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inviato il 08 Novembre 2017 ore 19:06
Al di fuori del valore politico di questo atto e del convinzioni di ognuno mi interessa notare come l'uso di cancellare politici in disgrazia dalle fotografie, uso antico e amato in genere dai dittatori, Stalin, Hitler e Mussolini cancellavano spesso i leader caduti in disgrazia dall'iconografia di regine, permanga nei giovani politici italiani; questo uso in questo periodo storico stupisce soprattutto perché quello che oggi non manca è certamente la documentazione visiva che è presente a tal punto da essere diventata inutile... eppure... torino.repubblica.it/cronaca/2017/11/08/news/torino_la_dissidente_batz |
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inviato il 09 Novembre 2017 ore 16:49
a me pare un atto prevalentemente politico ma ha anche un risvolto pratico : non non fai più parte di... e io ti cancello perché la foto modificata deve documentare la nuova realtà. |
user35763
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inviato il 09 Novembre 2017 ore 17:06
La damnatio memoriae,la condanna della memoria con la cancellazione di ogni traccia scritta e visiva del condannato(in genere politico caduto in disgrazia) era già applicata dal diritto romano nella Roma repubblicana per i nemici del senato(quindi non solo dal potere dittatoriale) duemila anni a dietro; niente di nuovo. |
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inviato il 09 Novembre 2017 ore 17:55
Se l avessero rifatta senza di lei e cancellato la vecchia foto da facebook sarebbe sempre lesa la sua dignità? Pagliacciata. I documenti storici son ben diversi da "facebook" o album personali Non ho idea di chi sia nè cosa abbia fatto. Ma sembra in cerca di notorietà se si appella a queste ×te |
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inviato il 09 Novembre 2017 ore 19:25
Credo che la faccenda abbia due risvolti che apparentemente vorrebbero giudizi di differente peso, ma che invece nascondono un'insidia da non sottovalutare. La Frediani dice: "E' la mia immagine Facebook, perciò l'abbiamo modificata" e la cosa, almeno all'apparenza, sembra perfettamente normale e non degna di nota: in fin dei conti è una pagina Facebook personale, non una tribuna elettorale; però, con i tempi che corrono e la superficialità imperante del giorno d'oggi, il gesto in quanto tale potrebbe costituire l'anticamera di una sua disinvolta applicazione anche in ambiti ben più importanti, e questo pensiero mette sinceramente un po' di ansia. In ogni caso è una caduta di stile che un politico non può permettersi, nemmeno al di fuori dell'arena politica propriamente detta; è prorio questa mancanza di coscienza della valenza del gesto in quanto tale che mi lascia perplesso, al di là del fatto che Facebook non abbia certo rilevanza politica. La cosa crea quindi anche a me qualche perplessità, a maggior ragione per l'evidenza del fatto che quell'immagine nasceva con un chiaro intento documentale che, evidentemente, viene ritenuto poco significativo. |
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inviato il 12 Novembre 2017 ore 10:02
Concordo con Daniele, a mio avviso è una deriva preoccupante ancorché praticata da gente che predica bene e razzola molto peggio che male! |
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inviato il 12 Novembre 2017 ore 12:35
Come ha sottolineato Silvano la damnatio memoriae è sempre esistita, per quanto riguarda la fotografia, il cancellare parti di fotografia, alla fine è sempre stata prerogativa dei totalitarismi, stupisce vedere questo tipo di intervento in un'epoca in cui siamo sommersi dalle immagini e in cui è più semplice prendere un'altra foto ma forse la semplicità con cui si può togliere una persona da un'immagine ha reso questa prassi alla portata anche di piccoli totalitarismi |
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