user25280
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 8:50
Francesco, allora dillo subito, non giocare a nascondino Seriamente, ero dubbioso, non avevo ben capito che anche tu sei nella mischia di chi deve o vuole vivere di questo "mestiere". |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 8:58
Ciao Felix, partire con l'idea: “ Troppa concorrenza ? Farò sconti e promozioni. „ è il miglior modo per chiudere i battenti dopo poco. La battaglia sul prezzo è la peggiore in cui mettersi perché: - ci sarà sempre qualcuno disposto a fare meno di te (o anche gratis, vedi il "cuggino" con la reflex) - attireresti la clientela sbagliata che ti porterebbe solo rogne (i rompiscatole ci sono anche se chiedi 10.000 euro, ma chi ti sceglie solo perché costi poco ha la brutta abitudine di svalutare il tuo lavoro e pretendere un sacco di cose in cambio di nulla) Se vuoi partire con il piede giusto hai bisogno di mettere giù un piccolo business plan per valutare al meglio se ti convenga o no. Mettiti seduto a un tavolo (con il tuo socio se ce l'hai) e scrivi nero su bianco tutti i costi fissi che avresti con l'attività e che adesso non hai (commercialista, affitto del locale e bollette se vuoi uno studio, assicurazione professionale, ammortamento attrezzatura, licenze di programmi come LR e PS, hosting sito web e eventuale web designer, spese di marketing, corsi di formazione, etc.). Gli americani chiamano questa fase CODB - Cost Of Doing Business, cioè quanto ti costa stare in attività. Una volta che sai i tuoi costi puoi iniziare a ragionare su quanto devi far pagare come minimo un tuo servizio per coprire i costi vivi a cui poi devi aggiungere il tuo guadagno e la parte "brutta" di tasse e contributi. In bocca al lupo! |
user117231
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 12:38
Rinuncio... |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 12:40
I_Felix.... quanti anni hai?... Perchè rinunciare? passerebbe il messaggio che per te fare il fotografo o fare il ciabattino è lo stesso. |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 13:01
FELIX. a mio avviso non e' detto che si debba rinunciare a priori. E' un mestiere come un altro e bisogna essere portati al vivere in piazza. Al di la' di tutto dovresti riflettere prima sulle tue aspettative. Su come intendi la vita. Lavorare in proprio o da dipendente e' soprattutto una questione di carattere e di attitudine. Ovvio, e' necessario conoscere l'arte. Ma al di la di questo bisogna prima comprendere se le inclinazioni personali conducono ad un lavoro da dipendente o autonomo. Il mio primo socio, una persona affidabilissima e corretta (a cui ancora oggi affiderei senza timori il mio portafogli) era una persona "sbagliata" per il lavoro autonomo. Intendiamoci, un ottimo tecnico, voglia di lavorare, capacita', ma... era fatto per lavorare in una grande organizzazione ben oliata. Non pativa ore ed ore di lavoro se queste filavano lisce e se ogni mese trovava il suo piccolo stipendio. Non sopportava invece l'imprevisto, il doversi arrangiare, il picco di lavoro e poi magari il mese di calma. Lavoravamo a contratto su grandi progetti, roba che in genere durava uno o due anni. Ovvio che in certi periodi fossimo gonfi di denaro ed in altri corti...dipendeva dai pagamenti. Insomma ha retto cinque anni, poi mi ha venduto la sua quota di societa' ed e' andato a fare il dipendente. Felice lui della sua scelta, felice io. Che non avrei mai potuto affrontare la routine di un lavoro dipendente per decine di anni. la domanda da porti e' questa... sei in grado di sopportare lo stress del lavoro autonomo o piuttosto sopporti meglio quello del lavoro dipendente?. Se per carattere punti al lavoro autonomo, credo che i problemi pratici siano risolvibili tranquillamente. |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 13:03
“ Rinuncio... „ Cavolo ti bastano le controindicazioni o i lati negativi per tirarti indietro? E' normale che ci siano, ci sono in tutti i tipi di lavoro, ma la sfida è oltrepassarli, provare, come si dice: lottare per un sogno. |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 13:06
“ Battesimi. Cresime. Compleanni. Lauree. Eventi sociali di ogni genere. Promozionali per Comuni. Matrimoni...vedremo... „ Battesimi: più che le capacità fotografiche conta il rapporto con il/i parroco/parroci Comnioni: più che le capacità fotografiche conta il rapporto con il/i parroco/parroci Cresime: più che le capacità fotografiche conta il rapporto con il/i parroco/parroci compleanni: ci si guadagna davvero poco e sono ormai territorio del "cugino/amico Lauree: più che le capacità fotografiche conta il rapporto con l'università, sono pochi i fotografi accreditati ma sono un lobbie motto dura e molto bene ammanicati Eventi sociali: dipende dalle aziende e da come sai venderti Comuni: dipende da quanto sei ammanicato politicamente Se hai queste competenze extrafotografiche, che ormai contano più della capacità di fare buone foto, allora sì buttati altrimenti è davvero meglio, a anche economicamente parlando, fare il ciabattino (se lo sai fare potresti anche guadagnare molto più di un discreto studio fotografico) |
user117231
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 19:03
Se devo scegliere, io scelgo 1.000.000.000 di volte il ciabattino. |
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