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L'Italiano....una retta via smarrita


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avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 7:45    

"Andare di" usato come sinonimo di "usare"... Hmm... Mi vengono in mente quei cuochi (scusate, chef) che si cimentano in televisione, non so perché...
Mentre, invece, "l'attimo" diventa ino quando c'è da attendere un po' ma si tratta solo di aver pazienza e di essere senesi. Si, perché il senese fa tutto "ino", ad indicare che lo fa con cura e senza esagerazioni, a modino o per benino, insomma.
A me rivolta lo stomaco "assolutamente si (no)" , ereditato da una traduzione approssimativa della parola anglofona "absolutely". Il sì ed il no non ammettono dubbi, acceso-spento, vivo-morto, etc, a meno che chi parla non sia una donna: allora il sì ed il no possono assumere significati molteplici ed impensati.
Reputo lecito ritrovarsi in un forum su internet e avere una certa libertà di espressione da "chiacchierata tra amici" dove si parla un po' come si mangia.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 8:15    

@Stefano:
Da Treccani :
". 3. Improprio l'uso di piuttosto seguito da che con il sign. di «o», «oppure», per indicare un'alternativa."

Riguardo alla Crusca, la guardo con occhio diverso da quando ha messo "petaloso" nel vocabolario...come se facesse parte del linguaggio comune...

Maria!
Che vuoi?
Com'è petalosa la carta igienica che hai comprato!
Ti sei pulito il c.lo coi garofani che avevo messo in bagno?

user12181
avatar
inviato il 14 Aprile 2018 ore 8:37    

Da notare che l'errore di usare il "piuttosto" nel significato di "o" in un semplice elenco è tanto più grave in quanto il significato erroneo che gli si dà nega quello corretto, non è semplicemente diverso. E' quasi come se si usasse il termine "bianco" per designare ciò che è nero, "falso" per designare ciò che vero. La sua inarrestabile diffusione è un chiaro segno della nostra decadenza culturale e intellettuale, ci si abitua senza problemi a espressioni del tutto ambigue che possono dire una cosa e il suo contrario. Ho udito diversi insegnanti di italiano (evidentemente più abituati ad ascoltare la televisione che a leggere libri) commetterlo tranquillamente e ripetutamente senza che nessuno dei colleghi abbia mai pensato di sparargli in bocca.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 14:35    

vorrei ricordare un fenomeno naturale, la mutazione.
Avvengono in continuazione in natura, sono una sorta di anomalia, potremmo definierle errori genetici.
Queste sono responsabili dell'evoluzione della specie, cui Darwin ha dedicato la sua vita.

Alla stessa maniera, tutti i termini erronei, i modi di esprimersi non corretti grammaticalmente o sintatticamente, i modi di scrivere non conformi o errati, possono essere paragonati alle mutazioni.

In natura, moltissime mutazioni non avranno successo, non daranno un seguito a sè stesse.

Lo stesso accade nella lingua. Ma se confrontiamo un dizionario di 100 anni fa con uno di oggi, potremmo farlo mettendoci nei panni di quell'uomo del secolo che ci ha preceduto, e sarebbe bello farlo in modo empatico.
è pieno di errori, ma che lingua parlano questi?! melina, che è sta melina? e dribblare?
solo per stare nei termini calcistici.
La lingua non è ferma, è in continua evoluzione e si muove apparentemte tentennante, come si muove la natura con le sue mutazioni.
è grave quando non si riesce a comprendere, o a farsi capire. Lì cade la mission, pazienza invece se viene meno lo stile.
Poi la lingua è piena di metafore, figure retoriche. Ho appena scritto "viene meno" che è un modo di dire assurdo, non significa nulla. Venire, cioè giungere, associato a meno. Ma avete lo stesso capito.
Tornando a quell'uomo di un secolo fa, troverebbe assurdo il nostro dizionario, pieno di neologismi (neologismi per lui, per noi è la lingua parlata).
"Evvai" è diventato italiano, sembrava una corbelleria linguistica ai più quando si è cominciato ad usarla.
Parole come cliccare, linkare, loggare, sono termini d'uso comune di derivazione inglese relative all'uso dei mezzi informatici. Alcuni li hanno accolti malissimo, ma è ovvio che diventino patrimonio del linguaggio comune, come lo è croppare in questo sito, parola più breve e scorrevole rispetto a ritagliare.
La differenza "istituzionale" tra croppare e linkare è che la prima non è ancora nell'olimpo della Treccani, ma faccio notare che sono i vocabolaristi a rincorrere i nuovi termini. Non devono essere di certo le masse scriventi e parlanti a dover rincorrere i dizionari .

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 14:55    

Evvai, uovo, plaudo alla tua condivisibile visione darwiniana della lingua.

avatarjunior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 15:15    

Il corretto uso della nostra lingua è stato più volte oggetto di altri thread.

C'è chi considera la segnalazione di un errore come mancanza di rispetto verso chi non ha avuto la possibilità di studiare e di acculturarsi.

Altri invece sostengono che gli errori non sono molto importanti , se chi li ha fatti è riuscito egualmente a esprimere i suoi concetti.

Le "mutazioni" di una lingua sono naturali ma solo se riferite ai neologismi , agli anglicismi etc.. mentre non mi sento di considerare come mutazione di una lingua l'uso scorretto del condizionale, del congiuntivo o l'inserimento di vocaboli dialettali .

Certamente ci sono poi vocaboli che un tempo non erano accettati , (ad esempio casino negli anni 60/70) e che ora sono comunemente accettati. Prendo ad esempio "figata" mentre il suo alter-ego "cazzata" sta ancora aspettando.

Chiudo pensando ai nostri amici/cugini francesi che usano con grande frequenza la parola "m..da" (esclamazione di Cambronne) mentre noi siamo fermi a "pupù"


user117231
avatar
inviato il 14 Aprile 2018 ore 15:43    

Una volta lo imparavano a squola.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 17:29    

Le "mutazioni" di una lingua sono naturali ma solo se riferite ai neologismi , agli anglicismi etc.. mentre non mi sento di considerare come mutazione di una lingua l'uso scorretto del condizionale, del congiuntivo o l'inserimento di vocaboli dialettali .

e perchè mai? la lingua italiana è piena di forme assurde. ora te la dico come se fossi lì vicino a te, quindi te la scrivo come la sentiresti:
io miro, tu tiri, egli sira, noi ciriamo, voi virate, essi sirano.
che è?

è il presente indicativo riflessivo del verbo irarsi.
Abbiamo delle forme verbali molto complesse rispetto all'inglese.
Il nord sbaglia sempre con il passato. Nel 2012 scorso sono andato in Namibia.
Nel 2012 sono andato in Namibia??? Eeeek!!!Eeeek!!!Eeeek!!!
Nel 2012 ANDAI in Namibia. Semmai. Solo che ormai è uso comune usare il passato prossimo, quasi nessuno utilizza più il passato remoto per indicare un evento accaduto lontano nel tempo.
è uso comune quindi modificare le forme verbali complesse dell'italiano riducendo gli eventi remoti e quelli recenti in un'unica espressione verbale, in un unico tempo, e bada bene non è il più breve da pronunciare, ma il più semplice poichè composto "sono+andato", certamente meno arzigogolato di andai, andammo, andasti, andò, andarono, andaste. Immaginati le difficoltà per un non italiano che studia la nostra lingua.
Viviamo in un periodo in cui l'integrazione linguistica è sempre più veloce.
Si formano sempre di più parole con radice non italiana, soprattutto inglese.
L'inizio del 1900 era l'anno dei dialetti, tutti parlavano dialetto. Oggi possiamo paragonare le nostre lingue a dei dialetti che stanno confluendo verso un'unica lingua occidendale. Secondo me questa lingua sarà correntemente utilizzata intorno al 2150. Resteranno altre lingue, quella araba, quella cinese o cino/giapponese, se cambieranno i rapporti tra Cina e Giappone, quella cirillica probabilmente.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 17:52    

@ Ooo: concordo.
La lingua egemone, da decenni, è l'angloamericano, come la koiné greca lo fu nei secoli a cavallo dell'era volgare.
L'italiano deriva dal latino, ma, pur non potendo rinnegare questa sua origine ( è un dato storico ), si trova sempre più trascinato, per lo meno nel suo uso quotidiano, verso un modo di pensare la comunicazione linguisitica sempre meno latino e sempre più 'americano', con l'aggiunta delle istanze della cultura digitale.

Restano certe 'gabbie': quelle della morfologia, della grammatica e della sintassi, le quali vengono assimilate dagli scolari e dagli studenti con sempre maggior fatica e fastidio, perché vengono viste come rigidi calchi in cui adattare a forza un linguaggio che, invece, sta scappando da un'altra parte.
Strana cosa, perchè a nessuno viene in mente di destrutturare le 'regole' aritmetiche ( es: 2+2 fa sempre 4 anche per uno che 'parla come magna' e al quale sembra sacrosanto imparare le equazioni). Forse, se un giorno, da qualche parte dove 'si puote ciò che si vuole' si decidesse che 2+2 può anche fare 6 o 24, le cose cambierebbero anche lì.

Già ! La Scuola ! Se ne fa da sempre un gran parlare, anche per ragioni di interesse politico-elettorale.
Dovrebbe fare questo, dovrebbe fare quello...Può la Scuola inseguire le mutazioni culturali così rapide? No, perchè è un'agenzia strutturata e, per giunta, composta da teste ognuna con le sue convinzioni.

E allora??

Lochiedete ammè?? MrGreen

avatarjunior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 18:29    

Sapevo che l'egg (anglicismo) sarebbe intervenuto con colte citazioni e dotte disquisizioni.
E' ovvio che non gli è è sfuggito che si scrive io mi iro (o m'iro) etc.. ma ha voluto rendere più difficilmente comprensibile l'esempio .
Ci sono ovviamente molti esempi che si possono citare per quanto concerne la modifica delle nostre espressioni ; ad esempio qui da noi una volta si usava citare così le occasioni di cibarsi : prima colazione (mattino) - colazione (mezzogiorno ) - pranzo (sera) - cena (dopo teatro ). Ora la prima colazione è sparita e tutto è anticipato .

Mi sfugge invece la valutazione di "forme assurde" . Cosa c'è di assurdo in una lingua ? E' la notra lingua . o così o pomì .

Certo è meno frequente l'uso del passato remoto , chi usa più io noqui invece di io ho nociuto ?

Un'altra citazione di Egg è la difficoltà per uno straniero di imparare la nostra lingua . Egg ha scritto
Immaginati le difficoltà per un non italiano che studia la nostra lingua.


E' vero, la nostra lingua non è facile , piena di parole che cambiano significato secondo dove cade l'accento (fìdati , fidàti, àncora - ancòra ) (Nota: gli accenti li ho messi io per spiegarmi meglio).
Ma le lingue non sono nate affinché fossero facili per chi doveva impararle .

Perché i francesi pronunciano Charlemagne (Sciarlemagne) e Michelangelo (Mikelange) ?



avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 18:35    

@ Cesaregiancarlo: (....psstt....ehm...'noCqui' ) faccio la punta....visto che siamo in tema...;-);-)

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 20:08    

Sono un bestemmiatore e fucina di torpiloquio.
Ma sul congiuntivo non transigo.

avatarsenior
inviato il 14 Aprile 2018 ore 20:32    

in fondo è un modo alternativo per determinarsi dal punto di vista geografico,
al nord sbagliano spesso la coniugazione verbale del passato, al sud confondono con facilità condizionale con congiuntivo.
Errori che non sono a macchia di leopardo ma endemici come lo speck e la nduja.

user148740
avatar
inviato il 14 Aprile 2018 ore 21:05    

Ma mi sa che hai ragione è solo questione di tempo.
Un mio amico sosteneva che gli autogrill erano la 21 esima regione. Li c'erano specialità italiane non presenti in nessuna regione, non mi ricordo più quali però una era un salume chiamato noce di non mi ricordo più cosa. Ecco fra pico noi italiani potremmo dibentare il popolo dell autogrill

avatarjunior
inviato il 15 Aprile 2018 ore 7:58    

@Paolo Longo : grazie per avermi corretto , hai ragione si scrive nocqui .
Tra di noi, io preferisco usare il participio passato perché mi sembra più intelleggibile .

Grazie ancora

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