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inviato il 27 Settembre 2017 ore 16:31
Daniele ti do pienamente ragione per cui mi baso su quello che mi trasmette lo scatto, il resto è un più per capire il percorso artistico dell'autore... sia vero sia falso non lo sapremo mai |
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inviato il 27 Settembre 2017 ore 17:14
@l'occhio Per me (e anche per altri) è evidente che la mia frase (vedi sotto) nel mio primo post era volutamente stimolante tant'è che questo thread ha ricevuto più di 135 commenti se uno fa una bella foto di un panorama dal Monte Bianco io giudico la foto e non se il fotografo è salito scalando la montagna o ci è arrivato con la funivia. Come vedi era chiaro che intendevo vedere se per alcuni una foto è solo una foto mentre per altri una foto significa altro. Capisco che leggere più di 130 commenti può apparire noioso ma credimi in ciascuno troverai un'opinione e il suo contrario il che dimostra che non c'è un solo metro di giudizio. Salvo per coloro i quali si affezionano troppo alle loro idee |
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inviato il 27 Settembre 2017 ore 17:24
@opisso- nel tuo post dici che le foto "vanno contestualizzate" e questo mi fa ricordare (l'ho già fatto ma lo ricordo ancora>) che a Lodi il 7 ottobre si apre una mostra sulla fotografia etica. Se qualcuno fà un salto sul sito milano.corriere.it ne vede alcuni esempi. Ad esempio la foto di un uomo con un roditore in mano. Bene , senza alcuna informazione la foto è in sè banale mentre se si sa che questo uomo addestra i ratti per rilevare le mine anti-uomo la stessa foto assume altro rilievo non credete ? Ma quante volte noi abbiamo informazioni per contestualizzare e dare giudizi accorti ? |
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inviato il 27 Settembre 2017 ore 17:33
Personalmente quando qui su Juza trovo una foto interessante, vado ad aprire la pagina dell'autore per vedere chi è, l'età, ma soprattutto che genere di fotografie scatta e come'è il suo modo di lavorare. In questo modo un pochino la foto si contestualizza. La posso così considerare come un tassello di un lavoro più grande. Ho scritto l'età, poiché ho notato che spesso c'è una grande differenza fra giovani e... diversamente giovani. Forse non c'entra nulla con questo 3D... |
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inviato il 27 Settembre 2017 ore 17:57
Skylab59, io credo che invece l'aspetto generazionale abbia, sia pure in modo tutt'altro che universale e rigido, il proprio peso nel metro di valutazione di ciascuno, perché in fondo proveniamo da un imprinting culturale diverso, seguito da percorsi differenti, ma relativamente condivisi per fasce "orizzontali": chi ha vissuto il '68 tende ad avere una mentalità già in parte differente da quanti avevano la stessa età nel '77, quando gli ultimi strascichi del movimento 68ttino si spensero; se parli di quegli anni ad un ventenne di oggi, è molto probabile che ne recepisca unicamente gli aspetti formali, senza riuscire a comprenderne le ragioni delle varie componenti. Ovviamente questo è nella natura delle cose, ma si riflette anche sui modi e finalità di produzione, fruizione e valutazione delle immagini. |
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inviato il 27 Settembre 2017 ore 19:14
- Cos'è il Genio? - È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione. Rambaldo Melandri (Gastone Moschin) dal film "Amici miei" di Mario Monicelli Credo che questa frase possa sentitizzare perfettamente la fotografia. Una cosa che passa per insignificante se colta al momento giusto diventa opera d'arte, indipendentemente da dove e quando viene scattata. |
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inviato il 28 Settembre 2017 ore 8:59
Ma perché quando parliamo di fotografia dobbiamo sempre finire per trattarne SOLO l'aspetto artistico (che per altro molti critici mettono tuttora in discussione)? La fotografia è un linguaggio con cui si può fare ANCHE arte, ma sarebbe riduttivo ricondurla solamente a questo aspetto, come sarebbe riduttivo per il linguaggio parlato: cos'è, se non declamiamo poesie dobbiamo starcene zitti tutto il santo giorno? Anzi, la maggior parte delle fotografie che vengono prodotte ogni giorno non rientra nell'ambito artistico, ma questo non c'entra nulla con la questione "difficoltà" realizzativa; nelle immagini di documentazione scientifica si usa sempre più frequentemente la tecnica del Focus Stacking, soprattutto per la riproduzione di elementi molto piccoli: pensate che comporti la stessa difficoltà realizzare un Focus Stacking di un insetto su un esemplare morto, fotografato in studio con l'intera situazione perfettamente sotto controllo, piuttosto che su esemplare vivo, nel suo ambiente naturale, con tutta una serie di possibili imprevisti (illuminazione che cambia tra scatto e scatto, vento ecc.)? |
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