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inviato il 02 Marzo 2018 ore 17:30
No vabbè questa poi   hai vinto tu zentropa Io volevo buttarmi nella prenotazione passaporto online |
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inviato il 02 Marzo 2018 ore 19:44
Questa poi ... tenuto conto che Amazon offre anche di mandare il corriere direttamente a casa a prendere il reso, o fai il corriere dei resi? |
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inviato il 02 Marzo 2018 ore 21:27
“ Io mi auguro che gli oggetti restituiti non vengano venduti come nuovi ma su Amazon warehouse „ giusto per capire: compri un oggetto, lo tieni 30 giorni, poi ti viene il magone da acquisto compulsivo oppure non ti piace, lo rispedisci e amazon dovrebbe rivenderlo come usato ? cioe' amazon si deve fare carico della tua insicurezza ? stai dicendo sul serio ? dovrebbero chiamarsi madre teresa di calcutta |
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inviato il 02 Marzo 2018 ore 21:43
“ giusto per capire: compri un oggetto, lo tieni 30 giorni, poi ti viene il magone da acquisto compulsivo oppure non ti piace, lo rispedisci e amazon dovrebbe rivenderlo come usato ? „ E' esattamente cosi. Gli oggetti restituiti vengono venduti su warehouse come usati e garantiti. |
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inviato il 02 Marzo 2018 ore 22:28
“ E' esattamente cosi. Gli oggetti restituiti vengono venduti su warehouse come usati e garantiti. „ Non tutti, però ! A dicembre scorso comprai un giaccone di un noto marchio e mi arrivò: usato, in una busta anonima, con una macchia nera sul davanti e completamente privo di cartellini. Inutile dire che l'avevo preso nel nuovo e a una cifra importante. Prima di questo episodio, precisamente a luglio scorso, ricordo un altro episodio molto spiacevole: comprai un paio di occhiali da sole (di quel noto marchio che dove vai vai ce l'hanno tutti), ebbene dovetti fare per ben due volte il cambio perché l'occhiale presentava "allargamento delle asticelle"(segno dell'utilizzo da qualcuno con la testa più grande del dovuto), ditate ovunque e custodia del colore sbagliato (per il modello scelto doveva esserci la custodia marrone anzichè nera!). Il terzo esemplare arrivò "sano".. peccato che tra un cambio e l'altro era quasi finita l'estate ! |
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inviato il 03 Marzo 2018 ore 0:23
Nell campo tecnologico non so, nell'editoria i resi (anche se venduti da amazon) ritornano al produttore/distributore come copie guaste. Quindi facciamo un esempio, domani per un lavoro ho bisogno di un obiettivo da 8/10000 €, lo compero su amazon, faccio il lavoro e poi chiedo il rimborso? Anche se è permesso, è etico e corretto? I fornitori di amazon non sono tutti multinazionali, ma sono aziende anche medio piccole che a fine mese devono pagare stipendi e fornitori. Cosa pensereste se un'azienda vi assumesse per un mese nel periodo di picco, vi facesse sputare l'anima e poi dicesse dopo 30 giorni, mi sono sbagliato, vai a casa, non ti devo niente. Il fatto che il servizio sia a tutela del consumatore, perfettamente d'accorso, soprattutto perché non si è a contatto diretto con la merce. Ma l'abusarne lo trovo estremamente scorretto. Se tutti facessero così, probabilmente il servizio cesserebbe, a danno di chi l'ha usato sempre in maniera responsabile e quando necessario. |
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inviato il 03 Marzo 2018 ore 10:41
@Fabiopol A volte mi sembra di essere il protagonista della barzelletta del pazzo in contromano in autostrada, fa quindi piacere sapere di non essere l'unico pazzo... “ Nell campo tecnologico non so, nell'editoria i resi (anche se venduti da amazon) ritornano al produttore/distributore come copie guaste. „ Da quello che si legge è così anche nell'elettronica. Detto questo, leggevo (non ricordo dove ) che per quanto riguarda l'editoria Amazon si "ciuccia" intorno al 50% del prezzo (non ricordo se di vendita o di copertina) ma per gli editori è un gatto che si morde la coda (vendendo su amazon guadagnano poco, ma il volume di vendita è molto più alto rispetto ad altri canali). Fino ad ora solo piccoli editori si sono "tolti" da Amazon... |
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inviato il 03 Marzo 2018 ore 11:57
I vostri discorsi sono legittimi, io appunto lo faccio esclusivamente con prodotti venduti e spediti da amazon |
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inviato il 03 Marzo 2018 ore 13:43
Rcris, per alcuni so che sono arrivati a chiedere un 60% sul costo di copertina, ovviamente con resi a carico (l'editoria è un mercato che funziona con i resi, anche fuori da amazon, salvo casi eccezionali). C'è da dire che non per tutti amazon significa vendere per forza di più. Ieri un mio libro era al 600mo posto assoluto, 3 in categoria fotografia, e secondo in viaggi opere illustrate, con qualche decina di copie in una settimana. Quindi quelli che fanno numeri a 3 zeri come vendite secondo me non sono tantissimi. Per i miei libri, ad esempio amazon conta circa un 10%. Detto ciò, il futuro nel commercio e nel business in generale sarà sempre più orientato a servire il cliente ad alto margine, e poca rottura, per cui io vedo questa fase come un periodo di studio e ottimizzazione, un domani, grazie anche ai processi di AI che si stanno sviluppando, credo che assisteremo ad un consolidamento dei portfolio clienti di queste aziende, che segheranno tutti gli account problematici. Faccio un esempio con Facebook advertising. All'inizio le policy per l'approvazione degli annunci erano molto laschi, così da poter monetizzare l'utenza infinita del social, poi piano piano hanno ristretto le maglie e segato account anche da centinaia di migliaia di euro/mese, perché per loro è diventato preferibile servire al meglio chi non da problemi, che trovarsi qualche spicciolo in più in cassa e avere grane da gestire. Facebook, nel dubbio ti blocca, poi sei tu che devi convincerli che hai ragione, nel mentre magari passano settimane e se sei nel lancio di un prodotto hai un danno enorme. Per cui quasi tutti rigano dritto, e che non lo fa, ha vita breve. Se non ti va bene così, puoi sempre far pubblicità su twitter, ma il prodotto è nettamente inferiore come l'utenza è più piccola e paradossalmente le visualizzazioni costano molto di più. |
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