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inviato il 28 Novembre 2017 ore 18:39
E' vero, fotografiamo. Ma prima di tutto vediamo. E ciò nonostante, non sempre osserviamo. L'occhio non è, come molti pensano, assimilabile ad una macchina fotografica. Si è evoluto più volte nella storia della vita, indipendentemente in diverse specie. L'immagine che si forma sulla retina è tutt'altro che perfetta, non è piana, ma ne segue la curvatura ed è rilevata da coni e bastoncelli con differente definizione e sensibilità. In particolare i bastoncelli non sono sensibili al colore e hanno una scarsa definizione, al contrario dei coni che discriminano diverse lunghezze d'onda e hanno maggiore risoluzione. Solo una parte della retina è dotata di una buona definizione ed è ricca di coni: la fovea. Il bulbo oculare deve costantemente muoversi con piccoli movimenti per perlustrare con essa gli oggetti che cadono nel campo visivo. Ciò che colpisce la nostra attenzione (e la nostra fantasia) viene maggiormente indagato da questa parte della retina; i segnali che ne risultano vengono integrati nella retina stessa, dal suo strato nervoso che è anteposto, stranamente, allo strato dei fotorecettori, e tutti i segnali sono convogliati dal nervo ottico al cervello, in particolare alla corteccia visiva nel lobo occipitale. Qui avviene l'integrazione definitiva e si compie quel processo complicato che noi definiamo "vedere". Ma "osservare" è un'altra cosa. Richiede un'attenzione mirata, guidata dalla propria sensibilità personale, e quindi dal sentimento e dalle emozioni, disciplinate dall'educazione operata dall'ambiente fisico e culturale durante lo sviluppo delle connessioni neuronali. Ognuno di noi ha una sua sensibilità visiva, formatasi in anni e anni di formazione culturale, di educazione all'immagine, di formazione del gusto e di modelli estetici mutuati dall'ambiente in cui è vissuto. Fotografare significa porre l'accento sulle immagini del mondo esterno che ci hanno colpito, che abbiamo osservato, soffermandoci sulle loro caratteristiche formali che per noi hanno significato, isolandole dal loro più ampio contesto. La cattura di un'immagine fotografica diviene allora un ausilio alla memoria per trattenere un momento considerato significativo, ma anche occasione di condivisione con altri di emozioni e sentimenti suscitati dall'esperienza visiva e dall'osservazione del mondo. |
user28555
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inviato il 27 Dicembre 2017 ore 12:12
Una straordinaria comparativa e descrittiva delle funzionalita' dell'occhio e di una lente ottica mescolate a sensazioni e suggestioni emozionali nelle relazioni personalizzate della vita, complimenti sinceri Leopoldo per l'incredibile analisi ed approfondimento del tema unita ad una non indifferente capacita' di scrittura . Chapeau. Un caro saluto, Claudio |
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inviato il 27 Dicembre 2017 ore 16:20
Grazie Claudio, sei troppo buono. Un sincero saluto, Leopoldo |
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