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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 9:59
Concordo sui fotolibri, in tutto, testi inclusi. La selezione magari se ne va un po' a benedire perché metterai foto ridondanti per includere figliolanza o parentela varia. MA, dal primo post: “ Detto questo: ma le foto scattate sono vero reportage „ (Maurizio Trifilidis) ____ “ Il tuo è un reportage personale, il ricordo di un viaggio o un momento a te caro „ (Vincenzo Virus) Direi che ci siamo, o no? Fotoreportage si, probabile solo un valore personale. |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 10:06
... e un bel esercizio per chi non si è mai cimentato con lo story telling, precursore del reportage. Non sarebbe bello avere due thread da 15 pagine che invece di disquisire su cosa è o non è reportage, affrontassero il tema dello story telling? |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 10:08
Motofoto hai proposto una splendida tematica. Come spesso accade sono sempre più d'accordo con te |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 10:42
@motofoto “ Non sarebbe bello avere due thread da 15 pagine che invece di disquisire su cosa è o non è reportage, avvrontassero il tema dello story telling? ;-) „ guarda che è una questione di semantica ..... quando torno da un viaggio, metto insieme le migliori 40 foto e ci faccio il libro: io lo uso per rivedere le cose che mi sono piaciute, lo mostro a qualche amico interessato, con quelli poco esperti di cose fotografiche mi vanto delle "Straordinarie e bellissime" foto fatte .......nel primo caso è una souvenir, nel secondo foto di viaggio, nel terzo reportage, taroccato ovviamente. Certo, per quanto il mio desiderio di millantare sia grande, non arrivo mai dire che il ritratto della tigre che ho scattato allo zoo è stata presa al centro della giungla, all'alba, dopo un notte d'attesa. Nello story telling, e/o anche nel reportage, uno degli aspetti di rilevanti è la sequenza delle foto; chiunque abbia fatto un libro amatoriale per se stesso, si è imbattuto con la questione. Interessante tema, ma credo che sia difficile parlarne in un thread senza disporre di un numero adeguato di foto. Sarebbe interessante che qualcuno proponesse 10 foto su un determinato tema e gli interessati alla discussione ne proponessero l'ordine ritenuto migliore. Forse si può proporre........ impegnativo ma utile. |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 11:08
"Sarebbe interessante che qualcuno proponesse 10 foto su un determinato tema e gli interessati alla discussione ne proponessero l'ordine ritenuto migliore. Forse si può proporre........ impegnativo ma utile." Tasto dolente!!!...se noti molti reportage che sono comparsi in più paesi l'ordine delle immagini è diverso anche se l'autore è lo stesso. Non c'è una regola, cambia la lettura ma succo è lo stesso. L'autore in ogni caso non può far niente |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 11:11
Certo Vincenzo, hai ragione, ma l'esercizio è utile perché sposta l'attenzione dalla tecnica fotografica a quella narrativa e insegna a vedere la foto con maggiore attenzione ...... |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 11:16
“ il tema dello story telling? „ Yes! Che poi è un reportage minimalista, per come lo interpreto io. Sarebbe interessante discuterne. Scopi? Usi? Funzioni? Finzioni? Ma, finiremmo a disquisire del diaframma utilizzato? Senza polemica ma con critica costtruttiva, su questo forum non si discute troppo ATTORNO alla fotografia ma poco DELLA fotografia? |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 11:18
Forse più utile prendere 30/40 immagini con un testo di base e selezionare 12/15 foto (anche se di solito le immagini da selezionare sono molte di più!!!!)...resta in ogni caso un esercizio valido |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 11:35
@Maurizio Trifilidis “ guarda che è una questione di semantica ..... „ Questione semantica è disquisire su cosa significhi la parola reportage. Solo quello. Tutto quello che scrivi dopo nel tuo post è pratica non semantica. “ quando torno da un viaggio, metto insieme le migliori 40 foto e ci faccio il libro „ Lo stesso faccio io dopo una sessione con una modella. Faccio un "fotovideo" invece di un libro, ma il concetto è lo stesso. Serve soprattutto a smorzare la curiosità di lei di vedere il risultato. Non ci metto tutte le foto migliori. Alcune le tengo per mantenere l'effetto sorpresa quanto le presento il risultato completo. “ Nello story telling, e/o anche nel reportage, uno degli aspetti di rilevanti è la sequenza delle foto „ Concordo. La prima tentazione è quella usare la sequenza temporale di scatto. E' un metodo semplice che non richiede di pensare. E' anche quello più scontato e banale. I metodi alternativi di selezione ed assemblaggio della sequenza sono decisamente più impegnativi e richiedono una capacità progettuale della narrazione. Le cose si complicano se il mezzo permette la ramificazione. In un fotolibro, ad esempio, si può differenziare il flusso principale (es.: pagine destre) da quello secondario (es.:pagine sinistre). Nel flusso secondario si può mettere contesto, backstage e mille altre cose. Basta entrare un pochino nel tema e si scoprono tanti argomenti utili e pratici. Per qualche ragione, invece, la semantica è molto più attraente nei forum (cosa è fotografia, sono fotografo, cosa è reportage...): agli italiani piace chiacchierare. “ Sarebbe interessante che qualcuno proponesse 10 foto su un determinato tema e gli interessati alla discussione ne proponessero l'ordine ritenuto migliore. Forse si può proporre........ impegnativo ma utile. „ Anche su questo concordiamo. Non solo è impegnativo, ma mancano gli strumenti. Discutere di ritocco è facile: metti la foto base e chiedi o fai vedere la variazioni, spiegando nel testo cosa hai fatto. Invece, per sperimentare in modo collaborativo di story telling le cose si complicano. Dove metti 10 foto proposte in seguenza? Ci si potrebbe appoggiare a siti esterni dedicati (es.: Spark di Adobe), ma è scomodo. Continuo a pensare che sia importante valorizzare le gallerie, vedendole non come banale insieme di immagini, ma come sequenza progettata, anche se al momento non favoriscono la consultazione come libro o slide show. Ho la convinzione che la fotografia sarà morta da qui a poco (se già non lo è), tenuta in coma solo dai pensionati nostalgici o dalle gallerie d'arte (fisiche), mentre nella fruizione di massa viene mangiata viva dai video, sono sempre più favoriti anche nella ripresa e dalla fruizione web. Chi ha un iPhone sa benissimo a cosa faccio riferimento. Uno dei settori dove potrebbe resistere è proprio lo story telling multimediale che, se ci pensiamo bene, è l'evoluzione del racconto illustrato di una volta (categoria che include il reportage). Mi immagino una evoluzione di juzaphoto in cui le gallerie si presentano in modo slideshow con tanto di narratore sotto che spiega o almeno testo che accompagna senza disturbare la visione. Ora, purtroppo, una galleria di Juzaforum si può vedere in due modi: 1) parto da una immagine. La centro. Clicco nelle aree sensibili destra e sinistra per cambiare immagine. Tutta la pagina viene ricaricata, compresa la testata. L'immagine perde la centralità iniziale e di conseguenza l'attenzione. 2) Parto da una immagine. Guardo in basso la galleria. Leggo il nome a sinistra e lo memorizzo. Clicco sul nome dell'autore per andare alla sua pagina. Apro l'elenco delle gallerie. La cerco in base al nome che ho in testa. La apro e lei si presenta con tutte le foto facilmente scorribili verticalmente. Più comodo del punto uno, ma nessuno dei due modi sembra ideale per uno storytelling. Si potrebbe aprire un thread per cercare un modo semplice da implementare, non impegnativo per i server ed efficace per fare qualche esperimento...ma mi chiedo: interessa davvero ai fotoamatori? Ho la sensazione che sia troppo impegnativo. Tra postare una foto del gatto e progettare, montare e pubblicare la storia del gatto in immagini c'è un'enorme differenza. Forse fa più audience discutere se chi fa story telling è un "fotografo" EDIT: ci sono anche gli articoli come strumento per presentare uno storytelling. Sono forse il metodo migliore di quelli disponibili, ma non so quanto siano modificabili dopo la pubblicazione. Devo fare qualche prova. Potrebbero essere una soluzione interessante. |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 12:57
"Senza polemica ma con critica costtruttiva, su questo forum non si discute troppo ATTORNO alla fotografia ma poco DELLA fotografia?" probabilmente è così, però a dire il vero spesso butto giù dei progetti di fotolibri coinvolgendo altri utenti Juza. Scelgo un tema e poi seleziono circa 6 immagini per autore tutti dallo stile diverso che si occupano di street formando un racconto fotografico dove le immagini seguono (o almeno ci tento) un ordine ben preciso a prescindere di chi sia l'autore. questo rende il lavoro molto interessante. 6 immagini x 6 autori (più qualce altro scatto per l'introduzione/copertina/presentazione autore) con un testo di accompagnamento. Suggerisco vivamente di fare questo tipo di progetti che richiede anche un certo impegno per ottenere risultati soddisfacenti e con le nuove tecnologie poco importa se uno è di Milano un'altro di Bari, Roma ecc. Si può fare ed è un'ottimo modo per potersi confrontare in modo costruttivo...senza litigare. Ho cominciato i primi esperimenti contattando gli autori (che non conoscevo tra l'altro!!!!) con un semplice mp che per uno come me che non pubblica su Juza non è facile conquistarsi la fiducia. |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 14:10
La mia domanda è un'altra: ma chi va a fare questi viaggi fotografici? Costano generalmente di più degli omologhi senza "maestro" fotografo al seguito e, per come me lo ha raccontato una mia recente compagna di viaggio, lenti all'esasperazione, per aspettare magari ore per la luce giusta o il passaggio del protagonista (programmato). |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 14:53
@Marmor “ ...ma chi va a fare questi viaggi fotografici? „ Le cose di cui ti lamenti non sono causate da chi ci va, ma da chi li organizza. Già dire "maestro fotografo al seguito" suona malissimo. Il fotografo traina, non una appendice da tirarsi dietro. E' lui che sa come va ottimizzato il tempo e organizza tutto perché questo avvenga. Se c'è lentezza, nel senso di pause senza nulla da fare, il viaggio non è organizzato bene. Aspettare la luce giusta è una cosa normale per un fotografo. Non lo è per un turista. Aspettarla per ore, vuol dire aver pianificato in modo errato qualcosa. |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 18:16
Mi ero messo in testa di andare con un amico a fare un giro in montagna per fare delle foto, lui faceva anche più di 20km al giorno ma non era interesato alla fotografia. Non riuscendo, alla fine ho fatto un'uscita da solo. Sono stato fuori quasi 4 ore, in tutto ho fatto 800m (da GPS), non per pigrizia. Questo per dire che 1 viaggio= 1 obiettivo, per turismo è diverso da un viaggio per fotografare. Poi ci sono i viaggi organizzati bene ed altri male, che siano turistici, enogastronomici, alla ricerca della pietra filosofale o fotografici poco conta. PS: prima che qualcun'altro lo dica: ci sono fotografi che fanno 20km a piedi in montagna e fotografano pure ma non è quello il mio interesse, ho scoperto. |
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inviato il 18 Febbraio 2018 ore 18:45
Se vai in montagna per fotografare devi camminare per trovare vedute mozzafiato. Non pensare che chi faccia street non macini km. Sicuramente non venti ma ti sposti da un punto all'altro della città per portare se va bene qualche scatto decente. |
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