossa distinzione tra i manual focus, per questo stesso motivo più durevoli e gli autofocus. Gli af andranno incontro prima o poi a problemi, ben che vada necessiteranno di qualche piccolo intervento e ritaratura, anche quelli privi di motore interno. Ho avuto modo di provare il nuovo nikon Z 24-70 f4, mi sembra solido e ben costruito...c'è plastica e plastica insomma, se anziché platica la chiamiamo che so, "materiale polimerico ad alte qualità meccaniche"..stiamo più tranquilli che l'obiettivo non si rompa |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 12:49
“ L'unico accenno all'affidabilità dei materiali è un cerchietto con scritto '10' stampigliato sul barilotto, che starebbe a significare che quella lente è fatta per durare almeno 10 anni (va bene... e poi?) „ In realtà significa che i materiali inquinanti interni non fuoriescono prima di 10 anni, una stimati ovviamente. (PS: Alcuni obiettivi Leica recano la scritta 50) Quello che conta comunque è la struttura interna, e come è stata progettata. Quella dovrebbe essere in metallo (o materiali resistenti) per vari motivi (usura, dilatazione, ecc.). Io da "romantico" non mi dispiace anche un rivestimento metallico, anzi mi fa molto piacere. |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 12:56
“ Il tuo discorso è generale o riferito in particolare a Nikon? „ Da 'storico' utilizzatore di Nikon, naturalmente mi riferisco a questo marchio sul quale ho maturato la mia esperienza, ma è vero che, senza eccedere in 'campanilismi', il discorso si possa allargare a tutti i brands. Sui corpi in policarbonato, non posso che darti ragione, personalmente ho posseduto una Nikon D70 che dopo essersi andata schiantare con violenza sui sassi, ha continuato a funzionare come se nulla fosse accaduto (nonostante gli evidenti danni). Tuttavia, quello che mi stupisce è il silenzio di Nikon e non solo, su questi dubbi degli utilizzatori che sicuramente sono arrivati alle orecchie del loro marketing. Gli atteggiamenti che si potrebbero dedurre -del marketing- sono perlomeno due: il classico 'Scansati ragazzo e lasciami lavorare' e l'altro: 'Meno se ne parla meglio è' Nel primo caso: sarebbero tanto sicuri dei vantaggi che non riterrebbero necessario divulgarli, in sostanza l'utilizzatore dovrebbe accettare supinamente ogni scelta tecnologica semplicemente 'fidandosi' (perché loro sanno cosa sia meglio) Nel secondo caso: l'argomento sarebbe tanto scottante che è preferibile lasciarlo dormiente In tutti e due i casi: per il cliente non è una bella situazione. Sbaglio? |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 13:06
“ Quello che conta comunque è la struttura interna, e come è stata progettata. Quella dovrebbe essere in metallo „ Grazie per la spiegazione del '10' Sulla struttura interna: Nikon riesce a vendere a circa 100 euro un'ottica come il 18-55 (nelle varie versioni) ed anche altre ottiche 'standard' economiche che sono fabbricate esclusivamente in 'plastica' (dentro e fuori) Prezzo osceno di queste lenti a parte, che penso contempli un ricarico del 1000% sui costi di produzione, il silenzio (omertà?) di Nikon sulla struttura delle sue ottiche non lascia ben sperare. Inoltre, il fatto che impieghi ampiamente materiali plastici per una parte della sua produzione (venduta anche a prezzo elevato, come il 50 f1,4) fa seriamente sospettare che la dirigenza abbia perso di vista lo scopo primario di qualità ed affidabilità che ha sempre caratterizzato il marchio. |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 13:25
Ciao,ho il 20 f1,8G che ancora va,pero' mi lascia dei dubbi sulla messa a fuoco e sulla qualità ai bordi,alle volte sembra peggiorato.Ipotizzo qualche movimento all'interno della borsa anche soltanto nel trasporto o all'interno del baule dell'auto,invece in quanto a tropicalizzazione non è entrata polvere o altro.A proposito fa un click la ghiera di messa a fuco,a fine corsa da un po' tempo.La plastica c'è ma è decente a vedersi a primo impatto,pero' nel tempo non sembra dimostrare questo affidamento.Ci vuole un fotografo meno dinamico rispetto a me, che usa l'obiettivo relativamente poco e con la massima cautela tutte le volte e non è sempre fattibile e tutto cio' si traduce nelle foto. Il 24-70 f 2,8 per fare un esempio, si presenta di construzione solida,ma poi ha uno schema ottico complesso e nell'uso continuo ho rilevato altre problematiche.Da un lato si leggono alcuni pareri che sembrano fortemente allarmistici ed esagerati ,pero' poi c'è l'utilizzo pratico che non è certo il massimo anzi. |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 13:28
“ Prezzo osceno di queste lenti a parte, che penso contempli un ricarico del 1000% sui costi di produzione „ Non credo, dato che i profitti sono quasi a zero. Si calcola poco che la precisione costruttiva incide di più dei matriali (ovviamente molto relativa come cosa). |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 15:22
“ Si calcola poco che la precisione costruttiva incide di più dei materiali „ Precisione e controlli qualitativi, indiscutibilmente. Concetti che, oggettivamente, trovo difficili da far conciliare con una produzione basata su materiali molto economici da produrre in serie e suscettibili alle variazioni di temperatura come la 'plastica' (almeno... questo è quello che so) Come diceva Ettore Petrolini: "Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Ne hanno poco, ma sono in tanti" Penso che, commercialmente, vendere con ampio sovrapprezzo ottiche di larga diffusione come il 18-55 oppure il 18-140 (che è anche buono!) o anche 50 f1,4 e f1,8 (molto buono lo 1,8) vada a compensare i minori margini di guadagno sulle ottiche di classe più elevata. Per come la vedo io, però, va ad influire negativamente sull'immagine del brand. E' chiaro il concetto? -felice di essere smentito- |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 15:32
“ vada a compensare i minori margini di guadagno sulle ottiche di classe più elevata. „ Tutt'altro che smentito. È così, chi produce supertele difficilmente ci guadagna, spesso per ogni supertele ci perdono qualcosa, in pratica se acquisti un 18-55 fai della carità a chi compra un 400 2.8 ;) Questa era la grande differenza con i vecchi e costosi supertele Leitz (e forse Zeiss) che non potevano spartire i costi sui economici, perchè non li avevano. Comunque credo che Nikon abbia anche una bassa efficienza a discapito di (ad esempio ) Sigma che riesce a tenere i prezzi cosi basso. Se non sbaglio hanno dichiarato più volte che risparmiano molto in pubblicità (oltre che l'efficienza). Inoltre ci sono anche altre mille variabili che non conosciamo minimamente. |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 16:12
Per me la plastica si concilia solo con economico. Per ciò che riguarda la robustezza non mi pronuncio visto che ormai si tende a cambiare spesso ottiche quindi non si fa in tempo a capire l'affidabilità a lungo termine. Ormai la plastica ha preso piede anche su obiettivi professionali, nel mio caso quelli con la striscia rossa L, avevo aperto tempo fa una discussione a riguardo. Resta il fatto che questo risparmio nella produzione di sicuro non lo vediamo noi |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 16:29
Caro Gsabbio hai presente i vecchi obiettivi nikon Ai-s come erano costruiti? ecco ora nikon non li costruisce più così sono di plastica e dentro invece del metallo ci sono rotelle e guide in teflon, che si consumano e si deformano. Eppure in tempi recenti gli obiettivi della serie V erano tornati a essere di ferro! Ah già' non li fabbricava nikon, erano solo marchiati nikon. Oggi credo che tranne zeiss, voifglander leitz e fuji, in pochi li costruiscono ancora in metallo. Certo dato che le lenti per tutti sono in plastica, forse qualcuno dovrebbe diminuire i prezzi. |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 16:53
Personalmente, non sono contrario all'impiego di materie plastiche. Ho alcune ottiche AI interamente in metallo che viaggiano sui 40 anni e sono ancora meccanicamente molto buone, ma ne ho incontrate molte che erano ormai 'finite'. Allo stesso modo ho posseduto ottiche 'in plastica' che sono durate molto a lungo con un impiego intenso, ma sono anche finite probabilmente prima di quanto sarebbero durate se fossero state fabbricate in metallo. Poi... è vero che le ottiche di un corredo 'vanno e vengono' in funzione dello stile fotografico, dei soggetti da riprendere e della 'scimmia'. Sono anche convinto che i produttori facciano affidamento proprio su questo, e cioè: prima che si accorga che la lente 'dura poco' l'utilizzatore ne ha già cambiate due o tre. Perlomeno: così capita a me. Tuttavia, opinioni ed appena un poco di esperienza pratica a parte, non trovo assolutamente nulla in rete che smentisca o avvalori le mie tesi (perché di tesi si tratta, ed in quanto tali da dimostrare) Ecco... è proprio questa mancanza di informazioni che mi fa sospettare qualcosa di non esattamente adamantino nei confronti della clientela. Voglio citare un'esperienza personale: acquistai il primo afs 24-120 3,5-5,6 nel lontano 2004 (circa) e dovetti acquistare il secondo alcuni anni dopo, perché il primo era ormai 'tritato' dall'uso (infine, nel 2010 passai -felice- al nuovo f4). Sorpresa: il primo -marcato made in Japan- pesava 15 grammi in più del secondo -marcato made in China (o Thailand... non ricordo)- La differenza di peso era sensibile già in mano, e la bilancia lo confermava. La qualità d'immagine delle due lenti era equivalente, ma il peso no. Come mai? Posso pensare che spostando la produzione abbiano applicato materiali meno costosi (la plastica, appunto). Però, il prezzo rimase invariato |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 17:04
“ Eppure in tempi recenti gli obiettivi della serie V erano tornati a essere di ferro! Ah già' non li fabbricava nikon, erano solo marchiati nikon „ Serie V? ah... ok, quelle delle fotocamere V su sensore da 1" ora fuori produzione Chi le fabbricava? |
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inviato il 08 Agosto 2019 ore 23:13
“ Ho alcune ottiche AI interamente in metallo che viaggiano sui 40 anni e sono ancora meccanicamente molto buone, ma ne ho incontrate molte che erano ormai 'finite'. „ Domanda ma le hai acquistate 40 anni fa nuove e si sono deteriorate' oppure le hai acquistate usate e non sai come siano state precedentemente tenute? “ Serie V? ah... ok, quelle delle fotocamere V su sensore da 1" ora fuori produzione Chi le fabbricava? „ una ditta cinese. |
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inviato il 10 Agosto 2019 ore 19:58
“ Domanda ma le hai acquistate 40 anni fa nuove e si sono deteriorate' oppure le hai acquistate usate e non sai come siano state precedentemente tenute? „ Acquistate usate fino a una decina d'anni fa, ma io prendo solo lenti perfette. Col tempo, selezionando le lenti che volevo acquistare ne ho incontrate molte che erano ormai prossime al fine vita. Del mio corredo, accantonati per fine vita, ho un eccezionale fisheye pentax (SMC Takumr 17mm f4) ormai opacizzato e non recuperabile ed un economico 300mm a specchio della Panagor (ottimo per [negozio 24] effetto) anche quello opacizzato e con lo specchio ossidato. |
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