|
|
inviato il 20 Giugno 2019 ore 12:21
Sdraiato in spiaggia, mentre la mia compagna gioca coi giocattolini nuovi 5d iv e 40 pancake, mi trovo con un po'di pace e quiete... Da quando mi sono avvicinato alla fotografia, un mantra che ho sempre sentito ripetere è la maggior profondità di campo dei formati minori... Poi usi un dof calculator e scopri che a parità di focale, non equivalente, i conti sono opposti... Più il formato è piccolo più la profondità di campo è ridotta. Ovviamente, se torniamo alle equivalenze dei formati, cioè 35mm apsc vs 50mm ff tutto rientra nel mantra... Oltre ad essermi sorpreso, ho capito che il mantra è relativo alla mera fruizione delle equivalenze da spippolamento mentale... Ma fortemente incorretto tecnicamente.. È sempre la focale e diaframma che determina la profondità di campo ... A meno che il dof calculator non toppi alla grande, ovviamente. Se avessi una ff farei il test, stesso obiettivo, stessi parametri, cropperei la foto ff e farei contronto... Ma non posso... Ero l'unico che non aveva capito, che in realtà i formati piccoli hanno meno profondità di campo, se non fosse per le focali più corte che devono usare per avere lo stesso angolo di campo? |
|
|
inviato il 20 Giugno 2019 ore 12:49
L'errore nasce dal fatto che si tende a paragonare la profondità di campo a parità di rapporto focale e inquadratura, in quel caso il formato più piccolo offre più PDC, ma la realtà è che se l'angolo di campo è lo stesso e la pupilla d'ingresso è la stessa la PDC sarà la stessa indipendentemente dal formato utilizzato. |
|
|
inviato il 20 Giugno 2019 ore 13:10
@Daunio un'immagine vale più di mille parole. Guarda questa:
 Nikon 1 V2 con montato un Biogon T* 28/2.8. Il crop è 2.7. L'angolo equivalente è quello di circa 75mm FF. f/=2.8, cioé la minima pdc dell'obiettivo. Quello che conta per la pdc sono la distanza, f/ e F, il formato del sensore lo fai rientrare con ragionamenti di equivalenza fini a se stessi. Qui vedi la pdc di un grandangolo e l'angolo di un tele da ritratto. In effetti il formato 1" è impagabile se in street non vuoi disturbare il prossimo tuo |
|
|
inviato il 20 Giugno 2019 ore 13:56
Se hai uno zoom a diaframma costante e una reflex FF che scatta in formato apsc puoi provare... Non mi sono mai posto la questione da quando sono passato a ff |
|
|
inviato il 21 Giugno 2019 ore 14:10
@Simgen quello che scrivi è vero, ma nella pratica se vuoi lo stesso angolo stai più distante con la stessa focale su un sensore più piccolo. E non dimentichiamo che il cerchio di confusione può avere senso per ottiche molto corrette, altrimenti un punto luce può essere distorto in mille modi e addio teoria |
|
|
inviato il 21 Giugno 2019 ore 15:49
@valgrassi Il mio spunto parte dal calcolo della profondità di campo, impostando focale, diaframma e metri di distanza del soggetto e cambiando solo il formato, la profondità di campo di una apsc risulta minore di una ff, ovviamente è un calcolo fine a se stesso, a meno che poi non si croppi la foto della ff, per isolare il soggetto, normalmente invece si utilizzano focali diverse per fare il confronto di pdc, con il risultato che si fa passare il messaggio che il formato è ad avere più pdc, ovvio che è per semplificare ma se il calcolatore non prende un abbaglio la matematica dice che l'apsc ne ha meno, la pratica di più... Io che non avevo mai approfondito la questione, davo per scontato che oltre per focali più corte anche il formato stesso desse maggior pdc... Ai fini dello scatto cambia poco... |
|
|
inviato il 22 Giugno 2019 ore 8:52
La PdC dipende dalla focale e quindi se usi un 50 mm avrai sempre la stessa PdC indipendentemente dal fatto che su aps-c il 50 è un tele mentre sul 6×6 è un grandangolo pure abbastanza spinto! Ma questo lo diciamo giusto per parlare tanto la PdC non esiste. |
|
|
inviato il 22 Giugno 2019 ore 9:40
la pdc non dipende dalle dimensioni del sensore ma dalle proporzioni tra sensore/diaframma/angolo di campo inquadrato. è per questo che si può parlare di diaframma equivalente sulla base dello stesso angolo di ripresa per i due formati. per es. se con un apsc 85mm ho una certa pdc a f4, con il ff dovrò usare un 135 e f8, da cui la corretta dicitura che il formato apsc ha meno pdc. Tale affermazione è quindi vera agli effetti pratici poichè sul mercato le ottiche con maggiore rapporto equivalente sensore/diaframma/angolo di campo inquadrato, la si trova proprio nel ff e non in apsc. Per es. si trovano dei 50mm f1.0 ma non si trovano dei 32mm f0,65 per apsc. tantomeno un 25mm f0,5 per m4/3. quindi, il formato che permette la minore pdc per i prodotti presenti sul mercato è il 24x36. |
|
|
inviato il 22 Giugno 2019 ore 10:58
Argomento che mi ha interessato giusto qualche giorno fa (e decisamente incasinato la testa), infatti mi ero scaricato un'app che calcolava la profondità di campo e l'iperfocale in base alla distanza di un soggetto e, ovviamente, focale, diaframma e sensore. Il problema è che dopo questi test teorici, mi è salita ancora più confusione, quindi ne approfitto per postare degli screenshot. Questi i dati, rapportano 90mm aps-c e 135 ff a diversi diaframmi e presi con la medesima inquadratura, che mostrano chiaramente come a focale equivalente il ff ha sempre una profondità di campo minore.

 Anche chiudendo di uno stop, a parità di focale equivalente e di inquadratura, il ff risulta avere meno pdc
 Tra l'altro ho pure confrontato un 90mm aps-c con un 90mm ff impostando la medesima dof e la stessa focale e diaframma, variando l'inquadratura, qua i risultati.

 Sto sbagliando qualcosa? |
|
|
inviato il 22 Giugno 2019 ore 11:08
“ Oltre ad essermi sorpreso, ho capito che il mantra è relativo alla mera fruizione delle equivalenze da spippolamento mentale... Ma fortemente incorretto tecnicamente.. È sempre la focale e diaframma che determina la profondità di campo ... „ oltre alla distanza dal soggetto naturalmente. Ora, i calcolatori come dofmaster tirano in ballo pure il circolo di confusione (credo si chiami così perché in tanti fanno confusione ) che ha una ulteriore implicazione pratica: a parità di dimensioni di stampa quella scattata con il formato ridotto sarà stata ingrandita di più e quindi l'effetto di scarsa nitidezza amplificato a parità delle altre condizioni. Per questo dofmaster ti dirà che la PdC è minore se cambi solo il modello di macchina e passi da una FF ad una APS-C. Siccome l'effetto della distanza dal soggetto sulla PdC ha un andamento esponenziale dal punto di vista pratico una immagine scattata inquadrando la stessa scena con stesso obiettivo e diaframma con una FF e poi con una APS-C a distanza maggiore e stampata su carta delle stesse dimensioni avrà PdC minore nel caso della FF. Analoghi ragionamenti possono essere fatti mantenendo la distanza fissa e cambiando la focale. Ultima nota che mi sento di fare è che l'effetto di sfocatura che contribuisce alla sensazione di maggiore o minore PdC è diverso per gli oggetti dietro al soggetto a fuoco e per quelli davanti. Tutti i ragionamenti fatti comunemente su quantità e qualità dello sfocato si riferiscono allo sfondo. |
|
|
inviato il 22 Giugno 2019 ore 11:34
quoto Mauro Orlando. la pdc, molti non lo sanno, è misurabile. si misura nelle stampe. è sufficiente prendere un punto luminoso e misurarne il diametro del cdc per avere misure oggettive. in pratica, usando la stessa focale e diaframma su ff e apsc, se poi stampo entrambi 20x30cm, nell'immagine da ff ci saranno + cose dentro (angolo + ampio), nell'apsc di meno. Quindi l'immagine da apsc sarà un crop ingrandito dell'immagine da ff. Ma proprio perchè ingrandito, anche i cdc saranno ingranditi, e quindi l'immagine avrà meno pdc, ma solo perchè è un crop ingrandito. |
|
|
inviato il 22 Giugno 2019 ore 14:34
Il mondo si vede diversamente con una aps-C, FF e MF. Tendenzialmente il fotografo non cambia la prospettiva (=distanza). E se rispetta l'equivalenza, tipo 30 mm su aps-C e 45 mm su FF (caso Sony-Nikon), la pdc è minore sulla FF. Quando un fotografo MF reale sostiene che vede più 3D a f/8 è perché sta scattando con un 75-80 mm che a tutti gli effetti è un piccolo tele riferito al 24x36mm. A confondere un po' le cose ci sono i Foveon che danno percezione 3D anche a f/8 e 30 mm, ma questo è funzione del microcontrasto e anche di un altro fattore che apparentemente nessuno considera: i Foveon sono meno afflitti dalla diffrazione! Possibile che mi sia accorto solo io? O sto prendendo la vacca per le balle? |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |