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inviato il 22 Ottobre 2018 ore 16:52
L'università anche se agraria è un patrimonio personale spendibile nella vita in qualsiasi circostanza, quindi non consigliarla sarebbe stupido. Tuttavia studi settoriali sono molto più indicati per il lavoro. Dipende quello che vuoi farci. Se è per pura passione l'università è ok, se è per lavoro lascia perdere l'università e concentrati su studi settoriali. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:15
@Berserk84 l'Uni ti serve per non farti tagliare fuori dal mondo del lavoro, specie quello statale. Hai bisogno di titoli per fare domande e concorsi. Allora fatti una laurea breve, vanno bene tutte perché ti conferiscono un titolo anche se minimo. Oggi in un ospedale le infermiere oltre i quaranta sono assunte a tempo indeterminato e ai loro tempi avevano seguito corsi che le abilitavano infermiere sotto i vent'anni. Poi ci sono le infermiere ventenni che sono munite di laurea breve, sono in genere partite IVA e ogni due mesi rischiano il posto. Insomma, i tempi sono cambiati. Dipende se sei un marchese della zolla o un figlio di papà. Se vieni da famiglia povera è tutto più difficile. Ma forse quello che devi chiarirti è questo: voglio lavorare sotto padrone o essere imprenditore di me stesso? Nel secondo caso non hai bisogno dell'Uni, devi essere intraprendente, brillante, dotato nel tuo campo e se lavori molto il successo arriva. Oltretutto può anche riuscirti ad evadere qualcosina, da dipendente puoi stare sicuro che c'è il sostituto d'imposta e paghi TUTTE le tasse. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:26
“ Oltretutto può anche riuscirti ad evadere qualcosina, da dipendente puoi stare sicuro che c'è il sostituto d'imposta e paghi TUTTE le tasse. „ permettimi ma questa e' un idiozia... |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 11:01
“ @Berserk84 l'Uni ti serve per non farti tagliare fuori dal mondo del lavoro, specie quello statale. Hai bisogno di titoli per fare domande e concorsi. Allora fatti una laurea breve, vanno bene tutte perché ti conferiscono un titolo anche se minimo. Oggi in un ospedale le infermiere oltre i quaranta sono assunte a tempo indeterminato e ai loro tempi avevano seguito corsi che le abilitavano infermiere sotto i vent'anni. Poi ci sono le infermiere ventenni che sono munite di laurea breve, sono in genere partite IVA e ogni due mesi rischiano il posto. Insomma, i tempi sono cambiati. Dipende se sei un marchese della zolla o un figlio di papà. Se vieni da famiglia povera è tutto più difficile. Ma forse quello che devi chiarirti è questo: voglio lavorare sotto padrone o essere imprenditore di me stesso? „ Valgrassi, diciamo che condivido in parte quanto hai scritto dal punto di vista prettamente realista (tranne l'ultima frase sulla questione tasse che ti ha quotato Salt (ma lascio stare quell'argomento perchè altrimenti non se ne esce).... Non sono di famiglia ricca, quindi l'investimento di denaro e tempo nell'università per me è comunque importante... seppure ho un buon lavoro che mi permette di fare quello che desidero, devo comunque fare attenzione... Certamente l'idea finale sarebbe quella di aprire una mia attività, cosa che non è affatto facile soprattutto considerando che ho già 35 anni, quindi..... in un mondo come quello della fotografia dove ci sono tantissimi squali, non è affatto facile... pertanto al momento vorrei conseguire questi studi (università o da autodidatta se non dovessi riuscire), più per piacere personale e per coltivare questa passione, sperando in qualcosa (magari poi scopro di essere una capra totale e quindi lascio stare). Luca |
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inviato il 24 Ottobre 2018 ore 14:20
@Berserk84 vista la tua età, dipende se hai fatto il classico o altre superiori. Ho almeno tre amici che partendo da perito elettrotecnico/meccanico sono arrivati alla dirigenza. Ma erano eccezioni. La strada alla dirigenza te l'apre ingegneria. Se un ingegnere ha un minimo di buonsenso alla dirigenza c'arriva, prima o poi. Due anni fa ho sentito Ettore Colombo fotografo ufficiale Ferrari (80 Terabyte di database) affermare che la professione di fotografo continua a cambiare rapidamente. L'agenzia è una soluzione, il freelance è meno facile, secondo lui. |
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inviato il 24 Ottobre 2018 ore 14:50
Se è per arricchirti e per diventare competente dal punto di vista artistico ti direi di informarti bene e vai di università l'anno prossimo. E' un esperienza che ti arricchisce non solo sull'argomento, ma anche come esperienza in generale “ Certamente l'idea finale sarebbe quella di aprire una mia attività, cosa che non è affatto facile soprattutto considerando che ho già 35 anni „ Su questo punto invece sarei più pessimista, ma non perché hai 35 anni, ma piuttosto perché il lavoro e l'arte sono cose distanti anni luce. Puoi tranquillamente fare il fotografo professionista senza avere chissà quale cultura di storia dell'arte fotografica |
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inviato il 24 Ottobre 2018 ore 20:08
Già ... punto piuttosto all'anno prossimo giusto per mia cultura personale e perché comunque è una buona esperienza l'università. Nel frattempo studio e faccio pratica . |
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inviato il 25 Ottobre 2018 ore 8:22
@Berserk84 “ punto piuttosto all'anno prossimo giusto per mia cultura personale „ questo ti fa onore, è un atteggiamento corretto. Un detto ebreo diceva che l'unica cosa che non ti potranno mai togliere è la cultura, di qualsiasi tipo |
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inviato il 25 Ottobre 2018 ore 12:23
Non te la possono togliere. Ma per poco, con loro ci riuscivano... |
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inviato il 25 Ottobre 2018 ore 14:01
L'università, sopratutto se è un corso di nicchia, è anche un modo di costruire una rete di relazioni che ti permette di trovare la propria direzione, che in effetti uno studente scopre studiando. E' per questo che io non sono entusiasta all'idea di uno studio a casa tardivo, anche se fatto molto molto bene dal singolo, ammenoché lui non sia già introdotto nell'ambiente. E lo studente, oltre che cercare una direzione, scopre anche se stesso, trovando risorse che non si aspettava. Io feci studi del tutto differenti, ma la mia formazione arrivò più dalla vita li dentro che dalle ore passate sui libri. Ovviamente partendo dal presupposto di affrontare gli studi seriamente. A mio avviso inoltre questo ha senso solo in prospettiva professionale, in quanto la passione si coltiva, anche in profondità, attraverso percorsi autonomi o corsi specifici se del caso. |
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