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inviato il 01 Settembre 2018 ore 14:41
Certo, e come tutte le droghe li lascierà debilitati, come accaduto al Sudamerica |
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inviato il 01 Settembre 2018 ore 15:40
- “ paesi con crescita PIL del 7%annuo ma sempre + poveri a causa della crescita demografica eccessiva. „ , non tanto la crescita demografica (fenomeno comune alle povere e numerosissime famiglie italiane del dopoguerra) ma l'ineguale distribuzione della ricchezza è ovunque il problema della povertà mondiale, dove domina un'economia sempre più finanziarizzata e illiberale. -> L'Africa è stata la culla di grandi civiltà. Da lì emigrarono in epoche protostoriche gli uomini Sapiens che diedero vita alle grandi civiltà, mentre il nordico Homo neanderthalensis si estinse. STORIA: * In epoca più recente, i grandi imperi occidentali (Mali, Ghana, Songhai), il regno del Grande Zimbabwe, i regni del Congo e altre simili realtà sono riuscite a dare unità politico economica alle regioni sotto il loro controllo e promuovere lo sviluppo delle popolazioni interessate. Non va dimenticato che durante il medioevo la popolazione etiopica aveva un livello di vita superiore a quello europeo, né che i bronzi della costa orientale dimostrano una tecnica superiore a quella europea dello stesso periodo. È però vero che nel suo complesso l'Africa non ha avuto uno sviluppo tecnologico pari a quello europeo e asiatico, e che le immense ricchezze offerte dal continente siano state l'oggetto di scambio commerciale con l'esterno, con evidente vantaggio di mercanti stranieri. Mercanti e viaggiatori orientali – arabi, persiani, indiani e cinesi – hanno frequentato le coste orientali per secoli e sono penetrati all'interno in cerca di schiavi, materiali preziosi e animali rari. * L'apertura dell'Africa verso l'occidente è iniziata solo nel XV secolo, con le esplorazioni delle coste da parte dei portoghesi, e le prime esplorazioni dell'interno da pare di avventurieri e schiavisti. - Con l'avvento delle 'indipendenze' i paesi africani si sono fortemente indebitati, incoraggiati dalle istituzioni finanziarie controllate dall'ONU. I fondi non sono stati investiti per lo sviluppo, o non hanno dato i risultati sperati. Agli inizi degli anni 90 era ormai chiaro che i paesi africani non erano in grado di ripagare i debiti e che il servizio del debito stava bloccando la crescita dei vari paesi. In tutti i paesi subsahariani il settore finanziario è dominato da istituti multinazionali. Attualmente la maggior parte delle ricchezze in termini di risorse minerarie (petrolio e materie prime) sono in mano alle grandi multinazionali estere creando spesso malcontento a livello locale per condizioni di sfruttamento e forme violente di rivolta (es. forza volontaria popolare del Delta del Niger). SOLUZIONI POSSIBILI: La soluzione: bisogna portare cibo lì dove non c'è e, soprattutto, bisogna fare in modo che i Paesi dell'Africa possano produrre autonomamente il cibo di cui hanno bisogno. Quando lavorai in Africa come volontario presso una missione cattolica (io che non lo sono) sentivo da parte di alcuni missionari parole come quelle di Steff, mentre i contadini locali (nel mio caso il popolo burkinabè) mi parlava di espropriazione politiche e forzate dei loro terreni a prezzi stracciati a vantaggio delle multinazionali delle monoculture come il cotone. Occorre all'Africa a) Scuole perché è l'istruzione il primo fattore di emancipazione b) Acqua potabile per debellare malattie oggi endemiche con piccoli ma diffusi pozzi nelle aree rurali che oggi si spopolano per l'emigrazione interna verso le baraccopoli di grandi città della “ la black anarchy -nonostante- la violenza delle dittature e della vigilanza armata antifurto privata „ , premessa alla grande emigrazione, c) Lotta alla fame tramite una agricoltura di piccoli appezzamenti da redistribuire ai piccoli agricoltori come stava facendo il presidente Tomas Sankara assassinato dalle multinazionali. Petrolio e minerali preziosi non sfamano certo la gran parte della popolazione. d) Emancipazione femminile: le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini; non possono lavorare, non possono possedere la terra e subiscono spesso violenza, in qualunque contesto religioso. - Come afferma Nkosazana Dlamini-Zuma, Presidente della Commissione dell'Unione africana, in un'intervista del Sole-24ore “ molti Paesi europei spendono ingenti cifre nello sviluppo della robotica. Pensano che i robot possano sostituire gli essere umani. È possibile solo per certi aspetti. Per il resto non è corretto. I robot non pagano le tasse e non contribuiscono alle pensioni. Vi faccio appello a lavorare insieme; la giovane popolazione dell'Africa può esser complementare a quella più vecchia dell'Europa. Io peraltro credo che l'Europa debba arrivare ad una politica sulla migrazione, che sia conoscibile in Africa. In modo che le persone che intendono migrare in modo legale possano farlo. Se lavorassimo insieme per una soluzione comune in una cornice legale, si assesterebbe un duro colpo al business della tratta degli esseri umani. „ p.s. Sono queste le “ stupide ideologie „ e la “ ca.gata pazzesca „ di analisi non mie ma di fonti desunte da economisti e leader locali africani - spesso incarcerati - altrettanto autorevoli del pensiero di Steff che nessuno ha mai tacciato di razzismo? Con umiltà, Fabrizio |
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inviato il 01 Settembre 2018 ore 23:07
“ Per quale motivo gli africani non potrebbero scegliere di continuare (a casa loro, badate bene, mica a casa degli altri dove sarebbe ovvio accettare le regole altrui) a vivere come hanno fatto per millenni? Un motivo solo: perché l'Africa è l'ultimo continente che offra ancora un appiglio materiale all'ideologia eurasiatica dello "sviluppo" su questo pianeta „ Da scolpire nel marmo. Pur non essendo io mai stato in Africa, la mia partner è ugandese e me l'ha spesso ripetuto - se in Africa si vive ancora nelle capanne non è perché non si è capaci di vivere in una città, ma perché non si vuole . E' un modo di concepire l'esistenza e il proprio posto nel mondo che a noi occidentali cresciuti e allevati nel culto del progresso risulta alieno - non mi interessa giudicare se una visione sia giusta e l'altra sbagliata, ma sono indubbiamente diverse e poco compatibili. Tant'è vero che il modus vivendi africano ha funzionato benissimo per millenni, finché non si è scontrato con ideologie più aggressive e predatorie da cui ha mutuato solo il peggio, coi risultati che ben sappiamo. |
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inviato il 02 Settembre 2018 ore 8:44
La tua compagna ugandese ha opinioni che confermano quanto si può leggere nei due libri che ho suggerito nel mio messaggio precedente. Il primo : E se l'Africa rifiutasse lo sviluppo ? di Axelle Kabou nata a Douala in Cameron . Edizioni l'Harmattan Italia - edito nel 1995 in Italia e nel 1991 in Francia. Il secondo: La carità che uccide (che ha come sottotitolo : come gli aiuti dell'occidente satanno devastando il Terzo Mondo - di Dambisa Moyo - Edizioni Rizzoli - del 2010 Il vero problema è che sostenendo tesi come queste si è soggetti a critiche di essere convinti che i bianchi considerano i neri come una razza/etnia/popolo inferiore che non ambisce a raggiungere i livelli dei paesi ricchi. |
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inviato il 02 Settembre 2018 ore 8:50
non credo sia questo il punto. l'occidentale una volta credeva d'essere nel giusto oggi l'occidentale sa di essere in errore ma fa fatica ad ammetterlo. pieno di cose che gli hanno peggiorato la vita, il rapporto con l'altro ormai passa attraverso questo sistema: O | - | O dove O è una persona | è uno schermo con tastiera - è un'indefinita distanza |
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inviato il 02 Settembre 2018 ore 9:24
“ La tua compagna ugandese ha opinioni che confermano quanto si può leggere nei due libri che ho suggerito nel mio messaggio precedente. Il primo : E se l'Africa rifiutasse lo sviluppo ? di Axelle Kabou nata a Douala in Cameron . Edizioni l'Harmattan Italia - edito nel 1995 in Italia e nel 1991 in Francia. Il secondo: La carità che uccide (che ha come sottotitolo : come gli aiuti dell'occidente satanno devastando il Terzo Mondo - di Dambisa Moyo - Edizioni Rizzoli - del 2010 Il vero problema è che sostenendo tesi come queste si è soggetti a critiche di essere convinti che i bianchi considerano i neri come una razza/etnia/popolo inferiore che non ambisce a raggiungere i livelli dei paesi ricchi. „ esatto.... io sono stato ancora più esplicito ma purtroppo in italia questi discorsi non si possono proprio fare. comunque premesso che a moltissimi africani del ns tipo di sviluppo non interessa granchè il loro problema resta perchè con l'aumento della popolazione non possono più vivere a casaccio come hanno fatto finora. non c'è spazio per 1.3 miliardi di raccoglitori/cacciatori/coltivatori con metodi primitivi. a parte questo la cosa oggi + preoccupante per lo sviluppo africano è il costo della produzione che uccide lo sviluppo sul nascere. sono appena tornato dallo zambia ed ho parlato molto con la gente del posto. si tratta di un paese con una popolazione fantastica,criminalità quasi inesistente .gente gentile ,onesta ed a differenza di altri popoli africani questi vogliono lavorare. il problema è che a parte le risorse minerarie ed il turismo le attività economiche sono impossibili. dazi ,costi fissi produttivi ed ovviamente una manodopera volenterosa ma non produttiva come la ns rende i costi locali assurdi.......ho parlato con imprenditori che aprono fabbrichette per il solo mercato interno che è protetto da dazi altrimenti converrebbe importare dalla svizzera invece che farli in zambia questo impedisce qualsiasi sviluppo economico di lungo termine perchè come immaginerete il mercato interno dello zambia non è che sia il massimo......... anche nel turismo ,per capirsi di 500usd che può chiedere un lodge 400 vanno allo stato in varie forme.100 al lodge.una follia!! quindi abbiamo oltre la metà delle persone senza lavoro ma il costo produttivo è più alto che in europa, il turismo non decolla per i costi ecc ecc. ora per i nostri terzomondisti è ovviamente colpa del mondo occidentale .è ovvio che dell'africa hanno sentito parlare soltanto alle feste dell'unità oppure che non sono capaci di analisi critiche e pratiche. non parli di chi scrive qui ma del pensiero generale che si trova da noi sull'argomento. si va dall'africa che è tutta colpa nostra a chi vorrebbe bombardarla in genere si tratta in entrambi i casi di persone che hanno una visione limitata see more africa!! |
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inviato il 02 Settembre 2018 ore 9:29
“ vivere a casaccio come hanno fatto finora. „ risparmiati certe frasi. sembra che tu non conosca nulla dei popoli allevatori, cacciatori raccoglitori, e dei popoli che conservano i raccolti come i dogon. L'Africa è grande, è un continente, solo a parlarne in modo generico è come mescolare le abitudini di un olandese con quelle di un albanese, dove nessuno dei due si riconosce e ci sta. |
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inviato il 02 Settembre 2018 ore 10:17
per chi non ha voglia di leggere il libro copio un breve testo (pagine 83 e 84) da "La carità che uccide" , è altamente istruttivo ! In Africa c'è un fabbricante di zanzariere che ne produce circa cinquecento la settimana .Dà lavoro a dieci persone , ognuna delle quali (come in molti paesi africani) deve mantenere fino a quindici famigliari. Per quanto lavorino sodo , la loro produzione non è sufficiente per combattere gli insetti portatori di malaria. Entra in scena un divo di Hollywood che fa un gran chiasso per mobilitare le masse e incitare i governi occidentali a raccogliere e inviare centomila zanzariere ....al costro di un milione di dollari. Le zanzariere vegono distribuite. Col mercato inondato dalle zanzariere estere , però, il nostro fabbricante viene immediatamente estromesso dal mercato, i suoi dieci operai non possono più mantenere le centocinquanta persone che dipendono da loro ... |
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inviato il 02 Settembre 2018 ore 10:39
Mi domando però fino a che punto il modo occidentale di "aiutarli" sia un semplice errore e non l'ennesima forma di sfruttamento della situazione, perché oltre a creare problemi come quello del produttore di zanzariere del brano citato da Cesaregiancarlo, mi chiedo se il denaro stanziato per "inviargli" gli aiuti, dopo averli acquistati da ditte occidentali, non sia solo un metodo per finanziare pubblicamente quelle ditte aggirando le classiche Leggi "liberiste" contro i finanziamenti pubblici alle industrie; insomma il classico business camuffato da carità più o meno cristiana. |
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