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inviato il 20 Novembre 2018 ore 11:50
Chiedo gentili informazioni su quel che non sono riuscito, per mio difetto, a trovare nel regolamento. Ossia: 1) E' qui previsto un limite alla pubblicazione di immagini composte in pp da più di una fotografia? Se non è previsto: è sufficiente e/o necessario che le immagini di partenza siano di origine fotografica (analogamente a ciò che si poteva fare con le pellicole: doppie esposizioni, sandwich, fotomontaggi, elaborazioni in camera oscura, ecc.)? 2) Sono eventualmente ammesse delle aggiunte grafiche "artificiali" sulla base fotografica usata? Nel mio rispetto (e apprezzamento) per entrambe le seguenti interpretazioni domando, in sostanza, se la fotografia venga qui definita più un mezzo oppure più un fine; o tutt'e due. Ringrazio che avesse la cortesia di illustrami le regole vigenti. |
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inviato il 20 Novembre 2018 ore 12:47
direi che molti dei paesaggi sono doppie/triple esposizioni, nella ritrattistica sicuramente post produzione c'è ho un po' il dubbio su cosa tu intenda per : “ se la fotografia venga qui definita più un mezzo oppure più un fine; o tutt'e due. „ |
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inviato il 20 Novembre 2018 ore 12:49
ti confermo che si possono caricare anche immagini come quelle che hai descritto, c'è una galleria apposita (grafica e fotomontaggi) |
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inviato il 20 Novembre 2018 ore 16:35
Grazie ad entrambi per le gentili risposte. Al giustificato dubbio di MatteoGroppi rispondo con una definizione meno frettolosa di quella che ho dato prima. Premetto che la suddivisione in due categorie è artificiosa; era tanto per intendersi; nella pratica comune esse hanno confini assai sfumati e sono due tipi di ricerca espressiva che sovente si sovrappongono. Ciò detto: per fotografia come "fine" intendo quel tipo di produzione di immagini che, avendo come scopo l'interpretazione di una realtà fisica, usa lo strumento fotografico per valorizzarne gli aspetti veritieri. Pertanto tende ad evitare un eccesso di intermediazioni fra lo scatto e l'immagine finale e sovente cura molto gli aspetti "tecnico-formali". In questo caso si vuol valorizzare, dell'opera, non solo il contenuto ma anche il prodotto fotografico in quanto tale. Quando invece parlo di fotografia come "mezzo" mi riferisco all'uso della fotocamera (e non solo quella) per rappresentare visivamente realtà interiori fatte di cose che non necessariamente esistono nel mondo reale. Possono essere l'insieme di oggetti, suggestioni fisiche o metafisiche, sogni, ricordi di tempi anche diversi fra loro; il tutto condensato in una sola immagine. Potrei, al solo scopo di evidenziare le differenze fra i due diversi tipi di ricerca espressiva, ricorrere ad un parallelo in pittura: come fra i realismi cinque-seicenteschi (Caravaggio, Velasquez, Vermeer) ed il Surrealismo (Mirò, Ernst, Magritte...). Solo per rendere l'idea, s'intende! Ora, stante il diverso tipo di rappresentazione, i requisiti tecnico-formali della fotografia più tradizionale o documentaria (peraltro bellissime) non hanno un valore obbligatorio nel secondo caso. Anzi, certe volte, taluni "difetti" o anormalità possono essere strumentalizzati per ottenere il risultato voluto. La macchina fotografica è così usata alla stregua di un qualsiasi altro attrezzo utile ad ottenere ciò che si desidera, senza dover necessariamente rispettare regole classiche o specifiche. E' solo un mezzo, appunto. In questo caso non si tende ad un prodotto fotografico in quanto tale ma solo ad una "libera" immagine. Grazie ancora per gli interventi. |
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